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Teatro Palladium: il ‘rilancio’ marginalizza Romaeuropa

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L’accordo raggiunto non coinvolge la fondazione che da 10 anni si occupa del teatro

#LAVERSIONEDIROMAEUROPA – Una stagione quella del 2013 che ha visto un totale di 34.283 presenze, con 33 spettacoli, 163 repliche e ben 234 giorni di attività. In più appuntamenti in streaming, collaborazioni con il canale SkyArteHD e un trend di fondi stanziati da Roma Capitale via via in riduzione. Si parte infatti dai 400.000 euro del 2012, passando per i 200.000 del 2013 (più 100.000 euro da parte della Provincia) e l’assenza totale di fondi per la nuova stagione. Questa la presentazione che la Fondazione Roma Europa fa del suo operato all’interno del teatro Palladium nella conferenza stampa indetta per il 7 febbraio in cui è stata chiarita ‘#laversionediromaeuropa’. “Abbiamo sentito l’esigenza di incontrare la stampa, gli artisti, gli operatori e il pubblico per chiarire la difficile situazione che ci ha coinvolto dal luglio 2013 al febbraio 2014 – spiega la nota della Fondazione – L’assenza di un dialogo chiaro e continuo con l’Assessorato alla cultura del Comune di Roma ha creato confusione e incomprensioni inutili anche con Università Roma Tre dopo dieci anni di collaborazione felice e un dialogo in corso con il nuovo rettore. I tagli comunali ai finanziamenti della Fondazione per il 2013 – spiega Romaeuropa – definiti solo a novembre con tutte le nostre attività già svolte e la cancellazione degli stessi finanziamenti per l’attività Palladium 2014, non ci permettono più di proseguire la collaborazione con l’Università Roma Tre al teatro Palladium”. L’impegno preso dalle istituzioni avrebbe quindi colto di sorpresa la Fondazione: “Di fatto le scelte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma penalizzano gravemente la Fondazione Romaeuropa, cancellano dieci anni di progetto artistico al Palladium – concludono – ci chiediamo in nome di quale politica culturale avvengano le scelte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma”.

 

IL PRIMO ANNUNCIO – Il 17 dicembre scorso il CDA della Fondazione Romaeuropa in una nota annunciava il taglio degli appuntamenti in programma per la stagione 2014 del teatro Palladium alla Garbatella: “Al seguito dei tagli economici ricevuti nel mese di novembre e dell’incertezza relativa ai finanziamenti pubblici locali per il 2014, conferma la decisione di cancellare la sua stagione 2014 del Teatro Palladium”. La Fondazione aggiungeva il mantenimento in calendario dello spettacolo di Emma Dante ‘Le sorelle Macaluso’ (un grande successo di pubblico), le due collaborazioni con il Teatro di Roma: ‘Il ritorno a casa’ regia di Peter Stein, dal 14 al 26 gennaio, e ‘Journal d’un corps’ di Daniel Pennac, dal 19 al 23 marzo, nonché gli spettacoli del Romaeuropa Festival 2014 dal 22 settembre al 30 novembre.

L’IMPEGNO – al rilancio (termine molto criticato a causa della grande affluenza che il Palladium ha visto negli ultimi anni) è stato condiviso in una riunione del 30 gennaio scorso fra il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, l’assessore alla cultura di Roma Capitale Flavia Barca e il Rettore dell’Università di roma Tre Mario Panizza. Il futuro del teatro, che passerebbe attraverso i fondi europei legati alla formazione, è stato spiegato in una nota: “Il Palladium può diventare il luogo ideale per il progetto di formazione legato alle professionalità del mondo del teatro su cui la Regione sta lavorando da tempo e su cui è stato previsto un congruo stanziamento di risorse”. Molte le reazioni a questo impegno, in primis il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha parlato di volontà unanime: “che garantisce al Palladium un futuro di polo culturale e di formazione all’avanguardia”. Aggiunge poi l’assessore regionale alla Cultura, Lidia Ravera: “Un teatro che fa ricerca, che dà spazio ai nuovi talenti, ai nuovi linguaggi, alla sperimentazione. Un teatro storicamente legato all’Università, dove i giovani possono misurarsi con l’espressione artistica – seguita Ravera – Abbiamo scongiurato il rischio chiusura. Adesso sta a tutti noi, difenderlo, sostenerlo, contribuire a farlo vivere”. Anche dall’amministrazione Capitolina, con l’assessore, Flavia Barca, si parla di rilancio: “l’impegno per la cultura continua nella direzione di favorire una programmazione di alta qualità e la crescita dei giovani talenti della città – continua – L’accordo di oggi è un segnale importante , mette al centro la cultura come motore di cambiamento attraverso la valorizzazione di spazi nei quali favorire l’incontro, la produzione, la formazione e la contaminazione culturale”. Il Municipio VIII ha ripreso la notizia di questo impegno, rilevando come la compartecipazione delle istituzioni possa portare al raggiungimento di importanti obiettivi comuni: “Con l’obiettivo di affiancare all’attività artistica un progetto di formazione sulle professionalità del teatro – spiega il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – la Regione ha previsto un ‘congruo investimento’ per il prestigioso spazio e, insieme alle altre Istituzioni, si è impegnata a garantire la continuità delle attività, messa a rischio dalla riduzione dei finanziamenti alla Fondazione Romaeuropa, a cui va un pensiero particolare per l’ottimo lavoro di questi anni”. Lo stesso giorno però, a raffeddare i sensazionalismi, ci pensa proprio la Fondazione Roma Europa che, in una nota, oltre a rilevare la sua esclusione dal tavolo di lavoro, augura buona fortuna per il rilancio della struttura: “Avendo appreso dalle Agenzie le decisioni riguardanti lo sviluppo e il rilancio del Palladium, Fondazione Romaeuropa è felice di augurare alla struttura di cui ha curato gli ultimi dieci anni di attività, un orgoglioso futuro come centro di formazione alle professionalità del mondo del teatro (secondo quanto finora riferito) – conclude la nota – la Fondazione non è stata coinvolta in tale progetto, e riconferma, nonostante il successo degli spettacoli di Peter Stein ed Emma Dante, la sospensione della sua stagione 2014 per le cause fino ad oggi divulgate”.

