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PUP Leonardo da Vinci: una storia lunga un decennio

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Un’opera non gradita da sempre. Ad oggi cantiere aperto ma lavori fermi, e non si può più tornare indietro.

Il cantiere in via Leonardo da Vinci non è cosa nuova. Ma da circa un anno e mezzo i lavori sono fermi, provocando forti disagi alla viabilità, nonché numerose perplessità da parte dei cittadini su sicurezza e stabilità dell’area, visto che la zona è soggetta a instabilità idrogeologica (ricordiamo che poco distante è in atto il Piano di riqualificazione Giustiniano Imperatore che consiste nella demolizione, e successiva ricostruzione, degli edifici pericolanti e dichiarati inagibili).
La storia di questo parcheggio previsto dal Piano Urbano Parcheggi inizia nel lontano 2001. L’opera doveva essere realizzata in via Simone Martini (quartiere Ottavo Colle), ma poi l’area non venne ritenuta idonea, anche grazie alle opposizioni dei cittadini, così si optò per una delocalizzazione in via Leonardo da Vinci. Simone Foglio e Andrea Baccarelli, Consiglieri Pdl al Municipio XI, ci riferiscono che la loro parte politica, all’opposizione anche allora, durante la Giunta Smeriglio, “era contraria e votò contro questo spostamento, non ritenendo adeguata l’area prescelta per la realizzazione di tali lavori. Nel 2001, dunque, eravamo già contrari al Pup, proprio come lo siamo oggi. Ma è inutile ingannare i cittadini: l’iter amministrativo è in uno stato talmente avanzato che ormai è difficile tornare indietro. Accettiamo però il confronto – continuano i consiglieri – per revisionare il piano, e stiamo collaborando con il Campidoglio affinché i lavori vengano realizzati nel pieno rispetto del quartiere, dei cittadini e della loro sicurezza”. Molta della preoccupazione dei cittadini, che hanno costituito anche un movimento “No-Pup” per combattere quest’opera, è per la loro sicurezza. “Il fatto che Roma sia stata recentemente classificata come area sismica potrebbe portare ad una revisione del Piano, e se ci sono spazi in questo senso – continuano Foglio e Baccarelli – noi siamo favorevoli come lo eravamo tanti anni fa. Il Pup Leonardo da Vinci è l’emblema delle bugie della sinistra, in quanto oggi ci troviamo in una situazione paradossale: abbiamo Catarci che si oppone cercando di dare la colpa al Comune per le scelte della giunta municipale di centro-sinistra di allora, quando invece è proprio la nostra parte politica a non aver mai voluto il Pup, vista anche la situazione di quello di Don Alberione, poco distante, sempre voluto dalla Giunta Smeriglio, e pieno di criticità, che ha lasciato scontenti oltre che preoccupati i cittadini per l’instabilità idrogeologica della zona”.
Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI, replica alle accuse: “Sentiamo la responsabilità delle scelte della vecchia Giunta municipale, ed è ovvio che se oggi potessi decidere io sulla questione darei un parere negativo. Ma chiedere al Comune l’annullamento dei lavori, ormai in fase avanzata, sarebbe chiedergli di pagare una forte penale, che significherebbe arrecargli un grave danno economico. Ad oggi possiamo solo verificare che ci siano tutte le condizioni di sicurezza controllando l’area. È ovvio che se non ci saranno valide ragioni per sospendere i lavori, il parcheggio si farà. Però voglio dire una cosa ai rappresentanti municipali del Pdl: se sono sempre stati contrari alla realizzazione di questo parcheggio, perché negli ultimi tempi non hanno mai sollevato la questione?”.
Querelle politiche a parte, il Cdq Leonardo da Vinci si è sempre dichiarato contrario al Pup, sia per una questione di sicurezza, sia per i problemi di mobilità che il cantiere crea, con la diminuzione dei parcheggi e le difficoltà della nuova viabilità stabilita: “A nostro giudizio – dichiara l’Ing. Mario Pieri, Presidente del Cdq – il processo che ha portato prima alla concessione e poi al permesso di costruire, è inficiato dall’inesattezza o incompletezza della documentazione presentata dal costruttore, che minaccia la sicurezza di persone e cose. Pertanto chiediamo che il permesso di costruire sia revocato. Nel caso in cui il Comune conceda al concessionario di proporre un differente progetto per un nuovo iter di approvazione, esigiamo che si tenga conto dei risultati della documentazione da noi presentata, oltre che di tutte le variazioni avvenute successivamente alla data del progetto originale, a cominciare dalle nuove ‘Norme Tecniche per le Costruzioni’, in vigore dal luglio 2009, e alla riclassificazione sismica del comune di Roma. Al di là delle necessarie considerazioni sulla sicurezza e sull’impatto ambientale, il parcheggio evidentemente destinato solo a pochi privati – continua Pieri – non dovrebbe essere costruito in quanto non risolve i problemi di traffico e parcheggio nella nostra zona. Molto più utili sono i parcheggi di scambio. Chiediamo inoltre che sia ripristinata la viabilità precedente, a doppia carreggiata, dati i pericoli e i disagi per le persone (in particolare, gli alunni delle scuole adiacenti) con l’attuale soluzione”.
“Il Pup venne avviato con tutte le garanzie di sicurezza e tutti i monitoraggi possibili – conclude Catarci – Per quel che riguarda la viabilità, l’Agenzia della mobilità del Comune, secondo uno studio fatto da esperti, ha sancito che la viabilità attuale è la migliore, ovvero quella con due corsie a doppio senso da una parte, e una sola dall’altra. I cittadini, però, preferiscono probabilmente la viabilità precedente, quindi siamo disposti a richiedere un nuovo parere all’Agenzia della mobilità del Comune secondo le richieste dei cittadini stessi”.

Serena Savelli