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Pup Da Vinci: cantiere fermo e abbandonato al degrado

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Il Comitato No Pup chiede di incontrare l’Assessorato e il Municipio per risolvere la vicenda

IL DEGRADO NEL CANTIERE – Un bel viale alberato, una strada larga, scuole, un centro anziani e abitazioni. Questo è quello che molti cittadini di viale Leonardo da Vinci ricordano e vorrebbero rivedere. Purtroppo la situazione ad oggi è tutt’altra. Con il cantiere del Pup da Vinci ancora immobile ed abbandonato che sta pian piano diventando una discarica a cielo aperto e un rifugio di fortuna per senza tetto. All’interno della recinsione, divelta in più punti, scritte sui container vandalizzati, carrelli dei supermercati, materiali accatastati e persino un salotto di fortuna con sedie e tavolino. 

LA DENUNCIA DEI CITTADINI – A denunciare questo stato di cose è il Comitato No Pup Indignati Leonardo Da Vinci che nella giornata di ieri ha pubblicato sui social network molte foto dell’area: “Il cantiere è diventato una discarica a cielo aperto ed è regolarmente occupato da persone non autorizzate – si legge nella comunicazione inviata dal Comitato all’Assessorato alle Politiche per la Mobilità e al Municipio VIII – La zona adiacente è diventata ostaggio di spacciatori. Non siamo più disposti a subire ulteriormente questo degrado e questa assenza totale delle istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza e il controllo del territorio”. 

LA STORIA DELL’OPERA – La vicenda del Pup da Vinci sembrava andare verso una conclusione in linea con le richieste dei cittadini, con la possibilità di rescindere la concessione per la costruzione, delocalizzando le cubature per un parcheggio a servizio del vicino ospedale CTO. A darne notizia, oltre all’Assessore Capitolino Improta, anche il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci: “Ci sono state varie note di dipartimenti comunali che in questi mesi hanno scritto alla Ascogen sulla volontà di annullare la convenzione – spiegava Catarci al nostro giornale nel mese di febbraio – Cosa che quest’ultima ha capito ed accettato, esplicitando però che all’interno di una dinamica di azzeramento degli interventi, senza alcuna forma di contrattazione con Roma Capitale, si andrebbe ad un contenzioso che non sarebbe semplice per il Comune, visto che Ascogen aveva un diritto completato sull’area e aveva già versato 103mila euro circa di oneri a scomputo nelle casse capitoline”. Sulla possibilità di delocalizzare il progetto Catarci ha poi aggiunto: “Nel mio programma elettorale, per esempio, era presente la realizzazione di un parcheggio di pertinenza del Cto. Non un Pup tradizionale ma un parcheggio rotazionale di servizio per l’ospedale”. 

LE RICHIESTE DEL COMITATO – In questi giorni i cittadini del Comitato No Pup hanno scritto alle istituzioni per chiedere la risoluzione della vicenda: “Abbiamo chiesto ad Improta per l’ennesima volta un appuntamento per mettere fine a questa situazione di degrado ed insicurezza – scrivono dal profilo Facebook del Comitato – Non è più possibile tollerare tutto questo: immondizia, topi, deposito dei rom, dimora notturna, spaccio e appuntamenti illeciti. Cosa dobbiamo aspettare ancora?”. Tra le richieste un appuntamento con il Municipio e l’Assessorato: “Per affrontare la situazione insostenibile causata dal cantiere del PUP e conciliare una risoluzione definitiva al problema – seguitano – Da circa un anno siamo in attesa che l’Amministrazione proceda con i provvedimenti relativi alla decadenza della Concessione e al ripristino del viale”. 

LE REAZIONI – Il Presidente Catarci è stato tra i primi a rispondere alle segnalazioni dei cittadini: “Facciamo un’assemblea pubblica sul posto, come altre volte, più determinati di altre volte – propone su Facebook – Vinta la battaglia per l’annullamento del Pup va riconquistata la normalità e prima va abbattuto il muro di disinteresse e silenzio dell’Assessore Improta. Avrà troppi impegni per le metro, ma da febbraio non degnarsi neanche di rispondere alla proposta di delocalizzazione a servizio del Cto ed agli innumerevoli sollecito, scritti e orali, è davvero intollerabile”. Una situazione di immobilismo questa che non viene più tollerata dai cittadini e nemmeno dal M5S, che riconduce questi problemi alla continuità di governo nel Municipio VIII: “Degrado frutto della continuità negli anni di questa amministrazione municipale PD/SEL”, ha affermato il Capogruppo penta-stellato, Carlo Cafarotti. Mentre per Fi in passato si sono fatte promesse che non possono essere mantenute: “Ancora una volta ci troviamo a dirlo: siamo tutti #prigionieridimarino e, in questo caso, anche di Catarci – afferma Simone Foglio, Capogruppo forzista e ideatore della campagna social #prigionieridimarino – Trovo impensabile che Sindaco e Assessore ai trasporti, impegnati ad inaugurare una metropolitana che si ferma la primo viaggio, con ascensori e scale mobili fuori uso ed evidenti problemi per l’accesso ai disabili, si siano dimenticati di un problema che da anni colpisce gli abitanti di San Paolo – aggiunge – Non sarà che il Sindaco e il Pd sono imbarazzati per l’impossibilità di dare seguito alle promesse di delocalizzazione fatte dal caro Presidente Catarci in campagna elettorale?”.

LA SITUAZIONE DEL CTO – Tra gli elementi certamente da considerare per la soluzione della vicenda c’è il futuro della struttura sanitaria di zona. Il CTO in questi ultimi anni sta subendo una riorganizzazione contro la quale cittadini e lavoratori sono più volte scesi in piazza. Secondo il nuovo piano di riordino, reso noto nei giorni scorsi dalla Regione Lazio, la struttura “dovrà diventare il punto di riferimento per la riabilitazione e assumerà rilevanza in quanto al suo interno verrà mantenuta l’Unità Spinale Unipolare, verrà creata un’area di Terapia intensiva dedicata al ricovero delle mielolesioni e realizzato un reparto di riabilitazione post acuzie”. Rimane quindi da chiedersi quali siano i flussi che questo tipo di servizi genereranno e se saranno sufficienti alla previsione di un parcheggio pertinenziale, da costruire delocalizzando il progetto del Pup.

Leonardo Mancini

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