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Roma senza regole

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L’intervento di Andrea Catarci sull’esclusione delle liste Pdl a Roma.

“La pretesa di presentare in ritardo, rispetto ai termini previsti, la lista per le elezioni regionali è solo uno degli episodi, il più eclatante, con cui si manifesta l’assoluto disprezzo per le regole da parte del PDL romano. Che dire, infatti, di una città che per il secondo anno consecutivo è entrata in esercizio provvisorio e che a tutt’oggi è priva di bilancio comunale e dei relativi bilanci municipali? In questa materia, le norme del nostro ordinamento prescrivono termini ben precisi  ma non si sa quando il documento contabile verrà approvato: l’Assessore al bilancio, Maurizio Leo, richiama ininfluenti fatti nazionali che avrebbero impedito di procedere, in perfetto stile “azzeccagarbugli”, mentre voci insistenti parlano di un rinvio ad aprile o, addirittura, a giugno. Oltre al bilancio-fantasma, l’elusione delle regole si evidenzia anche nello scempio causato da migliaia di impianti di pubblicità  di vaste dimensioni che hanno inondato strade e quartieri della città, alcuni autorizzati, altri installati sfruttando la colpevole inerzia politico-amministrativa del centro destra. 

Nel Municipio XI il Sindaco si atteggia a imperatore e, bypassando l’Ente di prossimità e vari aspetti istituzionali e procedurali, regala un pezzo di terreno comunale alla Santa Sede, per fare una cancellata intorno alla Basilica di San Paolo. Formalmente per ottenere un’area di rispetto, più realisticamente, visti i tre accessi carrabili, per fare un parcheggio per auto e pulman! Solo pochi mesi fa – a proposito di regole – la Giunta Comunale ha sottratto un casale, nato per utilizzo  sociale e di quartiere, agli  abitanti di Grottaperfetta, cambiandone arbitrariamente la destinazione d’uso per realizzare un centro di documentazione per un Assessorato comunale.

Quando sono il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene, per primi, a non rispettare le regole, come si può chiedere, credibilmente,  alla cittadinanza di farlo?  Inflessibile nell’imporre comportamenti “decorosi”, in particolare ai più poveri e ai meno garantiti, la Giunta Alemanno dimentica sistematicamente di rispettare le più elementari norme di correttezza istituzionale e di trasparenza.”