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Tempo pieno alle elementari: tagli per 68 classi della provincia romana?

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Sarebbero circa 3800 i bambini coinvolti. Il Direttore Generale per il Personale Scolastico: “È stato un errore”.

Oltre 150.000 bambini di prima elementare restano fuori dal tempo pieno e fioccano le proteste dei genitori. Ma il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha affermato: “Aumenta il tempo pieno nella scuola italiana: nel prossimo anno scolastico saranno attivate 782 classi a tempo pieno in più, per un totale di 37.275 classi. E per il secondo anno consecutivo aumentano gli alunni che potranno usufruire di questo quadro orario”. In effetti, come sostiene il Ministro, le classi a tempo pieno cresceranno, ma le prime in moltissime realtà sono in netto calo.
A Roma, le famiglie deluse saranno quasi 4.000. Nella Capitale la protesta è partita dalle scuole che hanno visto tagliare le prime a tempo pieno: 4, anziché 6 al Principe di Piemonte (Ostiense) e alla Leonardo da Vinci (San Paolo). Nei giorni passati, nel Circolo didattico 49° del Municipio XI, è andata in atto una protesta pacifica ma determinata da parte di genitori ed insegnanti contro la decisione presa dall’ex Provveditorato agli studi, di tagliare ben 2 classi a tempo pieno per l’anno scolastico 2010/2011. Infatti, in seguito alla richiesta fatta dal Dirigente, in base alle domande presentate dai nuovi iscritti, di 6 classi a tempo pieno, una in più rispetto all’anno passato, si è visto concedere solo 4 classi, cioè addirittura una in meno rispetto allo scorso anno. Il problema non è circoscritto al 49° circolo, nella provincia di Roma saranno 68 le classi escluse dal tempo pieno: “Evidentemente i tagli del Ministro Gelmini stanno iniziando a dare i loro frutti, negando a circa 40 bambini del nostro municipio il diritto di usufruire del tempo pieno – sostiene Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI – Una cosa inaccettabile, è in corso una vera e propria demolizione della scuola pubblica, una delle costruzioni civili della Repubblica”. Il Comitato genitori ha esteso la sua protesta fin sotto all’Usp (Ufficio scolastico provinciale) chiedendo un incontro per cercare di trovare una soluzione e per capire come poter uscire da questa tragica situazione che va a colpire coloro i quali sono il futuro della nostra società, ma finora non vi è stata nessuna risposta, come se si volesse evitare il confronto diretto. Dopo la comunicazione degli organici relativi al prossimo anno, la protesta si è allargata in quasi tutte le città italiane: Torino, Napoli, Bari, Palermo.
Una situazione che avevamo già anticipato nell’ottobre del 2008 con la dichiarazione di Nicola Cefali, Assessore alle Politiche Scolastiche Municipio XI, che affermava: “La riduzione del tempo scuola a 24 ore settimanali non è un’operazione dettata da esigenze pedagogiche: il progetto del Governo aggredisce la scuola italiana”. Oggi l’Assessore ha ribadito: “L’articolo 64 della legge 133/2008 parla di una migliore qualificazione dei servizi scolastici, ma questo lo si vuole realizzare non facendo arrivare soldi per il funzionamento della scuola e distribuendo poche migliaia di euro per le supplenze, mentre i progetti dell’offerta formativa dovranno essere a costo zero. Investire nella conoscenza è l’unica possibilità per un paese di uscire dalla crisi e la frequenza di una scuola pubblica di qualità rimane l’unica garanzia di successo nella vita”. Il 20 maggio 2010  Luciano Chiappetta, Direttore Generale Statale per il Personale Scolastico, ha accettato di incontrarsi con i rappresentanti del Coordinamento Permanente delle Scuole di Roma e ha ammesso pubblicamente che l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ed il sottoposto Ufficio Territoriale di Roma hanno fatto un errore nel tagliare le 68 classi a tempo pieno nella provincia di Roma. A fronte di tale abuso il Dr. Chiappetta si è impegnato a contattare tutti i dirigenti scolastici che hanno subito le riduzioni per informarli ufficialmente che tali classi saranno ripristinate nell’organo di fatto. “Spero davvero che si tratti di un errore – ha concluso Catarci – Sono e sarò al fianco di genitori, bambini e maestre per ricordare che il futuro dei nostri figli è prezioso e come tale va tutelato”.

Arianna Adamo