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Polo Natatorio Valco San Paolo: spunta una nuova scadenza

Lavori sulla struttura previsti a breve: si dovrebbero concludere entro il 2018

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VALCO SAN PAOLO – Quella del Polo Natatorio di Valco San Paolo è una storia che accompagna il nostro giornale da ormai troppi anni. Un’opera che sarebbe dovuta diventare il fiore all’occhiello del territorio, nell’ottica di procedere alla riqualificazione di una zona quasi abbandonata, ma che invece resta da dieci anni nel pantano delle procedure. Ricostruire i vari passaggi che hanno caratterizzato questa vicenda è stato possibile solo grazie ai moltissimi articoli pubblicati negli anni dalla nostra testata. Il Polo Natatorio è stato edificato per i Mondiali di Nuoto del 2009, con un costo di circa 16 milioni di euro e un tempo di utilizzo effettivo di soltanto un mese. I problemi strutturali per i quali venne disposta la chiusura hanno portato ad anni di inchieste giudiziarie. Con esse il Polo è caduto nel più profondo abbandono. Fino al 2013, quando arrivavano le prime speranze, presto disattese, su una imminente ripresa dei lavori. L’annuncio veniva fatto a marzo, puntando all’apertura per l’estate successiva. In quel frangente si iniziava a parlare della possibilità di concedere l’impianto non soltanto agli atleti della FIN (Federazione Italiana Nuoto), ma anche, con canone popolare, ai residenti del Municipio VIII. Ma tutto questo è rimasto soltanto nelle pagine dei giornali locali. Come molte altre opere della stagione dei “grandi eventi”, anche il Polo di Valco San Paolo ricadeva nelle competenze dell’Unità Tecnica di Missione del Consiglio dei Ministri, dalla quale arrivò un avviso di pre-informazione per la selezione di imprese che si sarebbero dovute occupare del completamento della struttura, con fondi pari a 3 milioni e 400mila euro (portando il costo complessivo dell’opera a 19 milioni e 400mila euro).

SI CONTINUA AD ASPETTARE – Ma nonostante i fondi stanziati si è continuato ad aspettare. Ogni tanto il Municipio VIII, con l’allora Minisindaco Andrea Catarci, provava a riaccendere l’attenzione sul destino della struttura, mentre la FIN, per un lungo periodo, si occupava del pagamento della guardiania H24. Negli anni il Polo ha visto lo sviluppo e il successivo smantellamento del mercato abusivo di Valco San Paolo, la fine dell’Unità Tecnica di Missione e la presenza di numerosi insediamenti abusivi a due passi dalle Facoltà di Roma Tre. Ma è proprio dall’Ateneo di Roma Sud che nel luglio del 2014 arrivava una nuova notizia che sembrava far ben sperare. Era il Rettore a spiegare che in quel periodo il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Lazio-Abruzzo-Sardegna, che aveva preso in cura il termine della vicenda, avrebbe appaltato il primo lotto della ristrutturazione, quello riguardante la parte strutturale. Venivano quindi aperte le buste del famoso bando del 2013 e l’11 luglio 2014 l’area veniva consegnata all’impresa aggiudicatrice, la SICRA Srl, per iniziare i lavori che avrebbero dovuto avere una durata di circa 180 giorni. Poi ci sarebbe dovuta essere una seconda fase riguardante le opere impiantistiche e civili per arrivare alla consegna del Polo Natatorio entro giugno del 2015. Così, con questa nuova notizia, si tornava ad aspettare, ma questa volta qualcosa sembrava veramente muoversi. Infatti nel dicembre del 2014 i cantieri venivano effettivamente aperti e iniziavano i lavori di completamento. Passavano i mesi, fino a giugno, ma del polo, ancora una volta, nessuna traccia.

RAGGI: “C’È DA LAVORARE” – Arrivando in tempi più recenti, la Sindaca Virginia Raggi lo scorso 26 aprile ha visitato il Centro Federale di Ostia, anch’esso realizzato per i Mondiali di Nuoto ma in piena funzionalità. “Realtà come questa di Ostia devono essere portate ad esempio per altre che nel tempo sono state dimenticate – ha detto la Sindaca – Siamo venuti a vedere e constatare la funzionalità di quest’impianto comunale e, quando determinate scelte politico-gestionali funzionano, i risultati sono eccellenti. Nel pomeriggio è aperto tutti i giorni per i cittadini, peraltro a tariffe comunali. Vengono qui una volta a settimana i disabili: le piscine sono attrezzate per loro. Una bella realtà che funziona e va raccontata. Ora speriamo insieme al Governo e al Presidente Barelli di esportare questo modello per altre strutture che ne hanno bisogno”. E tra le tante strutture che avrebbero bisogno di particolari attenzioni non può mancare proprio quella di Valco San Paolo che, a margine della visita, viene richiamata anche dalla prima cittadina: “C’è da lavorare, siamo già in contatto con la FIN e il Governo per sistemare quelli che sono stati i danni. Ci sono delle scelte che funzionano e altre che non hanno funzionato: probabilmente ci sono stati altri interessi dietro”.

DALLA FEDERAZIONE – Con l’occasione della visita all’impianto di Ostia da parte della Sindaca, siamo tornati ad ascoltare il Presidente della FIN, Paolo Barelli, sulla vicenda del Polo di Valco San Paolo. “Questa – ha spiegato Barelli – è un’opera che deve completare il Provveditorato – per le Opere Pubbliche del Lazio-Abruzzo-Sardegna, ndr – dato che ricade sotto la Presidenza del Consiglio, nonostante il lavoro dell’Unità Tecnica sia terminato da tempo”. Nel mese di maggio ci sarà una riunione tra i tecnici della FIN e quelli del Provveditorato: “Hanno già considerato quali siano le opere da concludere e per la fine di quest’anno si dovrebbe riuscire a completare la parte interna – seguita il Presidente – Poi, con un nuovo lotto di lavori, entro il 2018 si dovrebbe intervenire sull’esterno. Siamo preoccupati per questo impianto che da dieci anni non riesce ad aprire per motivi esterni alla FIN e al Comune – conclude Barelli – il nostro compito ad oggi è quello di mantenere alta la pressione e non far perdere altro tempo”.

LE NUOVE SCADENZE – Con questo nuovo cronoprogramma, ancora tutto da definire e confermare, ricomincia il conto alla rovescia sul futuro di questa struttura. Nei prossimi mesi continueremo a tenere d’occhio l’andamento delle procedure per capire se questa volta (finalmente) i tempi previsti potranno essere rispettati.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.146 maggio 2017