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Speculazioni edilizie nel Municipio XI: una brutta, vecchia storia

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Dopo il corteo del 16 febbraio, ripercorriamo le criticità del territorio fra nuovi progetti e vecchi scheletri.

(tratto da Urlo – la scena di Roma Sud di marzo 2013, n. 103)

MUNICIPIO XI – Nel pomeriggio di sabato 16 febbraio è stato organizzato un corteo, animato in larghissima parte dai movimenti di lotta per la casa, per protestare contro le speculazioni edilizie presenti nel quartiere San Paolo. Dall’ex deposito dell’Atac in via Alessandro Severo, ad oggi adibito a deposito dei cassonetti dell’Ama, fino alla ex-Fiera di Roma e a piazza dei Navigatori, il corteo ha toccato idealmente anche le problematiche del Pup di via Leonardo da Vinci, del Cto ancora in agitazione e dell’hotel mai ultimato in via Giustiniano Imperatore. “Tutte vicende che non sono iniziate ora – spiega Paola Angelucci, Capogruppo Sel al Municipio XI – Non facciamo sconti a nessuno. L’edilizia privata può anche esserci ma bisogna pretendere dei servizi in cambio. Un servizio pubblico per ogni mattone”.

La manifestazione è stata organizzata grazie ad un appello online dalla Presidenza del Municipio XI. Tra le firme presenti, oltre a numerose realtà territoriali, si notano quelle di quattro candidati per la carica di Sindaco: Gemma Azuni, Luigi Nieri, David Sassoli e Sandro Medici. “Le firme dei cittadini del quartiere e dei comitati sono importanti, manifestano la partecipazione della popolazione – spiega Catarci – ma quelle dei candidati segnano l’impegno a mettere fine alle speculazioni”. Sull’albergo in via Giustiniano, tappa molto sentita tra i partecipanti al corteo, sono stati anche appesi striscioni contro questa struttura lasciata al degrado: “L’albergo di Acquamarcia-Caltagirone rappresenta e lega le realtà che sono confluite in questo corteo – spiega Catarci mentre assistiamo allo srotolamento degli striscioni – Inserito nel piano di riqualificazione di piazza dei Navigatori potrebbe facilmente essere riconvertito in unità abitative per dare una risposta al territorio”. Si trova in accordo con l’interpretazione del Presidente anche il Consigliere del Municipio XI, Massimo Cartella: “La decisione sulla realizzazione di quest’opera non si può addurre alla giunta Alemanno, è inserita nell’accordo di progetto per piazza dei Navigatori deciso da Veltroni. Le colpe dell’attuale amministrazione – seguita – stanno nel non essere riusciti a sbloccare la situazione. Tenere una struttura di questo tipo in stato di abbandono non è più ammissibile”. Le colpe della precedente amministrazione vengono evocate anche dal Capogruppo Pdl Simone Foglio, pur con una differente interpretazione sulle responsabilità attuali: “Gli accordi in questione sono stati stipulati dalla giunta Veltroni con l’avallo del centro-sinistra municipale. Sono stati fallimentari e ne paga il prezzo la comunità del quartiere che ha dovuto subire prima i lavori di costruzione e ora questa struttura inutilizzata. La colpa – dichiara Foglio – è degli organi municipali che non hanno vigilato a dovere”.

Sul piano per piazza dei Navigatori, sul recente affitto di alcuni locali del nuovo polo alla Confcommercio e sulle opere pubbliche mai realizzate, ha riferito in una nota Catarci: “Non solo da parte della proprietà (Acquamarcia-Caltigirone) non sono state realizzate le opere pubbliche previste nell’accordo, ma l’attuale utilizzo avviene in mancanza del Certificato di agibilità, il cui diniego – continua il Presidente – è stato confermato da una sentenza del Consiglio di Stato del luglio 2012”. Lo scorso dicembre il Municipio XI si era rivolto alla Commissione Trasparenza, Controllo e Garanzia di Roma Capitale per chiedere di verificare le irregolarità: “Ancora non se n’è fatto nulla – racconta Catarci – Dopo la denuncia del Municipio arriva quella dei comitati, che diffidano Alemanno”. La composizione del corteo ha però aperto delle polemiche, soprattutto da parte dell’opposizione municipale: “Questo corteo è stata l’ennesima strumentalizzazione portata avanti da una certa parte della sinistra che, fra gli interessi che ha, non ci sono quelli del quartiere – dichiara il Consigliere Pdl al Municipio XI, Andrea Baccarelli – Sulla Fiera di Roma è giunto il momento di mettere fine alle strumentalizzazioni e alle polemiche per aprire una nuova fase e dare il via alla riqualificazione. Se serve il piano casa per riqualificare la Fiera di Roma, ben venga il piano casa”. La necessità di una riqualificazione è stata ribadita anche dal Capogruppo Foglio, sottolineando ancora che “le cubature della ex Fiera di Roma erano state avallate dal centro-sinistra municipale sotto la giunta Veltroni. Arrivato Alemanno, quando sono sorti i comitati, il Municipio ha deciso di diminuire le cubature. Nemmeno a noi piace tutto questo cemento – conclude Foglio – ma sarebbe ipocrita criticare delle cubature avallate per finanziare la nuova Fiera di Roma, diminuirle significherebbe far chiudere il nuovo polo fieristico”. Di tutt’altro avviso è il Presidente Catarci, che replica: “Il Municipio, i movimenti per il diritto all’abitare, le associazioni e i comitati di cittadini vogliono ribadire che Roma deve contrastare la crisi e riprendere a crescere puntando sul riuso e la riqualificazione del proprio immenso patrimonio. L’obiettivo – spiega – è quello di salvare questa struttura da una speculazione che non serve a nessuno”.

Leonardo Mancini

 

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