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Parco Commodilla: i bambini e gli attivisti scrivono al Sindaco

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“Caro Sindaco Marino, speriamo che ci aiuterai”

LA LETTERA DEI BAMBINI – “Caro Sindaco Marino”. Inizia così la lettera che i bambini del Parco Commodilla alla Garbatella hanno indirizzato al primo cittadino, per chiedere conto della situazione del loro spazio verde. “Le scriviamo perché i nostri genitori pagano le tasse e quei soldi andrebbero per la manutenzione del parco. Invece: le fontanelle sono chiuse, il parco va pulito, le palme morte vanno tolte, ci vuole un’altalena per i piccoli e un ping pong per tutti, le cassette elettricità sono scoperte e pericolose – proseguono – I nostri genitori cercano in tutti i modi di tenerlo pulito e di renderlo migliore ma gli serve anche il tuo aiuto perché non possono fare tutto da soli! Se fanno tutto da soli non stanno mai con noi perché devono ristrutturare il parco. Speriamo che ci aiuterai”. Una richiesta di aiuto, semplice e lineare come può essere il ragionamento di un bambino, ma anche precisa e incalzante, come si arriva ad essere soltanto dopo mesi di richieste e aspettative disattese. 

DAL COMITATO DEL PARCO – Assieme alla missiva dei più piccoli arriva al Sindaco anche la lettera aperta degli attivisti del Comitato Parco Giovannipoli: “Anche i bambini ‘nel loro piccolo si incazzano’. E come non comprenderli quando dopo una partitella di pallone, tutti sudati, ti guardano e ti dicono ‘ma la fontanella è chiusaaaa’, o quando guardandosi intorno si accorgono che le palme morte colpite da punteruolo rosso continuano a rimanere a terra. O quando ti chiedono perché i soldi delle raccolte fondi non possono essere dedicati all’acquisto di un ping pong o di un’altalena perché la priorità è tagliare l’erba e chiamare un idraulico per far funzionare l’impianto di irrigazione. Ma soprattutto – aggiungono – come non comprenderli quando la domenica vorrebbero fare altro mentre sono costretti a seguire i propri genitori impegnati a mantenere pulita e fruibile un’area verde?”.

L’IMMOBILITA’ – La denuncia dei cittadini è nei confronti ‘dell’assoluta immobilità e assenza del Comune’. Sia per le manutenzioni straordinarie, che per quelle ordinarie come il taglio dell’erba. “Ci si trova nella paradossale situazione di doversi battere per essere parte di una soluzione – spiegano gli attivisti – Da una parte i cittadini che chiedono di essere messi nelle condizioni di operare, dall’altra un continuo mutismo, ormai imbarazzante, di fronte alle segnalazioni, promesse non mantenute”.

#OPERAZIONE SIEPE – Tra le ‘promesse non mantenute’ figura il ritiro, sul quale sarebbe dovuto intervenire il Comune, degli sfalci provenienti dall’#operazionesiepe: “Questo – affermano dal Comitato – ha fatto saltare completamente gli obiettivi prefissati di un’operazione dal costo di almeno 400 euro e 5 giornate di lavoro, spese per buttare gli sfalci invece di poterli dedicare al parco”.

I DANNI ALLE PANCHINE – Altro tema caro ai cittadini sono i danni alle panchine, appena risistemate a carico del Comitato. Con le operazioni di potatura degli olmi di via Giovannipoli un ramo tagliato è caduto proprio su una di queste panchine, distruggendo il lavoro degli attivisti: “Ha provocato il distacco della base di un pezzetto della recinzione metallica e la rottura di un’asse di una panchina. Promesse verbali, segnalazioni inviate all’Assessore Marino, ma anche in questo caso nulla – seguitano – Gentile Assessore Estella Marino, se per la panchina abbiamo provveduto noi, per la modica cifra di 35 euro e un’oretta di lavoro, per la saldatura della recinzione, la sfidiamo a chi fa prima”.

ILLUMINAZIONE E FONTANELLE – Poi ci sono le due fontanelle del parco, chiuse e quindi inutilizzabili. La prima venne bloccata a causa di un intasamento, la seconda chiusa per dei problemi alla pressione dell’acqua: “Alle segnalazioni via mail solo una timida risposta da parte di uno degli uffici responsabili che ci mette in standby, in attesa di informazioni”. Poi l’impianto di illuminazione, da poco ripristinato anche se si attendono gli interventi sulle lampade a terra che circondano il parco.

L’ATTESA – I cittadini chiedono questi interventi e aspettano, così come fanno per quanto riguarda la loro proposta di gestione condivisa dell’area verde, protocollata ma ancora senza risposta. “Abbiamo sempre creduto che con voi saremmo riusciti a costruire una collaborazione basata su sani principi di sussidiarietà, che non saremmo rimasti incastrati nei tempi geologici della burocrazia romana, che avremmo trovato soluzioni, veloci e concrete – concludono – Ci abbiamo creduto e lo abbiamo difeso. Ci siamo sbagliati, da oggi sarà tutta un’altra storia”.

Leonardo Mancini