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Preferenziale viale Marconi: al via la gara per i lavori

A breve verranno assegnati gli interventi, ma dalle opposizioni restano le perplessità su parcheggi e reali benefici

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Tratto da Urlo n.164 Gennaio 2019

MARCONI – Il 30 dicembre scorso la preferenziale su viale Marconi ha visto la pubblicazione del bando per l’assegnazione dei lavori. Nei mesi scorsi abbiamo spesso parlato di questo progetto e di come, da più parti, si siano espresse varie perplessità. Ora con questo bando, verosimilmente entro l’estate, potrebbero partire i cantieri, senza ulteriori passaggi partecipativi con i cittadini e la politica locale. Nel dettaglio viale Marconi si presenterà con una preferenziale al centro della strada in entrambi i sensi di marcia. Affianco una corsia dedicata alle auto, poi i parcheggi a raso, ai quali sarà affiancata una bike lane, a 50 centimetri dai marciapiedi (spazio per garantire l’apertura delle portiere delle auto). Un progetto su un percorso di 2,5 chilometri, da via degli Orti di Cesare alla stazione Metro Marconi, che prevede anche nuove banchine di fermata per gli autobus. La volontà dell’amministrazione è quella di collegare la stazione Trastevere e le due fermate della Metro B, San Paolo Basilica e Marconi, con corsie protette riservate agli autobus (e in prospettiva attraverso una linea tranviaria), dove il tratto centrale di viale Marconi risulta, ovviamente, il più delicato e contestabile.

AVANTI LE CRITICHE – Infatti la partenza della gara per assegnare i lavori ha alimentato non poche critiche tra le opposizioni, che speravano in ulteriori passaggi partecipativi. In particolare da Fdi puntano il dito nei confronti della mancata attenzione all’ottica di quadrante sulla mobilità: “Abbiamo sempre sostenuto, che era necessario valutare il tridente Marconi-Oderisi da Gubbio-Portuense – hanno spiegato il Capogruppo di Fdi Valerio Garipoli, il Consigliere Marco Palma e il Responsabile Enti Locali Federico Rocca – La Portuense, nonostante l’allargamento del sottopasso ferroviario, è la medesima arteria di 60 anni fa. Via Oderisi da Gubbio presenta ancora criticità, come la doppia fila e la sicurezza per i pedoni. Per questo andavano pensate alcune strategie. Invece è l’ennesima decisione rimandata e una mobilità accompagnata da una ciclabilità forzata – seguitano da Fdi – In tutto questo dobbiamo considerare la cantierizzazione che metterà in crisi non solo la mobilità ma anche le attività commerciali”. Mentre dal Pd si tornano a esprimere alcuni dubbi su un progetto calato in un quartiere dove abitano circa 35mila persone: “Eliminare lo square centrale, dove oggi parcheggiano almeno 400 veicoli, significa gravare una situazione già critica – spiega il Consigliere Claudio Barocci – Possibile che si eliminino i parcheggi senza nessuna alternativa per i cittadini di Marconi?”. Una preoccupazione condivisa anche dal Consigliere del gruppo misto (ex M5S) Gianluca Martone, secondo il quale con l’eliminazione dello spartitraffico centrale si rischia di far tornare in auge la vicenda dei Pup: “Diminuendo i parcheggi si favorirà solamente la costruzione del Pup di piazzale della Radio. Daremo battaglia al fianco di tante associazioni ambientaliste che già in passato si sono mostrate contrarie”.

POCO SPAZIO ALLE MODIFICHE – Abbiamo voluto ascoltare l’Assessore municipale alla Mobilità Stefano Lucidi, sia per ottenere qualche risposta alle perplessità delle opposizioni, sia per dare conto delle richieste avanzate dai cittadini su nuovi momenti di partecipazione. In merito alla questione dei parcheggi l’Assessore ha sottolineato che “in parte saranno recuperati eliminando i distributori a piazza Righi e con un garage di viale Marconi. Inoltre si razionalizzeranno i parcheggi su lungotevere Gassman”. Sulla doppia fila l’Assessore è stato chiaro: “Non credo che si possa pensare che per fare shopping si debba lasciare l’auto in divieto di sosta, il commercio non può funzionare in questo modo”. Purtroppo per chi aspettava nuovi momenti di partecipazione dobbiamo ribadire che l’iter è a un livello avanzato: “Si potranno rivedere piccole parti, come gli arredi urbani o la forma dei marciapiedi – spiega Lucidi – ma il progetto della preferenziale resta, non c’è spazio per grandi modifiche”.

Leonardo Mancini


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