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Roma: sempre più sporca, brutta e cattiva

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degrado san paolo

Tra partecipazione e mancanza di fondi, una città sempre più sporca

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

MUNICIPIO VIII – Per noi che scriviamo del territorio i Social Network sono diventati uno strumento di analisi. Veniamo tempestati di immagini e di segnalazioni sullo stato in cui versa la città. Un fenomeno non nuovo, tanto che qualcuno di questa consuetudine ha fatto una professione. Negli ultimi mesi però le cose sembrano essere precipitate: marciapiedi sporchi, piante infestanti, buche e lavori interminabili. Il degrado la fa da padrone sui Social Network, tanto da rappresentare l’argomento principale della cronaca locale. Così nascono fenomeni nuovi, virali, come l’esperimento sempre più capillare di Retake, associazione italo-americana che, con eventi programmati, ripulisce i muri da adesivi, scritte e affissioni abusive. Allora il panorama dei commenti e dei post si colora di “prima e dopo”, come nelle migliori tradizioni delle cure miracolose. Purtroppo questo attivismo, associato a quello di chi da anni si occupa di un parco o si mobilita per riqualificare un’area, non basta. La città è sporca e la manutenzione ordinaria stenta a far fronte alla situazione. “I problemi ci sono in tutta la città – spiega Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII – Esempio ne sono i parchi tenuti sempre peggio”. Per Catarci al momento si subiscono i riflessi delle precedenti amministrazioni comunali: “Il picco dopo stagioni di disattenzione. Continuando a non manutenere i nodi vengono al pettine”. Come detto in più occasioni quando si tocca il fondo le soluzioni sono due: o si scava oppure ci si organizza per risalire. “Nell’abbandono del territorio si è creato un forte senso civico – ammette il minisindaco – vicino ai comportamenti sbagliati dei cittadini, mai sufficientemente stigmatizzati dall’Amministrazione. Mi riferisco al degrado inteso come sporcare la città con adesivi, manifesti o rifiuti. L’organizzazione dei cittadini sottende una sfida che le amministrazioni devono accettare. Non ci sono altre strade, i fondi – sottolinea Catarci – non aumenteranno”. Una visione che non lascia spazio a dubbi: i cittadini non hanno scelta. Così si organizzano, puliscono le strade e le aree verdi, organizzano percorsi di partecipazione e rimuovono adesivi e affissioni abusive. Spesso entrando in contrasto con chi utilizza i muri della città come luogo di comunicazione, usando spazi senza confrontarsi con chi quelle aree le vorrebbe libere. Magari in questo caso le istituzioni potrebbero fare un passo avanti, cercando di raggiungere i cittadini: “Affrontiamo le polemiche – aggiunge il minisindaco – solo se alla base c’è un’attività. Tra i cittadini ci sono istinti distruttivi, brontoloni e fattivi. L’ultimo va stimolato sempre, il secondo convertito in fattivo e il distruttivo arginato”. La speranza è che si riesca a stimolare un dibattito, magari volto all’individuazione di spazi pubblici per l’affissione, ben delineati e tollerati, frutto di un percorso tra i cittadini. Ma i problemi non si fermano solo a questo, parlano di marciapiedi e strade, sulle quali si cerca comunque di agire: “Il Municipio ha inviato molti solleciti per diserbaggio e pulizia, dando priorità ai marciapiedi vicino alle scuole – spiega l’Assessore municipale ai Lavori Pubblici, Paola Angelucci – abbiamo ottenuto lo sfalcio lungo via Rocco da Cesinale e via Magnaghi, dove passano bambini e genitori della Casa dei Bimbi e del Nido Villaggio nel Bosco. Anche la scalinata di Carlotta è stata ripulita in quanto luogo di importanza storica”. Dove non si riesce ad agire si richiede con forza, come nel caso di tombini e caditoie, per cui è stato votato un atto della maggioranza con particolare attenzione per Roma70. Altri lavori attesi da tempo