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Ponte della Scienza: per il passaggio verso Ostiense si attende la Soprintendenza

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La tramoggia pericolante dell’Italgas non permette il collegamento con l’Ostiense: c’è attesa per l’apertura del passaggio e la riqualificazione della riva

Tratto da Urlo n.117 luglio 2014

OSTIENSE – Un ponte per sua natura deve unire. Se questa sua primaria funzione viene disattesa, o limitata, cessa di essere un’opera al servizio della cittadinanza che, invece, inizia ad interrogarsi sul reale bisogno dell’intervento. Il caso in questione, anche se vogliamo ancora concedere all’Amministrazione il beneficio del dubbio, riguarda il Ponte della Scienza, recentemente intitolato a Rita Levi Montalcini. Negli ultimi mesi l’opera è stata ufficialmente aperta, dopo la conclusione del complicato iter di collaudo. Parliamo di ufficialità in quanto, già da molto tempo, le transenne che avrebbero dovuto impedire il transito ai cittadini erano state divelte. È interessante sedersi su una delle panchine di pietra posizionate lungo il ponte, cercando di individuare i flussi di transito. Quello che si noterà è che la quasi totalità dei passanti provengono dal territorio del Municipio XI, ma soprattutto una volta arrivati sulla riva Ostiense, dopo qualche minuto in cui si fermano per dare un’occhiata al gazometro, si voltano e tornano sui loro passi. Questo è presto spiegato, anche dalle parole dell’Assessore alla Trasformazione Urbanistica, Giovanni Caudo, durante la Conferenza Urbanistica del Municipio XI del 27 maggio scorso: “Attualmente il ponte può essere attraversato e si può andare verso sinistra – verso Ponte di Ferro sul lato dell’Ostiense, ndr – perché a destra c’è la tramoggia dell’Italgas che è pericolante e quindi non si può passare”. Proprio così, il ponte sul lato dell’Ostiense permette solamente di raggiungere via del Porto Fluviale, a poche decine di metri dal Ponte di Ferro. Nel mese di giugno approfondimmo la questione, scoprendo che il Municipio VIII in più occasioni aveva interpellato la proprietà per mettere fine a questa incresciosa vicenda, ma anche che la struttura all’interno delle Centrale Montemartini è inserita in un vincolo di archeologia industriale che non ne permette la semplice demolizione, se non a fronte del benestare della Soprintendenza. Al momento, infatti, si sta aspettando il parere proprio di quest’organo perché, come afferma Caudo: “Abbiamo incontrato la direzione di Italgas che ha fatto un progetto di demolizione al vaglio della Soprintendenza. La struttura non può essere recuperata, appena si deciderà cosa fare si aprirà il canale verso destra che è quello che ci interessa di più perché sbuca sull’Ostiense”. I ritardi nell’apertura quindi, come spiegato dall’Assessore, oltre a riguardare il difficile iter di collaudo, concernevano proprio la possibilità di aprire lo sbocco sull’Ostiense, un percorso per il quale Caudo spiega anche i costi: “Realizzare questo percorso costa 65.000 euro. Non possiamo ancora farlo a causa della tramoggia, ma intanto non abbiamo dormito, il tracciato è già progettato”. Sulla tempistica di tale intervento ancora non si possono fare previsioni: “L’Italgas si è detto disponibile a risolvere la situazione seguendo il responso della Soprintendenza – aggiunge l’Assessore municipale ai Lavori Pubblici, Paola Angelucci – Se si dovesse optare per la ristrutturazione si partirà con la messa in sicurezza, e già da quel momento potremo aprire il passaggio”. Un obiettivo che l’Assessorato municipale sente moltissimo: “Questo tratto diventa estremamente significativo – sottolinea Angelucci – perché permetterà di passare dal Municipio XI all’VIII in pochissimi minuti e in totale sicurezza. Un notevole passo avanti per la mobilità sostenibile”. Intanto proseguono i lavori di riqualificazione su entrambe le rive, con le aiuole e i passaggi pedonali ripuliti e resi accessibili. Infatti nei mesi scorsi, a causa dell’incertezza nei tempi dell’apertura ufficiale del ponte, gli arredi urbani e i vialetti ai lati della struttura erano diventati una vera e propria giungla. “Finalmente – dichiara il minisindaco del Municipio XI, Maurizio Veloccia – si sono concluse tutte le opere, anche quelle accessorie, inerenti il ponte: la pista ciclabile è stata riasfaltata lungo l’argine del Tevere e si sta completando il tratto superficiale. Anche il giardino antistante è stato predisposto e presto verrà recintato con una cancellata”. Ancora da comprendere quali saranno gli interventi per la definitiva messa in sicurezza dell’area sul versante del Municipio VIII, vista la presenza in zona di alcuni insediamenti abusivi lungo le sponde del Tevere: “Ormai non sembra più essere il fiume dei Romani – spiega il Capogruppo municipale di Fi, Simone Foglio – Risulta sempre più difficile avvicinarsi alle rive. Questo, oltre che per le difficoltà oggettive, è dovuto anche alla presenza di insediamenti abusivi, che minano la sicurezza di chi volesse passeggiale lungo l’argine. Abbiamo notizie di incidenti e vessazioni nei confronti di semplici passanti che si sono soffermati ad osservare l’ennesimo carrello pieno di rifiuti o i preparativi per un rogo di plastica, figuriamoci cosa succederà senza un preventivo intervento qualora si aprirà questo percorso. Mi domando in che modo i 65.000 euro previsti per la sistemazione del collegamento con l’Ostiense possano influire sulla sicurezza dei cittadini o degli studenti che si faranno coraggio e si addentreranno in quella selva che è riva Ostiense”. La volontà di bonifica delle rive è anche richiamata dall’Assessore Angelucci, che spiega l’importanza di coordinare interventi di Polizia Locale e riqualificazione del collegamento con l’Ostiense: “Pensando soprattutto al grosso flusso di giovani che utilizzeranno il ponte per recarsi all’Università, la bonifica si rende necessaria. Inoltre bisogna risolvere anche il problema degli insediamenti – spiega – Se si apre questo collegamento sono necessari dei tempestivi interventi anche sul fronte della sicurezza”.

Leonardo Mancini

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