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Pierre, guardiano silenzioso del Pup Leonardo Da Vinci

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Pierre

Dopo una selvaggia aggressione subita al Verano gli attivisti del Comitato No Pup lo riportano a casa

LA STORIA DI PIERRE – Pierre ha 65 anni, classe 1950. Sessantacinque anni più IVA come dice lui. È nato in Catalogna a Perpignan, una città che ricorda con emozione mentre parla con noi. Pierre è cardiopatico e soffre di diabete. Ma è anche un’animalista convinto e con fatica riempie la ciotola della sua cagnolina. È in Italia da 23 anni e per arrivarci ha percorso circa 7900 chilometri in bicicletta. Ha girato per l’Europa, poi è arrivato in Sicilia dove ha lavorato per qualche tempo ed è stato cacciato prima di essere pagato. “Io non rubo, lavoro”, ci dice, “ma poi è successo altre due volte”. Così Pierre si è spostato in Sardegna e da lì a Napoli. Di questa città dice di ricordare il ‘vivi e lascia vivere’, così come le pizze enormi, più grandi di quelle di Roma, vendute per duemila lire. Poi arriva nella Capitale e con la sua roulotte inizia a girare

I CONTINUI SPOSTAMENTI – Per un periodo sta sul Lungotevereda dove viene spostato dopo le denunce degli abitanti dei palazzi vicini. “Nessun reato – ci tiene a specificarlo – soltanto perché vivo in roulotte”. Poi arriva in Municipio VIII dove di volta in volta viene ‘invitato’ a spostarsi dopo le denunce dei residenti. Pierre non riesce a trovare una sistemazione fissa, fino a qualche anno quando la sua Roulotte trova un posteggio in Viale Leonardo Da Vinci. “Sono stato quasi quattro anni in questa via. Ho tanti amici qui intorno. Le persone del Comitato ma anche dalla scuola qui dietro, visto che controllo che non ci siano problemi con le macchine quando i bambini entrano e escono da scuola”. Il Comitato di cui parla Pierre è il No Pup Leonardo Da Vinci che da otto anni si batte contro l’edificazione del parcheggio sotterraneo nel viale. “Ci teniamo a dire che lui è stato il primo sostenitore della nostra causa – ci raccontano gli attivisti del Comitato – Si è sempre impegnato con noi ed ha sempre lottato. Controllava sempre la situazione e più di una volta è stato proprio lui ad avvertirci dei movimenti nel cantiere. È un animalista convinto – seguitano – e una persona che al momento ha bisogno di essere tutelata e aiutata”. 

L’AGGRESSIONE – Da Viale Leonardo Da Vinci, nonostante la comunità che ha intorno, deve andarsene di nuovo. Ancora telefonate alla Polizia e quindi si riparte: “Mi hanno mandato al Torrino in un parcheggio isolato e pieno di immondizia, con nulla intorno, ma pure lì sono iniziate le telefonate alla Polizia”. Pierre si sposta ancora sempre con la sua roulotte al seguito. “Mi volevano mandare su terreno sull’Ardeatina molto fuori dal Raccordo, senza nessuna recinzione e in mezzo a nulla”. Poi arriva lo spostamento in prossimità del Cimitero del Verano dove rimane quattro mesi, fino a qualche settimana fa, quando viene selvaggiamente aggredito. “Ho sentito rumori alla porta quando ho aperto un uomo mi ha sbattuto a terra e ha iniziato a darmi delle botte. Prima con pugni e calci poi con una padella. Poi è entrato e mi ha rubato dei soldi, i documenti e un televisore. Quando lui è andato via sono uscito e ho chiesto aiuto ad una macchina dell’Acea”. La Polizia è arrivata in pochi minuti assieme all’ambulanza: “Erano preoccupati per la violenza e mi hanno ricoverato all’Umberto I. Mi hanno messo tanti punti sulla faccia, sul naso sugli occhi e nella bocca. Ho fatto denuncia alla Polizia, che per fortuna è riuscita ad arrestare chi mi ha picchiato. È la prima volta che mi succede questo in 23 anni sulla strada”.

L’APPELLO – “I ragazzi del Comitato mi hanno portato in una pensione perché non volevano che tornassi al Verano, fino a quando mi hanno aiutato a portare la roulotte qui. Li ho conosciuti con l’inizio del cantiere, quando tutti parlano che non vogliono il parcheggio e poi con manifestazione non viene nessuno – sorride Pierre – grazie a loro adesso sto bene”. I ragazzi del Comitato No Pup non hanno voluto lasciare Pierre al Verano. In un luogo dove non conosce nessuno e dove non c’è chi lo possa aiutare. A turno gli attivisti gli comperano un po’ di spesa, lo accompagnano dal medico e lo aiutano come possono a trovare una sistemazione più stabile: “Come Comitato e come amici abbiamo cercato di tirarlo fuori da questa situazione, ci siamo accollati ogni spesa. Da quando sono iniziati gli sgomberi delle roulotte a Roma cerchiamo per lui una soluzione definitiva”. Le hanno provate veramente tutte prima di riportarlo qui in via emergenziale e per tutelare la sua sicurezza: “Abbiamo bussato a tutte le porte di tutte le strutture e delle istituzioni. Se la roulotte è tornata qui è per una questione di emergenza, per tutelarlo. Speriamo che la cittadinanza si renda conto di questo e del lavoro che fa Pierre per mantenere pulito questo spazio e che non ricomincino le telefonate alla Polizia”. L’appello lanciato dai cittadini del Comitato è a tutte le istituzioni “Perché si facciano carico di questa situazione e perché comprendano che Pierre non è soltanto una roulotte posteggiata, ma una persona che in quanto tale va aiutata e tutelata”. 

Leonardo Mancini