Home Rubriche Go Green

Tenuta di Tor Marancia: nei prossimi mesi la ripresa dei lavori

Dopo il dissequestro dell’area si torna a parlare del progetto e di tempistiche

SHARE

TENUTA DI TOR MARANCIA – Sul fronte della Tenuta di Tor Marancia qualcosa sembra muoversi. Una conferenza in Municipio VIII, organizzata dall’ormai ex Pd municipale, e una Commissione Capitolina Ambiente, congiunta con Urbanistica, hanno dato il senso della prossima ripresa degli interventi. I circa 200 ettari (compresi tra via di Grotta Perfetta, via Sartorio e via Ardeatina), che dovrebbero diventare il più grande parco pubblico della Capitale (finanziato dai privati), sono stati dissequestrati nel luglio scorso (dopo che il Corpo della Forestale aveva sequestrato l’area nel novembre 2013, dopo pochi mesi dall’inizio dei lavori di aprile 2013). Il PM che ha disposto il dissequestro ha parlato della necessità della ripresa e del completamento delle opere di attrezzaggio, che rispondono a un interesse pubblico.

LE ZONE DEL PARCO – Il progetto suddivide la tenuta in vari ambiti di attuazione, ognuno con delle caratteristiche peculiari. La prima zona (AFA1) comprende la porzione alle spalle di piazza Lante. Al fianco della cabina primaria di ACEA è stata immaginata un’area cani, da utilizzare anche come zona temporanea di cantiere per gli eventuali lavori di incapsulamento che i cittadini della zona attendono da tempo. Per questo settore del parco nel 2016 è stata chiesta una variante e l’ok definitivo dovrebbe arrivare a maggio. L’AFA2, in corrispondenza di viale Londra, nel 2013 ha subito uno stop per il ritrovamento di importanti reperti archeologici. È stata chiesta una variante per valorizzarli (tempo dell’iter: 1 anno) e solo nel giugno del 2016 sono arrivati i permessi a costruire. I lavori sono ripartiti ad ottobre e probabilmente a metà aprile saranno completati con l’installazione degli arredi. La terza zona (AFA3), con ingresso in via di Grotta Perfetta angolo via Vittore Carpaccio, è quella che ha subito il sequestro e al momento si aspetta l’ok del Comune a una variante presentata prima del 2013. Molto diversa la situazione dei casali all’interno della Tenuta: per queste strutture la Conferenza di Servizi sarebbe ancora aperta e persisterebbero delle difficoltà amministrative.

IL TEMPO PERSO – La maggior parte delle informazioni sull’andamento degli interventi arrivano direttamente dall’Architetto Marco Stickner, progettista della Tenuta, intervenuto nella conferenza organizzata dall’ex Pd municipale. “Oggi, dopo tre anni dall’inizio dei lavori, siamo ancora a guardare un progetto su delle slide – dichiarava in quell’occasione l’ex Consigliera municipale dem, Antonella Melito – Ci aspettiamo di riparlarne al più presto passeggiandoci sopra. Dobbiamo lavorare per riscattare l’area e arrivare alla definitiva apertura”. Anche l’intervento della ex Capogruppo del Pd Anna Rita Marocchi si concentrava sul “tempo perso” fino a quel momento: “Dobbiamo fare un patto per concludere questo intervento, perché se è pur vero che non sono stati spesi soldi pubblici, è stato comunque sprecato tanto tempo”.

LA FUTURA GESTIONE – Tra le questioni più delicate, che già preoccupavano il Dipartimento Ambiente durante l’Amministrazione Marino, c’è la futura gestione delle aree. A ritornare su questo tema è stata la Presidente dell’Ente Parco dell’Appia Antica, la Dottoressa Alma Rossi: “Chi gestirà l’area? Questo è un pezzo di campagna romana, si dovranno prevedere delle attività agricole assieme alla multifunzionalità delle strutture. Mentre per le aree di margine la gestione dovrà essere in capo all’Amministrazione comunale, così come deciso in Conferenza di Servizi”. Una risposta in tal senso arriva dal Presidente della Commissione capitolina Ambiente, Daniele Diaco: “Per questo progetto saranno stanziati circa 11 milioni di euro, di cui 600.000 saranno impiegati per la futura manutenzione – spiega al margine dell’incontro – Alla luce della frammentazione delle competenze tra Comune e Roma Natura, auspichiamo che quest’ultima deleghi tutte le competenze a Roma Capitale, al fine di aver in futuro una gestione omogenea e più efficiente. È nostra intenzione – conclude Diaco – creare un valido piano di gestione che sopperisca all’insufficienza dei fondi disponibili restituendo il parco alla cittadinanza al più presto”.

Leonardo Mancini