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San Paolo: l’occupazione riaccende il dibattito sull’ex deposito Atac

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deposito atac san paolo occupato

Si torna a parlare di riqualificazione della struttura dopo due occupazioni, l’affitto ad Ama e anni di abbandono

Tratto da Urlo n.116 giugno 2014

SAN PAOLO – Ancora una volta torniamo a scrivere dell’ex deposito Atac di San Paolo in via Alessandro Severo. L’occasione è l’occupazione simbolica da parte degli attivisti NeetBloc del 21 maggio scorso. Dopo essere stati sgomberati dallo stabile di via del Commercio, gli attivisti hanno dichiarato: “Lo avevamo annunciato a gran voce: non sarebbe stato uno sgombero a fermarci. Più di un anno fa abbiamo occupato l’ex Acea di via Ostiense dando vita al progetto di Alexis e recuperando, mattone su mattone, giorno dopo giorno, uno stabile abbandonato, come nessun costruttore mafioso potrebbe mai fare”. Questa occupazione, durata soltanto poche ore, ha però riaperto il dibattito sul futuro della struttura: “Questa nuova occupazione è stata l’occasione per riproporre ad Atac la questione del deposito – ci ha spiegato il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – Ormai è nuovamente nelle disponibilità dell’azienda, quindi non si può più rimandare un’importante opera di rigenerazione urbana, all’insegna della riqualificazione e di una logica che parli più di utilità sociale che di profitto”. L’importanza di prevedere una riqualificazione è palese, soprattutto se si pensa al recente passato della struttura, già occupata nel 2011 dopo anni di abbandono. In quell’occasione un gruppo di attivisti dei movimenti di lotta per la casa ha presidiato lo stabile dal 21 giugno al 31 ottobre per protestare contro la delibera 35 in discussione in quel periodo in Assemblea Capitolina, un documento che prevede l’inserimento della struttura all’interno del piano di valorizzazione per far fronte ai problemi di bilancio di Atac. Non bisogna poi dimenticare, e certamente i cittadini della zona non lo fanno, il periodo in cui la struttura venne affittata da Atac all’Ama, come deposito per lo smistamento dei cassonetti stradali. Successivamente anche questo utilizzo è cessato, lasciando lo spazio vuoto e inutilizzato. “Una struttura come quella – ricorda il Capogruppo di Fi al Municipio VIII, Simone Foglio – inserita all’interno di uno dei quartieri più popolosi del nostro territorio, non può e non deve essere dimenticata, diventando preda degli interessi degli amici degli amici del Presidente Catarci. C’è bisogno di un rinnovato interesse per i quartieri – aggiunge Foglio – non solo per le pericolose enclave che sono le occupazioni, sempre più presenti sul territorio. L’ex deposito non può più attendere, bisogna mettere in campo tutte le azioni necessarie alla riqualificazione e all’utilizzo per la collettività di un pezzo di storia così importante”. Un progetto di rigenerazione così atteso non può certo prescindere dalle esigenze della cittadinanza, che sicuramente sarebbe felice di essere inclusa in un processo partecipativo: “L’importante è che l’Amministrazione coinvolga la cittadinanza incontrando il quartiere su terreno neutro – spiega la Consigliera del M5S municipale, Valentina Vivarelli – non come è stato fatto per gli ex Bagni Pubblici di Garbatella. Si potrebbero presentare delle proposte da parte del Municipio e lasciare ai cittadini la possibilità di decidere e di proporre anche altro. Lancio un’idea – aggiunge Vivarelli – Sarebbe utile prevedere dei servizi municipali, ma anche attività per bambini dai 0 ai 3 anni che mancano in questo territorio”. Un processo partecipativo è un’idea che viene sposata anche dal Presidente della Commissione Lavori Pubblici municipale, il Consigliere Pd Stefano Pugelli, che chiarisce quanto sia importante comprendere le reali intenzioni dell’azienda: “Senza questo necessario passaggio discutiamo del nulla. Noi crediamo che in quell’area vada preservata una consistente parte di interesse pubblico. Quello che manca al quartiere – aggiunge Pugelli – sono dei luoghi destinati alla cultura, ma tutte le necessità dovranno essere individuate e valutate con un processo partecipativo che coinvolga la cittadinanza”. In ogni caso l’Amministrazione municipale ha già intrapreso qualche passo per riaccendere l’interesse sull’area: “In corrispondenza dell’occupazione ho parlato con gli assessorati di Roma Capitale interessati – ci ha spiegato il Presidente Catarci – in particolare con l’Assessore all’Urbanistica Caudo e con il Vicesindaco Nieri, ad oggi in attesa della proposta iniziale che deve arrivare dal proprietario dell’area. Ho quindi sollecitato Atac per attivare un dibattito a 360° per ottenere una rigenerazione che ottimizzi le funzioni”. Tra le proposte del Presidente si parla anche di disagio abitativo: “Sul terreno socio abitativo ci sarà da discutere, se si faranno delle case non si può pensare al residenziale di lusso”. Al momento si aspetta un’indicazione di interesse da parte di Atac, ma intanto la struttura resta vuota.

Leonardo Mancini