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OSTIENSE: IL QUARTIERE DELLE CONTRADDIZIONI

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Reportage tra grandi progetti e degrado, tra amore artistico e inciviltà.
Il quartiere Ostiense, nell’XI Municipio, vive di contraddizioni. È il nuovo polo della vita notturna cittadina, con tantissimi locali alla moda, ma anche un esempio di situazioni di estrema povertà, dagli anziani soli con affitti saliti alle stelle negli anni scorsi,

 ai senza fissa dimora che occupano da anni l’ex caserma dell’Aeronautica Militare di via del Porto Fluviale. È un quartiere che, con i nuovi servizi amministrativi che conterrà, dovrà divenire un punto di riferimento per l’intera cittadinanza, ma che i suoi abitanti per primi non amano. “Siamo diventati una zona schifosa” ci dice Assunta, che vive da anni nel quartiere. “Non abbiamo niente” gli fa eco Antonietta del Centro Anziani, aperto solo pochi anni fa, e ora spostato in un container a causa del cantiere degli ex Mercati Generali. Mentre i residenti storici la pensano così, un giovane regista come Alessandro Rubinetti ha girato un cortometraggio, “Moto Eterno”, che è una dichiarazione d’amore per il quartiere, e che verrà proiettato nelle università americane. Per non parlare dei film di Ferzan Ozpetek, ormai autore affermato, che ambienta quasi tutte le sue opere tra queste vie. Il problema, forse, è che Ostiense non si sente un quartiere; un’altra contraddizione: ha tante facoltà universitarie ma neanche una scuola. Ha un numero incredibile di filiali bancarie, ma praticamente neanche una piazza vera. Lo sporco e il degrado colpiscono quasi tutte le vie del quartiere, aggravati anche da chi il quartiere lo vive, e dovrebbe curarlo: “Il degrado è generalizzato. È un problema di scarsa manutenzione e di mancanza di civiltà”. Riassume bene quella che è la situazione Marco Andreotti, della storica pasticceria che si affaccia proprio sulla via Ostiense. Ad Ostiense ci sono gli uffici dell’AMA, ma se si passa, ad esempio, di mattina, durante la settimana, nella zona tra via Matteucci, via Nansen e via Bove, dove ci sono 5000 famiglie, ristoranti, pizzerie, locali notturni, magazzini, e meno di 10 cassonetti, ci si trova di fronte a una montagna di spazzatura. Ci siamo andati su invito del consigliere Nacamulli (PD) – che ha fatto anche propria, tramite le colonne di Urlo, la battaglia per riconsegnare al territorio l’ex caserma di via del Porto Fluviale – che non concede sconti al Sindaco, su Ostiense: “Dove sono finiti i lavori per i Mercati Generali? Alemanno ha i soldi a disposizione per i tanti interventi che servono a Ostiense, faccia qualcosa…”. Dal centrodestra, il consigliere Foglio ci fa sapere, invece, che il PdL ha già attivato contatti con l’amministrazione comunale per effettuare ad Ostiense “interventi massicci, perché questo quartiere è stato lasciato a se stesso, negli ultimi anni”. Foglio ci dice anche che tra i principali problemi c’è la sicurezza. Anche Luigina, che vive qui dal 1939, è sicura: “Ormai c’è paura ad andare per strada”. Per molti la principale paura proviene dagli immigrati: altra contraddizione, perché Ostiense è un quartiere che si apre al mondo, con l’università, i musei, le opere dei grandi architetti come Koolhaas, ma che non riesce ad integrare i tanti immigrati che lo popolano. Chiedono l’elemosina ai semafori, vestiti solo di un impermeabile (anche se quando arrivano, di mattina, sono vestiti…), fanno i parcheggiatori abusivi, o dormono sotto i portici dell’air Terminal, nonostante i frequenti sgomberi: appena ci avviciniamo per fare una foto alla zona, due di loro ci allontanano non proprio amichevolmente. A pochi metri di distanza ci sono i negozi gestiti da egiziani e cinesi e il ponte della Ferrovia, dove fino a pochi mesi fa venivano aggrediti i passanti da una gang di cittadini dell’est europeo. Tra le contraddizioni, c’è da dire che Ostiense è da sempre uno dei quartieri più spostati politicamente a sinistra della città, ma non sono pochi i cittadini che, oggi, chiedono di istituire le ronde contro gli episodi di criminalità che stanno diventando all’ordine del giorno. Nel frattempo, Ostiense è anche la zona che, nelle vicinanze, sta vivendo i maggiori cambiamenti – dall’espansione dell’Università Roma 3 ai tanti locali notturni, dalla Città dei Giovani a Campidoglio Due – ma l’impressione è che questi stiano passando sopra la testa dei residenti, a prescindere da loro. Ennio ha quasi perso le speranze: “Il cittadino non sa niente dei lavori, il Comune non dà notizie”. Non sono pochi, intanto, quelli che rimpiangono i tempi dei vecchi mercati, quando, è vero, “c’era casino, ma almeno la gente lavorava e sapevamo cosa c’era dentro”. Mentre ci allontaniamo dal quartiere, passando davanti al centro Argonauta, uno dei poli amministrativi della città, cercando di non annegare nei veri e propri laghi che la pioggia forma nelle buche dell’asfalto (le pozzanghere più grandi sono larghe qualche decina di metri), e ripartiamo in macchina tra le altre buche della via Ostiense, dove le auto passano anche a 80 km l’ora, a pochi centimetri dai passanti, ci chiediamo se il problema di questo quartiere delle contraddizioni non sia proprio questo: un tempo i suoi cittadini sapevano cosa ci fosse dentro. Ora, probabilmente, no.

Claudio Alberti

Urloweb.com

 

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