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Roma70: verso la pulizia dell’area archeologica di Grotta Perfetta

La promessa del CdQ Grotta Perfetta sta per essere mantenuta

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ROMA 70 – All’inizio era solo un’idea, poi è divenuto un proposito, ma alla fine è diventata una promessa. Ora sembra sulla buona strada per essere finalmente mantenuta. Parliamo della pulizia della piccola area archeologica lungo via di Grotta Perfetta, a poca distanza dall’incrocio con vicolo dell’Annunziatella, incastonata tra palazzi dell’Enpaia. A promettere un intervento di pulizia non sono state le istituzioni o il Ministero, bensì i cittadini del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta. L’occasione è stata una serie di conferenze organizzate all’interno del vicino Istituto Agrario lo scorso anno. In quella sede i cittadini hanno promesso che si sarebbero operati per organizzare una pulizia della piccola area archeologica invasa dalle erbacce, in vista chissà, di una qualche forma di valorizzazione.

L’AREA ARCHEOLOGICA – A parlarci dell’era archeologica è stato l’archeologo Gianfranco De Rossi, profondo conoscitore del panorama che caratterizzava questo territorio nei tempi andati. “Ciò che è stato inserito nei palazzi e nella vicina nuova chiesa dell’Annunziatella è un basolato romano del I secolo d.C., che ricalca un percorso già in uso a partire dal IV secolo a.C. – racconta De Rossi – E sono risalenti a quell’epoca anche le tombe a camera scavate nel tufo che costeggiano il percorso”. La strada attraversa un’area già molto battuta, dove erano presenti molte ville soprattutto nelle vicinanze dell’Antica via Ardeatina. “Probabilmente il basolato non è altro che una strada di collegamento tra vie più grandi – spiega l’Archeologo – dopo tutto aveva la stessa funzione che oggi ha via di Grotta Perfetta”, magari con meno traffico aggiungiamo noi. “Inoltre è visibile anche un piccolo mausoleo in muratura, sul quale però non ci sono epigrafi o iscrizioni che possano far comprendere l’identità del sepolto”. Una piccola area che però rappresenta un pezzo di memoria storica sicuramente da conservare, anche in una città come Roma: “Un piccolo museo sotto casa – prosegue De Rossi – che bisognerebbe tornare a valorizzare anche grazie alle scuole del territorio. Una ventina d’anni fa ci provammo con il progetto Adotta un monumento per la scuola Enzo Ferrari, ma poi non si riuscì ad andare avanti”.

LA PULIZIA DELL’AREA – I resti al momento sono invasi dalle erbacce. Lo stesso basolato romano, ben conservato nelle fotografie di qualche anno fa, è completamente nascosto dall’erba alta. Così i cittadini del CdQ si sono presi l’impegno di ripulire l’area, un’operazione che però si è rivelata più facile a dirsi che a farsi. Ci sono voluti circa dieci mesi soltanto per identificare ed ottenere una risposta dall’ente deputato all’autorizzazione, cioè la Soprintendenza. Finalmente, dopo non poche peripezie i cittadini hanno ottenuto l’autorizzazione, ma le difficoltà non sono finite. I resti infatti sono sotto le colonne alla base di un palazzo di proprietà dell’Enpaia, che al momento ha la custodia dell’area archeologica. I cittadini hanno quindi dovuto ottenere ulteriori autorizzazioni e sollevare l’ente da qualsiasi responsabilità. Nelle prossime settimane si dovrebbe finalmente identificare la data della pulizia, che comunque, fanno sapere dal CdQ, verrà effettuata da squadre specializzate per evitare di danneggiare i resti. “Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi sull’area – ci spiega Mario Semeraro, Presidente del CdQ – il lavoro da fare non è di poco conto. L’erba ormai avvolge quasi interamente il basolato, e anche il vicino mausoleo è avvolto dal fogliame, ma siamo felici di essere sulla buona strada per mantenere una promessa fatta ai cittadini circa un anno fa”.

Leonardo Mancini