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Sgomberato un Centro Anziani ad Ostiense

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Gli anziani che occupavano i locali dalla metà degli anni ’90, si sono visti porre i sigilli dall’ufficiale giudiziario, senza aver avuto nessuna comunicazione in merito

Giovedì 13 settembre, ma purtroppo riceviamo la notizia solo ora, è stato sgomberato il Centro Anziani di Via del Gazometro. I frequentatori abituali di questo ex circolo del Psi si sono visti cambiare la serratura da parte dell’Ater (proprietaria dei locali) senza alcuna comunicazione preventiva. “Noi ci occupiamo di questo posto da quasi vent’anni – spiegano i concitati frequentatori del centro – abbiamo sempre pagato le utenze all’Ater e anche gli arretrati del Psi”. Una decisione che sembra inspiegabile quella dell’ente, che da domani da agli anziani una settimana di tempo per sgombrare i locali: “Eh si! Viviamo proprio in un mondo alla rovescia – dichiara in una nota il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci – Mentre in Regione ormai si sta perdendo il conto di quanti soldi pubblici sono stati distratti in favore dei partiti, l’Azienda Regionale per l’Edilizia Residenziale Pubblica (ATER) fa sgomberare un luogo di ritrovo per Anziani di via del Gazometro all’Ostiense”. Il locale era stato lasciato in stato di abbandono dopo gli eventi che investirono il Psi. Nessuno si era mai curato di pagare il canone di affitto “quando intorno alla metà degli anni ’90 – continua Catarci – un gruppo di cittadini lo ha restituito ad un uso pubblico, rimettendo in piedi la struttura e pagando regolarmente pigione e utenze”. Lo sconcerto degli anziani della zona non ha mancato di tramutarsi in indignazione: “Potevano avvertirci, potevamo trovare una soluzione – continuano i rappresentanti del centro – noi abbiamo investito i nostri soldi in questa struttura, pensavamo anche di installare un montascale per permettere ai frequentatori con disabilità di accedere più facilmente”. Il centro conta ad oggi una sessantina di frequentatori abituali che, oltre a giocare a carte e a passare il tempo in compagnia, non disdegnano opere di beneficienza come donazioni o adozioni a distanza. “In un momento in cui già le persone più deboli sono sottoposte ad un vero e proprio massacro sociale – conclude Catarci – l’ATER decide di cancellare uno spazio associativo e ricreativo vitale per la cittadinanza. Tra le innumerevoli irregolarità riscontrabili nella gestione del Patrimonio immobiliare pubblico proprio su una situazione del genere ci si doveva accanire?”. Nei prossimi giorni si potrà capire se l’Ater ha intenzione di trattare con gli anziani, oppure se un centro di ritrovo verrà messo all’asta, infischiandosene dei beni comuni all’insegna dell’interesse privato.

 

Leonardo Mancini