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Riapre al pubblico il Sepolcreto di via Ostiense

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sepolcreto via ostiense

Sei visite gratuite da gennaio a giugno 2016

L’APERTURA AL PUBBLICO – L’occasione è il Giubileo, in questi mesi ci siamo abituati, l’appuntamento però è tra i più interessanti ed esclusivi del Municipio VIII. La Sovrintendenza Capitolina ha infatti promosso un ciclo di aperture straordinarie dell’area archeologica del Sepolcreto della via Ostiense, importante testimonianza delle vaste necropoli che sorgevano in età romana lungo la strada che conduceva al porto della città e dove trovò sepoltura l’apostolo Paolo dopo il martirio. La sua tomba, originariamente inserita in un colombario pagano, costituì il fulcro del primo luogo di culto e della successiva basilica paleocristiana. Oggi l’area della Basilica di San Paolo è molto diversa da come appariva intorno al 67 d.C., momento in cui le spoglie dell’apostolo Paolo vennero disposte in una sepoltura. Allora la zona era una vasta pianura alluvionale tra la Rupe di S. Paolo e l’ansa del Tevere, occupata da una estesa necropoli disposta ai lati della via Ostiense. 

 

LA SCOPERTA – La Necropoli venne scoperta nel Settecento ed indagata fino agli anni Trenta del Novecento, nonostante questi lunghi studi non risulta ancora certa la sua originaria estensione. La parte esplorata e visitabile, annessa all’area verde del Parco Schuster, segue l’andamento nord/sud dell’asse della via Ostiense e dimostra una continuità d’uso dal I sec. a.C. fino al IV secolo d.C. L’utilizzo ininterrotto dell’area a scopo sepolcrale per ben cinque secoli costituisce uno degli aspetti più interessanti del sito, che conserva straordinarie testimonianze materiali del passaggio dall’uso del rito funerario dell’incinerazione e quello dell’inumazione, tra la fine dell’età repubblicana e i primi due secoli dell’impero.

IL CALENDARIO DELLE VISITE – Questo il calendario delle visite previste per il 2016: 30 Gennaio; 27 Febbraio; 12 Marzo; 16 Aprile; 21 Maggio; 18 giugno (ore 11:30). Le visite guidate saranno gratuite e verranno effettuate dagli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.