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Piazza Navigatori: è scontro sulle opere pubbliche

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costantino albergo occupato

Intanto l’albergo di via Costantino rimane abbandonato, tra occupazioni simboliche e degrado

Tratto da Urlo n.114 aprile 2014

NAVIGATORI-COSTANTINO – Torniamo a parlare dell’accordo di programma su piazza dei Navigatori del 2001, divenuto nel 2004 convenzione con i costruttori Acqua Marcia e Mezzaroma. Un totale di 150.000 mc di edificazioni comprendenti anche l’hotel, mai terminato, in via Costantino. Dalla firma della convenzione ci sono stati una serie di inadempimenti, come l’assenza delle opere pubbliche previste, l’irregolarità delle fideiussioni che avrebbero garantito gli interessi della Capitale e alcune discordanze nelle proprietà dei terreni. “Una delle situazioni del Comune di Roma più indecorose in termini urbanistici – afferma l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovani Caudo, nel verbale della Commissione comunale di Controllo e Garanzia del 6 febbraio scorso – La convenzione non è mai stata chiara poiché non esplicitava la tipologia di opere pubbliche da realizzare”. Il riferimento riguarda l’art. 23 del documento che spiega come, nel caso in cui non siano realizzate le opere pubbliche, l’amministrazione può far sue tali opere elencate all’art. 3, dove purtroppo non se ne fa menzione. “Questa convenzione – seguita Caudo nel verbale – è stata redatta e gestita male in questi 10 anni. Ormai si è arrivati ad un fine comune: obbligare i contraenti al versamento degli oneri destinati alle opere pubbliche – circa 21 mln di euro – permettendo la realizzazione dei 150.000 mc come da convenzione”. Resterebbe ancora in ballo la costruzione del terzo ed ultimo edificio in piazza dei Navigatori, tanto osteggiata dall’amministrazione municipale: “Ad oggi non sono solo le fideiussioni sotto l’attenzione della procura, ma l’intera vicenda – afferma l’Assessore all’Urbanistica del Municipio VIII, Massimo Miglio – Soprattutto la mancata realizzazione delle opere pubbliche a fronte del 70% di quelle private realizzate”. L’Assessore, appoggiato in questa battaglia anche dal M5S al Municipio VIII, ha continuato: “Perché invece di pretendere tali opere si vuole comunque permettere l’edificazione del terzo grande edificio?”. La posizione di Miglio viene seguita anche dal Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci che, a fronte delle fideiussioni irregolari, dell’inesistenza di opere pubbliche e dell’apertura del concordato fallimentare per l’Acqua Marcia, vede negli immobili già costruiti l’unica garanzia per la Capitale: “Quei manufatti sono l’elemento su cui rifarsi. Non si può permettere la costruzione del terzo palazzo, ci sono tante irregolarità che saranno accertate dalla magistratura e abbastanza elementi per cui quell’accordo va bloccato”. Secondo il Presidente si dovrebbe calcolare quanto la cordata imprenditoriale deve all’amministrazione, in termini di oneri, per quanto edificato finora rivalendosi sui manufatti. “Anche con il soggetto in concordato fallimentare il Comune deve evitare di essere trattato come uno dei tanti creditori, siamo parte di un interesse collettivo da far valere su quello privato”. La posizione del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia di Roma Capitale, Giovanni Quarzo, nonostante il giudizio sull’operato dell’Assessore Caudo, “che rimprovero di immobilismo in una città che ha bisogno di sviluppo” ritiene che “la priorità sia comunque la realizzazione delle opere pubbliche. Se la soluzione prospettata da Caudo garantirà il versamento degli oneri da parte del privato allora è idonea. Bisognerà garantire che gli oneri sulle opere vengano distribuiti sul territorio e non finiscano nel calderone di Roma Capitale. Questo programma urbanistico – continua Quarzo – è un pasticcio della Giunta Veltroni, una ‘toppa’ è accettabile solo se garantisce il versamento di quanto dovuto all’Amministrazione, bloccare l’intero progetto non credo porterebbe grandi vantaggi per la città”. L’immobilismo in materia urbanistica è richiamato anche dal Presidente della