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Sanita’ XI Municipio: trasferimento dei servizi da piazza Pecile all’Ipab S. Michele

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Iniziati i lavori di sistemazione per accogliere il CAD e il CIM nella struttura di Tor Marancia. Avanzata la richiesta di spostamento anche per il TSMREE, su cui si accende il dibattito.

Nel clima di tensione della campagna elettorale per le elezioni regionali molti problemi sono stati messi da parte in favore del dibattito politico. Ora si ritorna alla normalità, al confronto con le esigenze reali del territorio e vengono prese decisioni sulla Sanità dell’XI Municipio. Risale a dicembre 2009 la dichiarazione di parziale inagibilità per la struttura di p.za Pecile a cui era seguita la necessaria e temporanea dislocazione di alcuni uffici della palazzina presso via Malfante e il Cto Alesini. In particolare a destare preoccupazione era la contiguità che, in seguito alla manovra emergenziale, si era venuta a creare nella struttura ospedaliera tra il CAD (Centro Assistenza Domiciliare) e il CIM (Centro Igiene Mentale ora CSM), due strutture che si rivolgevano ad utenze diversificate e specifiche che si ritrovavano a convivere forzatamente in locali che Antonio Bertolini, Delegato alla Sanità del Municipio XI, ha definito “non adeguati alle loro funzioni organizzative e di privacy”. Si è poi fatta avanti l’ipotesi di trasferimento di queste strutture ormai sparse sul territorio all’Ipab (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) San Michele di Piazzale Tosti (Tor Marancia). Locali nuovi e un canone d’affitto più basso, un’ipotesi che prende progressivamente corpo fino a diventare una certezza da fissare solo con un contratto. Il protocollo d’intesa era già stato firmato, prevedeva il trasferimento al secondo e terzo piano della palazzina uffici della struttura di Tor Marancia, con un risparmio sull’affitto precedente di ben 40.000 euro. L’incombenza delle elezioni ha però dato una botta d’arresto a quello che sembrava un processo già avviato e benefico, imponendo uno stallo ai disbrighi burocratici. A temporeggiare era proprio la dirigenza dell’Ipab, che per ragioni non meglio specificate tardava a mettere la firma decisiva per la locazione. Sulla questione Simone Foglio, Capogruppo Pdl Municipio XI, aveva espresso forti perplessità, rinnovando le critiche all’azione della precedente Amministrazione regionale: “In cinque anni dalla Giunta Marrazzo non è stata mantenuta alcuna promessa sulla qualità della vita e dei servizi, emblematica è la vicenda del poliambulatorio chiesto a p.za Caduti della Montagnola con una raccolta firme a cui era seguito l’impegno da parte dell’Asl Roma C a costruire un poliambulatorio dove ora si trova un deposito AMA, ma a cui è seguito un nulla di fatto”. Tuttavia Foglio, auspicando un cambio di direzione della Presidente Polverini in materia di Sanità, chiude sulla vicenda del trasferimento dei servizi: “Se all’Ipab vengono assicurati servizi migliori, più efficaci e vicini ai cittadini, non possiamo che essere contenti”. Per fortuna, anche in seguito alle sollecitazioni del Municipio XI e alle proteste delle associazioni territoriali (Cittadinanza Attiva, Tribunale del Malato e altre) si è giunti ad un accordo e la firma è stata garantita. Ad assicurarlo è Elisabetta Paccapelo, Direttore Sanitario dell’Asl Rm C,  che si dichiara soddisfatta per la riuscita dell’accordo e aggiunge: “Ci sono stati messi a disposizione i locali, già pronti e funzionanti e su cui si interverrà solo con un’affrescatura, entro un mese tutti i lavori saranno ultimati”. Il canone d’affitto stabilito è di 14.000 euro mensili, per una spesa annua di 168.000 euro (a fronte dei 220.000 euro pagati per p.za Pecile). Bertolini chiarisce che ad essere trasferiti saranno il CAD, il CIM e il Centro per l’Autismo, e che il Municipio XI sottoscrive la decisione dell’Asl Rm C di voler trasferire il TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva), attualmente operante a via Leonardo da Vinci, una struttura dove assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri e altre figure professionali concorrono ad affrontare gli handicap della fascia di età 0-18 anni. Il Delegato alla Sanità fa notare come questo spostamento consentirebbe da un lato di offrire al TSMRRE una struttura migliore e dall’altro di poter posizionare a via Da Vinci i servizi amministrativi per il pubblico (esenzione ticket, scelta e revoca del medico, assistenza agli stranieri) garantendo una diffusione territoriale più vicina alle esigenze dei cittadini. Su questo fronte però si è aperto un dibattito che vede una pluralità di voci che esprimono, a seconda dei casi, consenso o perplessità. Caterina Desiderio, coordinatrice di Cittadinanza Attiva, è favorevole allo spostamento, ben convinta che le strutture messe a disposizione dal San Michele siano tanto gradevoli all’aspetto quanto funzionali: “I locali sono tutti affrescati per bambini, ci sono molti bagni e una palestra. La struttura di via Da Vinci è carente e sarebbe da ristrutturare, ora invece c’è l’opportunità di avere dei locali praticamente nuovi, il cui unico limite potrebbe essere quello di trovarsi al secondo piano”. Quattro lavoratori hanno invece manifestato la volontà di non trasferirsi perché non ritengono idonei gli spazi dell’Ipab: Franco Ganini, Responsabile Sanità Territoriale della Cgil, fa notare come “il problema non sia dei dipendenti ma prima ancora delle famiglie: la struttura che ha operato fino ad ora, e che ospita 90 pazienti, ha i requisiti giusti per accoglierli e curarli, mentre all’ Ipab verrebbero riservati spazi angusti, non pensati per l’attività che svolge il TSMREE”. A suscitare disaccordo è anche la collocazione della struttura: “Ora la zona in cui si trova è circondata da scuole, ben collegata e al centro del quartiere, offre possibilità di parcheggio mentre con il trasferimento presso l’Ipab ci si dovrebbe spostare al di là della Cristoforo Colombo, una zona che non ha questi requisiti, motivo per cui le famiglie sono contrarie”. Sulla questione Paccapelo esprime una valutazione opposta e senza mezzi termini: “I locali dell’Ipab sono molto più confortevoli, i disagi sono superabili con facilità, la struttura è predisposta all’accoglienza dei disabili e al suo interno ci sono ascensori che possono agevolmente condurre i pazienti al secondo piano. Bisogna ragionare nel benessere comune, evitando particolarismi che hanno come unico risultato quello di penalizzare chi ha necessità di questi servizi”. Questa la temperie che accompagna le decisioni della Sanità, tra passi in avanti e un passato di cui tener conto per agire con razionalità e coscienza. In ogni caso quello che viene fuori della Sanità territoriale, limitandoci al solo Municipio XI, è un ritratto avvilente, fatto di ospedali in continua emergenza e penuria di mezzi, strutture vecchie se non fatiscenti, tempi biblici e di interventi tardivi da parte della politica, che si rivela il più delle volte incapace di elaborare progetti a lungo termine, che davvero sappiano incidere sulla vita dei cittadini. Intanto, sul fronte regionale, si continuano a nominare altri dirigenti sanitari e a indire concorsi e gare d’appalto, si scoprono stipendi maggiorati ed emolumenti non dovuti (vedi il caso dell’Agenzia Sanità Pubblica Laziosanità) mentre continuano a mancare servizi indispensabili e ospedali come il Cto sono ostaggio di continue minacce di chiusura. Questa la sanità del XXI secolo, questa la sanità della capitale d’Italia.

Stefano Cangiano