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Telecamere in via Gozzi: la sicurezza è questione di percezione

Con l’arrivo a San Paolo dei fondi per la videosorveglianza, si riapre il dibattito sulla sicurezza

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gozzi dopo potature 2016

Tratto da Urlo n.153 gennaio 2018

SAN PAOLO – Anche per il Municipio VIII, come su altri territori della Capitale, è arrivata l’assegnazione dei fondi regionali relativi al bando “Sistemi di videosorveglianza, acquisizione e gestione delle informazioni, riqualificazione aree degradate”. Al momento della scadenza dell’avviso, il 15 settembre scorso, non erano mancate le polemiche sulla partecipazione da parte del Campidoglio, ma i 50mila euro assegnati al Municipio VIII non possono che essere salutati con favore. Questi fondi verranno utilizzati per l’installazione di un sistema di videosorveglianza in via Gaspare Gozzi, nel quartiere di San Paolo. La strada che costeggia i binari della metro, in prossimità della stazione, sarà quindi videosorvegliata, per far fronte alle molte criticità segnalate nel tempo dai residenti della zona. Questa via infatti, nonostante sia nel cuore del quartiere e venga quotidianamente percorsa da tantissimi cittadini, la sera viene considerata “terra di nessuno”. In più occasioni via Gozzi è stata definita una delle strade più degradate del quadrante e da sempre i cittadini della zona segnalano situazioni di abbandono indiscriminato di rifiuti e atti vandalici, soprattutto nei confronti delle panchine, dei cestini e dei muri dei palazzi. La strettissima area verde che la costeggia in tutta la sua lunghezza, inoltre, è stata spesso oggetto di micro discariche, con il rinvenimento di mobilio, materassi e materiali di risulta. Non sono mancati nemmeno gli insediamenti di fortuna, approntati tra le siepi da alcuni senza fissa dimora.

LE TELECAMERE IN VIA GOZZI – Con l’assegnazione di questi fondi si apre un nuovo capitolo, nel quale si dovrà vigilare sull’installazione e sui possibili benefici che le telecamere porteranno al quadrante. Dal M5S municipale la notizia è stata salutata con favore attraverso i social: “Il Municipio si è aggiudicato questo finanziamento arrivando 6° in graduatoria, per un importo complessivo richiesto pari a 50mila euro – si legge in un post – Il focus del progetto presentato era il contrasto al degrado della via, con particolare attenzione alla Stazione San Paolo. Esempio di collaborazione e interazione virtuosa tra Regione e Municipio/Comune”. Quella contro il degrado di via Gozzi è una battaglia che è stata fatta propria dal CdQ Insieme per San Paolo. Nel tempo il comitato ha effettuato numerosissime segnalazioni, incontrando anche i referenti territoriali dei vari enti coinvolti nella gestione dell’area. La notizia dell’ottenimento dei fondi per il sistema di videosorveglianza è stata quindi accolta con soddisfazione dagli esponenti del Comitato: “Come CdQ vogliamo ringraziare quanti hanno prestato attenzione alle nostre richieste e si sono impegnati per la realizzazione di questa importante iniziativa volta al contrasto del degrado e soprattutto a garantire maggior sicurezza della zona”.

LA PERCEZIONE DI SICUREZZA – La partecipazione al bando e l’ottenimento di fondi con questo progetto ha però riaperto un dibattito mai veramente sopito all’interno del territorio municipale: quello sulla reale percezione della sicurezza da parte della cittadinanza. Se infatti da un lato l’installazione delle telecamere viene vista con favore, dall’altro si sottolinea come questo sia soltanto un pezzo del puzzle che compone le misure per incrementare la sicurezza dei residenti. L’ex Minisindaco e Consigliere in Municipio VIII, Andrea Catarci, ha infatti ricordato come con la stessa tipologia di bando in passato si finanziò un intervento di segno del tutto diverso: “Alcuni esponenti municipali del M5S annunciano trionfali di aver ottenuto 50mila euro di finanziamento dal bando regionale sulla sicurezza, con cui hanno deciso di installare le telecamere – scrive Catarci – Ma bisogna pensare che il giardino con entrata da via Villa di Lucina all’angolo di via Alessandro Severo, quello con skate park, teleferica, campo polivalente e ping pong libero, che da anni è un punto di riferimento per diverse generazioni di ragazze e ragazzi, è stato fatto con lo stesso bando”. L’intervento richiamato è quello della cosiddetta “buca di via Galba”, frutto della progettazione partecipata con gli alunni della vicina scuola Severo. In quel frangente, per riqualificare un’area in disuso e fortemente degradata, ci si avvalse dei fondi del bando regionale, assieme alla partecipazione dei privati che successivamente hanno ricostituito il vicino campo da softball.

UNA PARTE DELLA SOLUZIONE – Quindi anche ridare funzioni agli spazi, oltre che migliorarne la sorveglianza, è certamente una delle attività da mettere in campo: “Le telecamere possono essere un buon sistema per migliorare il controllo del territorio, anche in supporto al lavoro delle Forze dell’Ordine, ma non può essere l’unico strumento utile ad aumentare la percezione della sicurezza da parte dei cittadini – ha commentato il Vicesegretario municipale del Pd, Luca Gasperini, già delegato alla sicurezza nella precedente consiliatura – Si deve puntare a diminuire il degrado di alcune aree, anche attraverso l’aumento dell’illuminazione pubblica, per esempio. Sono questi fattori ad essere un vero deterrente”. Interventi combinati e strutturati quindi, che vengano progettati e programmati con l’idea di ridare sicurezza all’intero territorio: “Le telecamere da questo punto di vista sono solo una parte della soluzione del problema – aggiunge Gasperini – Inoltre bisognerà capire in che modo questi 50mila euro verranno spesi, e di quanti impianti parliamo”.

LA REPLICABILITÀ – Dalle opposizioni in Municipio VIII la reazione a questo intervento è di per sé fredda. Se da un lato non si può negare l’utilità di questo sistema, dall’altro si punta il dito contro le difficoltà, soprattutto economiche, di replicarlo in altre aree che avrebbero bisogno di maggiore tutela e sorveglianza. L’esempio citato dal Vicecoordinatore romano ed esponente locale di Fi, Simone Foglio, è quello del sovrappasso ferroviario di piazza Vallauri, alla Garbatella. La struttura, rimasta in uso nonostante la chiusura della vecchia stazione della metro, è un collegamento pedonale con l’Ostiense, utilizzato anche durante le ore notturne per raggiungere i molti locali nella zona di via Libetta. Il sovrappasso era stato interessato in passato da un progetto di riqualificazione contenente anche un sistema di videosorveglianza, oltre alla chiusura notturna. Progetto poi naufragato facendo ricadere il passaggio pedonale nel degrado. “Le telecamere – spiega Foglio – possono essere un primo passo in direzione di un maggiore controllo del territorio. Ma non possiamo immaginare che tutte le nostre strade siano presidiate in questo modo e la vicenda del sovrappasso di piazza Vallauri ne è la riprova. Quello che veramente serve è rinsaldare la logica del vivere civile e della sicurezza. In un territorio abbandonato politicamente, dove non c’è una guida e chi si dovrebbe prodigare per i cittadini è affaccendato in altro, non si può che salutare con amarezza un intervento che se fosse stato accompagnato da politiche territoriali strutturate avrebbe costituito un primo passo importante. Senza la possibilità di replicarlo è solo uno spot elettorale”.

Leonardo Mancini