Home Rubriche Go Green

Parco Scott: basta un faro fulminato per rendere vano il lavoro dei volontari

Le panchine riqualificate dai cittadini vengono vandalizzate ogni notte a causa della mancanza di illuminazione

SHARE

ARDEATINO – Alle volte basta veramente poco per rendere vano lo sforzo messo in campo dai cittadini per la riqualificazione degli spazi pubblici che ogni giorno attraversano. È questo il caso della mancata sostituzione di un faro di un lampione di via Girolamo Segato a due passi dal Parco Scott. Il cono d’ombra provocato dalla mancata illuminazione sta infatti mettendo a repentaglio il duro lavoro portato avanti da un gruppo di cittadini utilizzatori del Parco e membri del gruppo Retake Ardeatino.

UN FARO FULMINATO – “Siamo volontari e genitori che si occupano di mantenere l’unica area giochi del quartiere decorosa – ci racconta Valentina Malatesta, responsabile del locale gruppo Retake – Abbiamo terminato la riqualificazione di 15 panchine e, a causa di questo problema tutto il nostro lavoro volontario sta andando in fumo. Il tutto – spiega – per un faro fulminato”. Durante la notte infatti, coperti dalla mancata illuminazione, alcuni vandali stanno facendo molti danni alle panchine appena risistemate dei cittadini. In alcuni casi, oltre alle scritte e alle assi spezzate, sono stati divelti gli stessi basamenti in cemento, rendendone pericoloso l’utilizzo.

LE RICHIESTE DI INTERVENTO – “Tutto il lavoro svolto, mesi e mesi, per la riqualificazione delle panchine del Parco Scott sta svanendo per un faro fulminato dal 31 dicembre 201”. in questi due mesi non sono mancate le segnalazioni e le richieste di intervento nei confronti di Acea per riparare il guasto e far si che l’impegno dei cittadini non sia stato inutile. “La prima segnalazione risale al 7 gennaio scorso – spiega Valentina Malatesta – poi ne abbiamo fatte altre cinque. La nostra Associazione Retake Roma chiede ad Acea il ripristino immediato per non veder vanificato il lavoro svolto dai volontari, e chiede soprattutto a nome di tutti i bambini di poter giocare in sicurezza”.

Leonardo Mancini