LA PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE – Monique Veaute, ha quindi voluto quindi convocare stampa, operatori e artisti per spiegare i fatti dal punto di vista di Romaeuropa: “Racconteremo la nostra versione dei fatti, quello che noi abbiamo vissuto; la nostra fiducia nelle istituzioni e la ricerca di dialogo che ha incontrato indifferenza e ostilità; la nostra preoccupazione per gli artisti di cui abbiamo dovuto cancellare gli spettacoli e per i lavoratori che non avranno il contratto rinnovato – seguita Monique Veaute – Cose che, nonostante tutto, non hanno suscitato alcuna reazione. È per noi pratica normale condividere progetti e programmi con i nostri partner per un arricchimento della proposta artistica e della cultura”. Una nota dolente secondo la Presidente, riguarda il difficile rapporto con Roma Capitale: “Lo sfuggente dialogo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma sul finanziamento non solo del 2013 ma del 2014 non ci ha permesso di confermare l’impegno della Fondazione sulla stagione 2014 al teatro Palladium. L’abbiamo detto e ripetuto a tutti da ottobre. Abbiamo accettato tagli con la consapevolezza della crisi e delle difficoltà. Abbiamo aspettato fino alla settimana scorsa un segnale. La risposta è arrivata la settimana scorsa attraverso la stampa che ci comunicava che per il Palladium esisteva una nuova idea e noi non eravamo coinvolti e neppure citati”.

DAL MUNICIPIO VIII – Il Presidente Andrea Catarci, ricostruisce i fatti delle ultime settimane parlando di incertezza assoluta nei finanziamenti, la cancellazione della stagione teatrale e il rapporto con Roma Tre: “Cui il Municipio chiede garanzie sul futuro della struttura,volendo che resti la vocazione artistica e culturale insieme all’intreccio tra territorio e mondo, tra esperienze emergenti e nomi di richiamo che lo stesso Municipio ha contribuito a promuovere”. Catarci non manca di rivolgersi a quelli che definisce i ‘finanziatori storici’, gli assessorati alla Cultura della Regione e del Comune: “È a questo punto morto che si materializza un intervento economico della Regione Lazio, sollecitato e voluto da Roma Tre, possibile attingendo a fondi europei qualora si aggiungano interventi formativi all’aspetto culturale – seguita il Presidente, rilevando in questa nuova funzione un miglioramento dell’offerta del polo teatrale – In questo senso l’idea della scuola delle professioni teatrali non sostituisce né risolve il tema dell’indirizzo artistico del teatro, casomai aggiunge una opportunità per i giovani artisti”. Conclude poi rivolgendosi agli scontenti e ai detrattori dell’iniziativa, passando la palla pronto ad ascoltare nuove proposte: “Se c’è un altro progetto ed altri modi per reperire le risorse necessarie, si illustrino tutte e due le cose e si convinca Roma Tre circa la realizzabilità. In fondo le domande fondamentali sono due – annuncia Catarci – cosa intende fare del Palladium l’Università Roma Tre, cioè il legittimo proprietario? Cosa intendono dare le Istituzioni locali, Roma Capitale in testa, a supporto di RomaEuropa? Tutti i complottistisarebbero serviti se a queste semplicissime domande seguissero le risposte”. E proprio queste si attendono.

Leonardo Mancini