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Registro delle Unioni Civili al Municipio XI: al via le prime celebrazioni

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Un riconoscimento ufficiale alle coppie di fatto, etero ed omosessuali, nella speranza di una regolamentazione legislativa.

La famiglia tradizionale, quella formata da un uomo, una donna e potenzialmente dai figli, concepita all’interno del sacramento religioso del matrimonio, o esclusivamente nella sua accezione civile, ha subito una mutazione incredibile negli ultimi anni. Non è stata scalfita e non è stata posta in secondo piano, ma certamente il panorama delle unioni non è più dettato da quell’unico e indissolubile vincolo che sancisce la decisione di due persone di sesso opposto di vivere la propria esistenza insieme e di formare un nucleo famigliare. Infatti, ad oggi esistono tantissime altre unioni, le cosiddette “coppie di fatto”, di varia forma e natura, che costituiscono una realtà importante e imponente sul panorama nazionale, numericamente e socialmente, e che ad oggi ancora non trovano alcuna forma di tutela. Sono quelle coppie costituite da due persone dello stesso sesso, o di sesso opposto, che hanno deciso di non contrattualizzare nel matrimonio la loro unione (almeno nel secondo caso, nel primo non ci si può ancora porre il problema) ma di essere vincolate comunque da un rapporto affettivo, economico e di assistenza reciproca, proprio come le persone sposate. Ma sono anche quelle coppie che non possono sposarsi, pur volendo, come ad esempio chi ha in corso un divorzio.

Il Municipio XI, sulla scia di quello che già era stato operato in un altro municipio di Roma, il X, ha istituito nel 2011 il Registro delle Unioni Civili, dove possono essere iscritte le forme di convivenza tra due persone, anche dello stesso sesso, legate reciprocamente da vincoli affettivi, economici, di mutua assistenza e di solidarietà, che non accedano, appunto, al vincolo giuridico del matrimonio e/o che siano impossibilitate a contrarlo. E qualche giorno fa, presso l’Aula Consiliare di via Benedetto Croce, si sono svolte, in un clima di festa, le prime quattro “unioni”, due etero e due omosessuali. Una bella soddisfazione per una battaglia per i diritti civili perseguita, insieme a tante altre, dal Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci: “Per noi l’allargamento dei diritti civili è un obiettivo che abbiamo perseguito nel tempo, dapprima con l’introduzione del Registro del Testamento Biologico, e poi con molte altre iniziative, sia simboliche, come furono ad esempio le strisce pedonali arcobaleno contro l’omofobia, sia pratiche, come gli incontri con le educatrici delle scuole volti al rapporto con le famiglie omogenitoriali”. Come racconta il Presidente, secondo le ultime statistiche esistono ben 900mila coppie di fatto in Italia, e secondo il Censis si stimano 6 milioni di famiglie atipiche, che coinvolgono circa 12 milioni di individui. Perché “la realtà e le esigenze evolvono, e così dovrebbe fare la legislazione” continua Catarci.

Non tutti sono d’accordo con questa prospettiva, perché la famiglia tradizionale deve essere considerata il nucleo prioritario per azioni di tutela e agevolazione. Una forza per la nostra società, come afferma il Capogruppo Pdl al Municipio XI, Simone Foglio: “La mia parte politica si pone in una posizione di massimo rispetto e di grande attenzione ai diritti degli omosessuali e delle coppie di fatto. Resta per noi, però, prioritaria la tutela dell’unico pilastro della nostra società che è la famiglia tradizionale, basata sull’unione tra un uomo e una donna. Respingiamo poi nettamente ogni tentativo di disciplinare, attraverso nuove disposizioni legislative, le adozioni di bambini da parte delle coppie omosessuali. Rimarchiamo, inoltre, ancora una volta, la strumentalizzazione operata della sinistra, come fu con il Registro del Testamento Biologico, e come è oggi con quello delle Unioni Civili e le conseguenti celebrazioni in Aula Consiliare che si sono tenute qualche giorno fa. Tali cerimonie, d’altronde, sono prive di alcun valore giuridico e sono utili solamente ad ottenere le prime pagine di qualche quotidiano. In un momento di crisi così grande per le famiglie italiane – ha concluso Foglio – sarebbe il caso che il Presidente Catarci si inventasse qualcosa di utile per esse, appunto, invece di cavalcare delle battaglie ideologiche volte solamente ad ottenere visibilità”.

Il Registro, infatti, non è assolutamente al pari di una legge che tuteli i diritti di questi nuclei, che in Italia ad oggi ancora non esiste, ma “può essere comunque usato in qualsiasi tipo di disputa – ha continua Catarci – in quanto attesta che esiste una coppia unita da vincoli affettivi, economici e di reciproca assistenza. Il Registro delle Unioni Civili, inoltre, non toglie nulla alla famiglia tradizionale, quindi ogni forma di ostilità è essenzialmente ideologica. Questa iniziativa è un’opportunità concreta per i cittadini del nostro Municipio di avere un atto pubblico in cui riconoscersi giuridicamente, e in secondo luogo rappresenta un’azione di denuncia ai vari parlamenti italiani che si sono susseguiti nel tempo e che non hanno mai affrontato la questione. Per questo siamo il fanalino di coda dell’Europa, che prendiamo ad esempio per svariate tematiche, ma non per questa”.

Le unioni civili, a livello comunale, entrarono nelle tematiche di discussione di Roma Capitale nel 2007, quando la Giunta era guidata da Veltroni, ma non venne approvato alcun provvedimento. Hanno tentato recentemente i Radicali, sempre al Comune, a riproporre la questione, ma senza esito positivo. A quanto pare, quindi, non si tratta di una questione politica, ma è una tematica difficile da digerire per entrambe le parti. Il Registro del Municipio XI, per questo, è un atto in primis simbolico, che vuole smuovere, appunto, le acque su delle tematiche che sempre più si innestano nel nostro tessuto sociale, ma che molto spesso vengono dimenticate.
Qualche informazione utile, per chi volesse iscriversi. Possono fare domanda i cittadini/e italiani e dell’Unione Europea, maggiorenni e conviventi stabilmente nel territorio del Municipio XI, di cui almeno uno dei componenti abbia la residenza anagrafica. Il Registro è istituito presso l’Ufficio Anagrafico del Municipio XI, in via Benedetto Croce 50 e riceve per appuntamento, che si può fissare recandosi di persona presso l’URP oppure chiamando lo 06 69611333/6, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30, martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 14:30 alle 16:30. L’iscrizione prevede la compilazione di un modulo e il pagamento di una marca da bollo di € 0,26.

Serena Savelli