riguardano le potature, iniziate perlomeno sulla Circonvallazione Ostiense: “Sono partite a metà ottobre – afferma Franco Federici, Consigliere municipale di Cittadini X Roma – L’atto che le richiedeva è stato votato nell’ottobre del 2013. Solo oggi vediamo qualche risultato – seppur con dei problemi – Quando non si fanno manutenzioni per anni è normale che qualche alberatura vada tagliata perché non più sicura. Ora ci impegneremo per le nuove piantumazioni”. Purtroppo se i cittadini della Circonvallazione tornano “a vedere la luce”, ce ne sono tanti altri destinati a rimanere al buio, come in via Giovannipoli. Qui i cittadini chiedono da anni la potatura dei platani che letteralmente entrano nelle case. Oltre al buio perenne, che vuol dire luce accesa sempre, devono tenere chiuse le finestre per il gran numero di insetti.
Lo stato dei nostri territori viene rilevato anche dal Capogruppo Ncd in Municipio VIII, Andrea Baccarelli, parlando della situazione dei cittadini di Montagnola: “La città vive la condizione più bassa mai rilevata. Queste mancanze sono palesi quando quartieri come la Montagnola, a due passi dal Municipio, subiscono la presenza di insediamenti abusivi di Rom e mercati illegali frutto del rovistaggio. Oramai i cittadini comprendono che questa Amministrazione non è in grado di gestire la normale manutenzione della città – conclude – figuriamoci cosa combinerà con l’abusivismo”. I cittadini sempre più spesso si sentono impotenti, soprattutto quando vedono l’abbandono di vaste porzioni di territorio pubblico o privato: “Dobbiamo fare i conti con un assetto generale della città – riprende Catarci – che si rispecchia in un quartiere come Montagnola che vive una stagione inedita. L’abbandono degli spazi porta agli insediamenti abusivi”. Unica soluzione per il Presidente è ridare funzioni agli spazi inutilizzati: “Si tratta di riportarli ad un uso proprio. Sono stati fatti tre interventi di sgombero eppure la situazione fin quando ci saranno spazi vuoti non si risolverà”. Le segnalazioni sul tema continuano e si moltiplicano, come per lo svincolo di viale del Tintoretto, o l’intersezione tra Marconi e Colombo. “Bisogna ridare una funzione e aumentare il controllo che da solo non basta. Lo dimostrano i mercatini, dove i vigili fanno due o tre sequestri a settimana senza avere la meglio – conclude Catarci – Si deve continuare ma intanto su quelle strade vanno attivate altre attività”. Un nuovo intervento sull’insediamento è stato messo in piedi nei giorni scorsi, ma come segnalano i cittadini su Facebook è durato dalla sera alla mattina. “La zona ha bisogno assoluto di una bonifica ambientale – racconta Dino Gasparri, Assessore municipale alle Politiche Sociali – Con un deposito chiuso da vere e proprie porte, si va oltre l’insediamento abitativo, sono attività fuori dalla legalità”.
Così continuano a proliferare le foto e le segnalazioni di cittadini esasperati. I Social Network, da strumenti di connessione, diventano contenitori di domande alle quali spesso è difficile dare risposta. Uno strumento utile poteva essere il Responsabile del Decoro Urbano, figura proposta dal M5S municipale, che avrebbe fatto da raccordo tra cittadini e Amministrazione: “Il Responsabile nel nostro Municipio stenta a funzionare – spiegano Carlo Cafarotti e Valentina Vivarelli, Consiglieri del M5S – Chiedendo ad un cittadino se conosce tale figura, lo vedrete cadere dalle nuvole. Doveva essere una risposta concreta ad un problema concreto, ma la maggioranza Pd non è stata in grado di renderlo tale, di comunicarlo ai cittadini e, soprattutto, il territorio non ha visto alcun giovamento – concludono – Buona l’idea, che è nostra, pessima l’esecuzione, che è loro”. Al netto delle critiche e dello scontro politico rimane da analizzare quali possano essere le reali capacità di questa figura, quando l’Amministrazione si poggia sull’attivismo dei cittadini e quando mancano i fondi per qualsiasi intervento.

Leonardo Mancini