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Ostiense: un’altra ex Italgas è possibile?

Un gruppo di ragazzi progetta la riqualificazione del polo, ma purtroppo è solo un esame universitario

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OSTIENSE- Quella che vogliamo proporvi è solo un’ipotesi. Un’idea nata da un gruppo di lavoro formato da studenti poco più che ventenni, su come potrebbe essere riqualificata l’ex Italgas in via Ostiense. Il complesso è stato realizzato nei primi decenni del secolo scorso, ad oggi è quasi completamente dismesso (a parte alcuni uffici) e inserito nel Progetto Urbano Ostiense Marconi con un vincolo di archeologia industriale sui gazometri e sulle tramogge. Purtroppo il recupero e la trasformazione dell’area sono del tutto fermi, anche a causa degli altissimi costi di bonifica dei terreni. Nulla di quello che riporteremo è in programma oppure all’attenzione dell’Amministrazione (purtroppo), ma non possiamo fare a meno di proporvi la “visione” di Alessia Romano, Emiliano Rocchi, Giuliano Pinseri e Alessio Ricci, del corso di Progettazione Architettonica dell’Università di Roma Tre.

 L’IDEA  – Sono gli stessi studenti a parlarci del progetto ideato come prova finale del corso universitario: “L’area rappresenta una grandissima opportunità per un progetto innovativo. E quello che abbiamo voluto creare è un raccordo tra quanto rappresenta – un pezzo di storia dell’industria in Italia e a Roma, ndr – e la necessità di un progetto innovativo che restituisca questa zona al quartiere Ostiense”. I romantici dei tramonti romani possono stare tranquilli, i gazometri come le tramogge resterebbero al loro posto: “Li abbiamo mantenuti nel progetto dividendo tra area privata – situata verso l’asse dell’Ostiense, dove rimarrebbero gli uffici, ndr – e quella pubblica, aperta, verde, affacciata sul Tevere e con un Museo dell’Energia per far conoscere la storia del polo industriale e del quartiere”.

APRIRE L’AREA – Da sempre l’ex Italgas è percepita dagli abitanti di Ostiense come una cesura, un lungo tratto di “nulla” da costeggiare velocemente prima di raggiungere San Paolo o viale Marconi. L’idea del giovanissimo gruppo di progettazione è quella di “abbattere qualche muro”: “Abbiamo previsto la prosecuzione della Circonvallazione Ostiense fino al Tevere, superandolo poi con un ponte fino a via Enrico Fermi – una soluzione prevista già dagli anni ’60 nel Piano Regolatore, ndr – Poi abbiamo voluto rendere utile il Ponte della Scienza”, dato che, ad oggi, chi lo attraversa si trova davanti un muro, e deve ricongiungersi al Ponte dell’Industria per superare l’Italgas. Ma nell’ipotesi di questi ragazzi “chi lo attraversa trova un parco, l’area verde che manca a Ostiense”. Infatti tutta questa progettazione non ha guardato soltanto le possibilità offerte dall’area, ma si è basata sullo studio del contesto e delle necessità dell’intero quadrante (proprio come nella realtà, vero?).

LA BONIFICA – Tutto quello che abbiamo riportato coincide con le richieste e le necessità del quadrante, ma tra i maggiori ostacoli alla realizzazione resta la bonifica dell’area, inquinata da decenni di utilizzo industriale. Un costo, questo, che farebbe lievitare qualsiasi previsione di spesa necessaria a rendere fruibile l’area. Oppure no? “La bonifica meccanica – ci spiegano i ragazzi – consiste nel rimuovere fisicamente alcuni metri di terreno, un’operazione che costa moltissimo e pone il limite dello smaltimento. Noi abbiamo fatto uno studio su come poteva essere bonificata guardando alle aree industriali in Germania. Tutti gli alberi e le fioriture che abbiamo inserito nel progetto hanno delle proprietà fito-depurative e sono stati scelti proprio per questo. In poche parole è il parco stesso a bonificare l’area”. Un processo certamente più lungo, ma incredibilmente meno costoso.

Bene, come abbiamo detto all’inizio tutto questo è soltanto un’idea, ma siamo certi che per molti residenti dell’Ostiense si trasformerà subito in una speranza.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.147 giugno 2017