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Pup Da Vinci: i cittadini chiedono lo smantellamento del cantiere

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Dopo la vittoria sul Pup adesso bisogna ripristinare la sede stradale, si pensa ad un parcheggio per il CTO

 

SAN PAOLO – Ancora una volta i cittadini del Comitato NoPup Indignati hanno invitato la cittadinanza a partecipare ad una riunione in strada per parlare della situazione di viale Leonardo Da Vinci. La vicenda del cantiere, che da anni blocca una notevole porzione della carreggiata, è ferma alla rinuncia da parte di ASCOGEN alla realizzazione del Pup. In questi mesi infatti l’Amministrazione capitolina e il Municipio stanno verificando la fattibilità di una nuova area da destinare a parcheggio. “A questo punto chiediamo che il cantiere sia smantellato al più presto e che sia ripristinata la viabilità – hanno spiegato i cittadini del Comitato – Da cinque anni i residenti sono ostaggi di un cantiere recintato, ridotto a una discarica a cielo aperto. Quest’area incontrollata è oramai diventata zona di spaccio e d’incontri illegali che mettono a rischio quotidianamente i bambini della scuola adiacente. I due filari di olmi presenti sul viale – seguitano – non sono stati mai potati dal costruttore, mettendo a rischio la sicurezza di chi ci transita. Gli alberi all’interno del recinto giacciono in condizioni pessime. Le piantumazioni sostituite, alle vecchie robinie, dal costruttore sono per la metà morte e divelte e con una garanzia ormai scaduta”. Alla riunione, assieme ad una cinquantina di cittadini, era presente anche il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci che, oltre a rassicurare sulla effettiva rinuncia al parcheggio ha richiamato la possibilità di spostare il progetto nelle immediate vicinanze del CTO: “A breve termine ci sarà la revoca definitiva della convenzione, inoltre abbiamo chiesto la verifica della fattibilità per un parcheggio pertinenziale all’Ospedale CTO, in un’area su via Adelaide Bono Cairoli. Dobbiamo fare un ultimo sforzo – ha aggiunto Catarci – cercare di superare la situazione attuale con una contrattazione, dato che una vertenza potrebbe far rimanere il cantiere in abbandono per anni. Il nostro obiettivo – ha concluso – è lo spostamento entro l’anno”. Una soluzione in tempi brevi viene auspicata anche dall’Assessore ai Lavori pubblici del Municipio VIII, Paola Angelucci, che ritiene fondamentale “a fronte dei lavori di sistemazione di strade e marciapiedi nel quadrante, riaprire al più presto la viabilità del viale”. Anche il Consigliere del Pd, Stefano Pugelli, ha voluto rimarcare l’assoluta necessità di rimuovere il cantiere e riaprire la carreggiata: “Questo iter è partito dieci anni fa e non sono qui a nascondere le scelte poco opportune che sono state fatte. Abbiamo preso l’impegno di supportare il Comitato perché questo cantiere ha deturpato il quartiere. Apprezzo l’idea del Presidente, aprire un contenzioso allungherebbe di molto i tempi, mentre bisogna ridare al più presto vivibilità al territorio”. Nella stessa riunione è l’opposizione municipale ad esprimere perplessità, con il M5S che ha suggerito ai cittadini di fare attenzione “agli spostamenti delle opere da un territorio all’altro – ha affermato la Consigliera Valentina Vivarelli – Sentiamoci cittadini di tutto il Municipio e di tutta Roma, non accettando nessun compromesso”. Su questa opportunità non si sbilancia nemmeno il Capogruppo di Fi, Simone Foglio, che invece, oltre a chiedere tempi certi sulla restituzione del viale alla cittadinanza, vuole anche richiedere “l’audizione in Commissione Controllo e Garanzia del Comandante dei Vigili per sapere quanti incidenti ci sono stati agli incroci di via Costantino e di via Giovannipoli da quando è stata cantierizzato il viale”. Critica anche la posizione di Luca Fontana, già segretario del Circolo di Rifondazione Comunista della Montagnola “Che Guevara”, che ha sottolineato come questa “non sia una vittoria della politica, ma dei cittadini che riunitisi in un Comitato non hanno mai smesso di mantenere alta l’attenzione sul Pup”. Nei prossimi mesi continueremo a seguire l’iter per la rimozione del cantiere e avremo modo di capire se lo spostamento del progetto nelle vicinanze del CTO sia o meno possibile.

Leonardo Mancini