commissione Controllo e Garanzia, questa volta municipale, il Consigliere di Fi Maurizio Buonincontro: “I cittadini del quadrante di piazza dei Navigatori aspettano da anni la fruizione di opere pubbliche mai realizzate. Sel e Pd, con le divergenze tra il Presidente Catarci e l’Assessore Caudo, stanno dimostrando l’incapacità di governare – afferma Buonincontro – Se ci sono elementi da chiarire si faccia in tempi rapidi intervenendo con autorevolezza. La sinistra, capitolina e municipale, smetta di recitare il grottesco duplice ruolo di maggioranza e opposizione. È un gioco poco credibile – conclude – per il quale i cittadini rischiano di pagare un prezzo altissimo. Se sono incapaci di governare la strada è soltanto una: dimissioni e nuove elezioni”.
Intanto nelle ultime settimane è tornata alta l’attenzione sulla porzione del programma urbanistico che riguarda l’albergo di Acqua Marcia in via Costantino. Opera mai terminata e lasciata al completo degrado, oramai preda di saccheggi e paradiso dei writers. Il 28 marzo l’edificio è stato teatro di un’occupazione simbolica di poche ore da parte dei movimenti per il diritto all’abitare, condannata per il metodo anche dal Pd municipale. “Come volevasi dimostrare” ha immediatamente commentato il Capogruppo di Fdi al Municipio VIII, Glauco Rosati, che nei giorni scorsi si è fatto promotore di un’interrogazione sul futuro dello stabile, replicata a livello comunale anche dal Capogruppo Ghera. “Abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione di farsi avanti per ristabilire la legalità ed il decoro”. Studentato ad affitto calmierato oppure appartamenti con possibilità di riscatto per le giovani coppie italiane, queste le proposte di Fdi: “Purtroppo questo non è avvenuto – seguita Rosati – ed oggi i romani pagano le conseguenze dell’inerzia di Marino e di Catarci”. Ormai è critica soprattutto la condizione dell’immobile, con la recinzione esterna divelta in più parti. Per far fronte a questo problema, sicuramente un facilitatore del degrado della struttura, i Consiglieri del M5S in Municipio VIII, Carlo Cafarotti e Valentina Vivarelli, hanno prontamente scritto ai curatori del concordato preventivo in cui è inserito lo stabile di Acqua Marcia, per richiedere la messa in sicurezza delle recinzioni. La risposta non è tardata dato che dall’inizio della procedura di concordato preventivo il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni, i commissari hanno quindi immediatamente richiesto alla Acqua Marcia Immobiliare s.r.l. di provvedere con urgenza. In ogni caso la situazione di degrado in cui versa l’edificio non è più sostenibile nemmeno per i cittadini del quadrante che, a più riprese, hanno richiesto l’intervento delle forze di polizia per accertare eventuali intrusioni e bivacchi notturni nello stabile. Un sopralluogo sull’hotel da parte dell’Assessore Miglio, ha dato vita ad una serie di accertamenti della Forestale in qualità di Polizia Giudiziaria delegata dalla Corte dei Conti: “Abbiamo rilevato l’evidente – spiega Miglio – un saccheggio continuo. È immediatamente partita una richiesta al Sindaco per un’ordinanza urgente volta ad impedire l’occupazione e l’accesso”. Secondo Miglio se il Sindaco non si mobiliterà lo farà il Presidente Catarci, che nelle ultime settimane ha chiaramente espresso il suo punto di vista sulla vicenda: “È una situazione intollerabile per cui urge un intervento del Sindaco finalizzato alla messa in sicurezza, assumendo lo stabile al patrimonio della Capitale, per farne un albergo sociale”. Posizioni queste che secondo il Capogruppo di Fi al Municipio VIII, Simone Foglio, manifestano tutte le divisioni all’interno della maggioranza che governa la città: “Questa contraddizione esplode in maniera evidente sull’albergo dove, a causa dell’immobilismo di chi governa, ci ritroviamo un’opera che doveva essere un’importante riqualificazione del territorio, divenuta il simbolo del degrado – seguita Foglio – Ne sono felici i movimenti vicini al Presidente Catarci che in più occasioni hanno portato avanti delle occupazioni simboliche. Ci chiediamo quale sia l’obiettivo di Catarci, forse l’occupazione definitiva?”.

Leonardo Mancini