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Registro delle unioni civili: un incidente di percorso o un segnale chiaro delle forze politiche di maggioranza?

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La proposta arriva in Consiglio ma mancano molti dei consiglieri del Pd. È subito polemica, tra forze politiche di opposizione e gli alleati della sinistra.
È il 19 gennaio quando la proposta per il Registro unico delle unioni civili approda al consiglio del Municipio XI. A firmarla sono Gianluca Balsamo della Lista Amici di Beppe Grillo e Antonio Bertolini del Partito Democratico. Si tratta di un puro atto formale che consiste in un “censimento” di tutte le unioni civili del Municipio XI, un registro a cui tutte le coppie con almeno un membro residente nel Municipio possono iscriversi, dichiarando di vivere insieme e di essere una coppia a tutti gli effetti, sia essa etero o omosessuale. Un percorso di confronto e discussione durato 6 mesi aveva preceduto la votazione definitiva, che sembrava ormai una pura formalità data la convergenza trasversale che di fatto c’era tra i consiglieri di maggioranza. Ma l’esito delude le aspettative: in aula mancano diversi consiglieri del Pd, tra quelli presenti 5 votano a favore della proposta e uno si astiene, con il risultato finale di 9 voti contrari (quelli dell’opposizione), 9 a favore (Sinistra Ecologia e Libertà e Pd) e un astenuto, l’ago della bilancia che ha decretato la mancata approvazione del provvedimento. Il Presidente Andrea Catarci è deluso dall’atteggiamento degli alleati e non nasconde il suo rammarico per quello che ha definito un “colpo basso e una mancanza di rispetto per le sfere municipali e per le forze politiche alleate”. Il Presidente è convinto che dietro alla scelta dei consiglieri del Pd ci sia stata un’indicazione, o meglio un’imposizione, delle sfere cittadine del partito che, stando a quanto dice Catarci, avrebbero studiato una strategia per bloccare il provvedimento senza ricorrere a votazioni contrarie, come è accaduto. Inoltre il Presidente è convinto che sia stata una decisione dettata da logiche elettorali ed equilibri da conservare in vista delle elezioni regionali e aggiunge: “Questo atto per il Pd avrebbe nuociuto alla campagna elettorale di Emma Bonino, creando un solco ancora più profondo con il mondo cattolico”. Dall’opposizione arrivano immediati i commenti. Antonio Gazzellone, vice capogruppo del PdL in Consiglio Comunale, dice: “Non è riuscito ad Andrea Catarci il regalo di benvenuto alla candidata alla presidenza della Regione Emma Bonino”, allargando così la questione a livello regionale e si rivolge direttamente alla Bonino chiosando: “Chiediamo alla candidata se anche lei, coerentemente con la propria storia politica, nel suo programma per la Regione Lazio intende promuovere simili estemporanee proposte”. Gli fa eco Federico Rocca, consigliere Pdl del Comune che sottolinea come “la posizione presa da amministratori vicini alla sua parte politica dovrebbe chiarire una volta per tutte a Catarci cosa voglia dire governare un territorio ed essere vicino alle esigenze dei cittadini, piuttosto che districarsi in iniziative dall’esclusivo impatto mediatico”. Dal Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”, che vedeva nel Registro “un segno della volontà di occuparsi dell’estensione dei diritti civili” arriva una dichiarazione critica nei confronti del Pd. In un comunicato il direttivo sostiene: “Dobbiamo registrare un diffuso disinteresse a questioni che, in pre-campagna elettorale, sembrano risultare scomode per molti, ivi compresa una parte del Partito Democratico”. Ed è proprio sul tema dell’omosessualità che si sposta il dibattito a febbraio, con il PdL che si concentra sulla delineazione del concetto di nucleo familiare, escludendo da questa categoria le unioni omosessuali. È di nuovo Gazzellone che invita Catarci ad “abbandonare il percorso tortuoso, impervio e peraltro inesistente di fantomatici riconoscimenti che sono materia riservata a esclusiva potestà del Parlamento – e aggiunge – Lo prego di riconoscere con onestà intellettuale che la famiglia naturale, mattone fondamentale della società civile, è quella fondata da uomo e donna, tutto il resto deve essere affidato alle regole del diritto civile e ai rapporti interpersonali, non certo ai principi del diritto di famiglia”. Ma il Presidente Catarci non ha intenzione di fermarsi e fa sapere che l’atto verrà ripresentato 10 giorni dopo le elezioni regionali di marzo, qualunque sarà il loro risultato, poiché ciò che più preme all’amministrazione del Municipio XI è “l’ampliamento delle libertà personali”. Le sue intenzioni sono chiare, “la scelta politica è stata condivisa da tutta la maggioranza, sottrarremo il provvedimento alla disputa elettorale e non permetteremo che rimanga ostaggio di veti legati a calcoli elettoralistici”. E rispetto alle eventuali divergenze con il mondo cattolico, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento delle coppie omosessuali chiude: “La realtà ha visto una progressiva diminuzione dei matrimoni religiosi e civili negli ultimi venti anni e le unioni omosessuali ricoprono una parte minima del totale, una parte di popolazione che però soffre per una diffusa discriminazione non solo a livello dei diritti civili e che abbiamo il dovere di tutelare”. E a testimonianza della distensione tra le forze della maggioranza il capogruppo Pd al Municipio XI Andrea Mocciaro conferma: “Il Pd ha un rapporto di assoluta fiducia con Catarci e crede nel suo progetto di governo, è vero che come partito abbiamo seguito delle linee guida ma questo solo per evitare che un provvedimento così importante per noi fosse strumentalizzato durante la campagna elettorale dagli avversari politici. Il documento verrà presentato nuovamente e avrà il consenso di tutti”. Dunque resta solo da attendere le elezioni, che ormai hanno catalizzato l’attenzione di tutti, e seguire gli sviluppi successivi di questa proposta.

Stefano Cangiano