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Polo natatorio San Paolo: entro marzo nuova gara

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La fine dei lavori sarebbe prevista per l’estate, rimanendo nel budget ma con un progetto ridimensionato

SAN PAOLO – Nel 2009 Roma ospita i mondiali nuoto, gli interventi per preparare la città all’evento sono molteplici e vengono studiati per lasciare alla cittadinanza dei poli sportivi di prim’ordine. Tra le tante opere, quasi nessuna delle quali terminata, c’è un polo natatorio da 18 milioni di euro a Valco San Paolo. Inaugurato il 9 luglio 2009, a lavori non ancora ultimati, è rimasto in funzione soli 20 giorni per diventare poi una delle tante opere mai ultimate che riempiono i nostri quartieri. L’unica acqua dell’impianto è quella che filtra dai controsoffitti crollati e riempie di pozzanghere le piscine. Anche l’area circostante avrebbe dovuto essere riqualificata, con il rinnovamento dei marciapiedi, l’illuminazione stradale e la sistemazione delle aree verdi. Ma tutto questo si è fermato dopo solo 20 giorni d’attività. La spesa dichiarata dal Capidoglio è di 13 milioni di euro come previsto dal bando 2007/S 154-191726, vinto dal Consorzio Stabile Novus. Successivamente la costruzione del Polo ha subito un incremento nel costo, fino ad arrivare a 16 milioni di euro. L’opera non è stata dimenticata dalla stampa, ma soprattutto il nome del suo costruttore Francesco Maria De Vito Piscicelli, Direttore di Opere pubbliche spa, salito all’onore delle cronache per lo scandalo Anemone. “Lo spettacolo a cui abbiamo assisto è inquietante”, spiega in una nota Gianluca Peciola, consigliere Provinciale di Sel, “il Polo Natatorio di San Paolo è il simbolo dello sperpero di denaro pubblico in occasione dei Mondiali di Nuoto e della mancanza di governo da parte dell’amministrazione comunale”, conclude Peciola, “i Mondiali sono stati un grande banchetto per soggetti privati che non hanno restituito opere pubbliche al territorio”. Nonostante alcuni sopralluoghi delle istituzioni e la rinnovata attenzione mediatica, l’opera è ancora incompleta: “l’impianto è ancora di competenza del Consiglio dei Ministri. Non è stato ancora consegnato a Roma Capitale che in questo caso è parte lesa al pari della cittadinanza del Municipio XI”, dichiara Andrea Baccarelli, consigliere Pdl del Municipio XI. Quello della competenza sui lavori è stato uno dei problemi che hanno causato il degrado in cui versa l’opera. Su questo argomento è intervenuto Alessandro Cochi, delegato allo Sport di Roma Capitale: “la competenza è ancora della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare dell’Unità Tecnica di Missione, il cui responsabile nel frattempo”, aggiunge Cochi, “è anche cambiato, rendendo il Polo natatorio vittima di tutte le lungaggini dovute al passaggio di consegne. Ci è stato assicurato che il termine dei lavori è comunque previsto per l’inizio dell’estate”. Anche il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, è fiducioso in una prossima risoluzione della questione: “abbiamo avuto notizia che entro la fine di marzo dovrebbero essere messe in atto delle nuove procedure di assegnazione per i lavori di ultimazione dell’impianto, rimanendo sempre all’interno dei 16 milioni di euro previsti dall’opera. I lavori dovrebbero poi terminare entro il 31 luglio”. Oltre questa data infatti andrebbe anche a decadere la proroga del mandato per l’Ufficio Missione Sport, organo preposto a vigilare sulla conclusione dei lavori per i Mondiali di nuoto. Dichiara poi Catarci: “I tempi possono essere indicati in questi termini perché, dalla Prova di Collaudo Statico, non sembrano essere presenti danni strutturali, nonostante questo non verrà comunque realizzato il progetto preventivato”. Molti degli interventi predisposti nella zona, come la sistemazione dei marciapiedi, dell’illuminazione stradale e delle aree verdi, saranno lasciate fuori dai prossimi lavori. Anche il progetto di rendere il Polo Natatorio un “edificio paesaggio”, è stato abbandonato ripiegando su una soluzione più economica: una speciale erba sintetica capace di replicare le caratteristiche isolanti di un vero manto erboso, invece previsto nel progetto originale. “Per quanto riguarda i lavori esterni, il Municipio si occuperà intanto della riqualificazione di una delle aree verdi circostanti, speriamo che il Comune faccia altrettanto”, continua Catarci, “quello che ci preoccupa è la destinazione finale dell’opera alla Federazione Italiana Nuoto. Avremmo sicuramente preferito una Associazione Sportiva, magari indicata con bando pubblico e vincolata alle tariffe comunali”, conclude il Presidente, “Non ci interessano delle convenzioni limitate per la fruizione dell’impianto da parte della cittadinanza, incalzeremo la FIN per ampliarne il più possibile l’utilizzo, anche come forma di risarcimento sociale per gli anni di degrado subiti”. “Concordo con il Presidente Catarci sulla necessità che lo spazio torni alla collettività, a questo riguardo c’è anche una delibera Comunale. Il Dipartimento Sport è ansioso di prendere in carico l’impianto per fornire alla collettività un servizio tanto atteso”, continua Alessandro Cochi, “non ci hanno dato le Olimpiadi, nonostante non sia un Governo Tecnico il responsabile dell’accaduto, speriamo ci venga ridato almeno questo spazio”. Anche Andrea Baccarelli spera in una veloce risoluzione della questione: “Roma Capitale si attiverà per ottenere una rapida consegna dell’impianto alla Federazione Italiana Nuoto, e vigilerà per il completamento dei lavori e la messa in completa sicurezza del Polo natatorio, così da metterlo a disposizione della cittadinanza. L’impegno è quello di terminare l’impianto al più presto e di consegnarlo ai cittadini entro la fine del 2012”. Questo rinnovato interesse per il Polo Natatorio ci permette di auspicare una conclusione positiva per questo ennesimo episodio di degrado di cui è stata vittima la nostra città. L’estate si avvicina, e con essa le promesse sulla fine dei lavori: speriamo che i cittadini quest’anno possano farsi un bagno nel Polo natatorio finalmente ultimato. Altrimenti, a San Paolo, c’è sempre il trenino per Ostia.


Leonardo Mancini