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San Paolo: la palestra chiude improvvisamente, gli utenti ricorrono alle vie legali

Dopo la chiusura improvvisa della palestra Dna di via Antonino Pio e le denunce ai Carabinieri, gli utenti si preparano alla battaglia legale

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SAN PAOLO – Proseguono le segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere San Paolo (e non solo) in merito alla vicenda della chiusura ‘improvvisa’ della Palestra Dna di zona. La struttura ha chiuso i battenti dalla sera alla mattina, dopo che nelle settimane precedenti avrebbe proseguito a stipulare abbonamenti, proponendo a anche formule ‘particolarmente vantaggiose’. Poi di punto in bianco gli iscritti si sono ritrovati con i cancelli chiusi e buona parte del personale nelle loro stesse condizioni.

LE DENUNCE – Al momento la questione ha suscitato non poco interesse, arrivando anche sulla tv nazionale all’interno di un servizio della nota trasmissione ‘Mi manda Rai Tre’. Sulla chiusura, ma soprattutto sul comportamento tenuto nei confronti degli utenti, i Carabinieri hanno già aperto un fascicolo, mentre i cittadini, seguiti da un legale, al momento stanno aspettando che il Magistrato avvii un procedimento, per dichiararsi parti in causa. La speranza, confidano molti degli utenti delusi, è che si riesca perlomeno ad ottenere il rimborso di parte dei soldi versati, anche perché la riapertura della struttura sembra piuttosto improbabile.

PARTE CIVILE – Per capire quale sia la situazione dal punto di vista degli utenti, abbiamo raggiunto il legale che per loro conto sta seguendo la vicenda della ex palestra: “Inizialmente sono arrivate delle singole denunce. Poi pian piano la lista si è allargata e ora conta circa 200 persone, ma i numeri sono destinati a crescere – ci spiega il legale – quello che si andrebbe profilando è un reto di truffa aggravata e qualora ci fosse il rinvio a giudizio ci costituiremo parte civile”.

I TEMPI – Purtroppo nonostante i cittadini siano pronti a non lasciar correre, i tempi per la risoluzione di questa vicenda non sembrano essere brevi: “Soltanto per iniziare – spiega il legale – ci potrebbero volere dai sei mesi ai due anni. In ogni caso – aggiunge – consiglio a tutti coloro che si sono trovati in questa situazione di fare regolare denuncia, in modo da poter partecipare ad un eventuale atto di costituzione in Parte Civile”.

LeMa

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