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Tor Marancia: nessuna risposta sul futuro della centrale Acea

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Sembra fermo l’iter per la copertura, intanto il Comitato promette nuove manifestazioni

LA STORIA – Tra il maggio e il giugno dello scorso anno la Commissione Ambiente di Roma Capitale, in due differenti sedute, è tornata ad occuparsi della Centrale elettrica di piazza Lante nel quartiere di Tor Marancia. Attiva dal 1982, è da sempre osteggiata dai residenti per rumori e ipotesi di danni alla salute, nonostante l’impianto operi nei termini di legge. In passato Acea aveva presentato un piano di interramento sul quale, dopo il consenso dell’ex Amministrazione Alemanno, arrivò uno stop dalla Sovrintendenza perché l’operazione interessava una parte del Parco di Tor Marancia. È stato quindi chiesto un nuovo progetto ad Acea che ha accolto la proposta di ridimensionamento, copertura e ammodernamento, prevedendo un intervento per i circa 4.670 mq della Centrale attuale. Purtroppo da quel momento i cittadini del Comitato di Quartiere Roma Ardeatino, da anni impegnati nella vertenza, non hanno avuto più notizie dell’iter.

LA LETTERA DEL COMITATO – Così il 27 febbraio scorso sono tornati alla carica con una lettera indirizzata al Sindaco Marino, all’Assessore all’Ambiente Estella Marino, e al Presidente della Commissione Ambiente Athos De Luca. “La vicenda – scrivono dal Comitato – si trascina da lungo tempo senza alcun concreto risultato, e tutto lascia pensare che l’azione finora svolta dal Comune di Roma e dall’Acea sia stata solo un’azione di facciata, con la riserva di mandare a morire la vicenda facendola confluire in procedure burocratiche, riunioni inconcludenti, lungaggini, sovrapposizioni di competenze e via di seguito”. A preoccupare i cittadini, oltre al rallentamento dell’iter, sono soprattutto i tempi previsti per l’intervento: per i lavori di copertura della centrale l’Acea ha stimato 6 anni. “1 anno per avere il parere della Conferenza di servizi; 3 anni e otto mesi per avere le autorizzazioni da Roma Capitale, Parco Regionale Appia, Ministero Beni ed Attività Culturali, Regione Lazio e Provincia di Roma; 2 anni per la realizzazione dell’opera da parte dell’Acea”.

LA RICHIESTA DEL COMITATO – Con questi presupposti i cittadini hanno voluto chiedere il coinvolgimento del Sindaco Marino in prima persona, invitandolo a prendere in mano la situazione e ad emettere un provvedimento d’urgenza sul quale, secondo i residenti, nessuno potrebbe opporsi: “In particolare, sotto il profilo sanitario in quanto la Copertura eliminerebbe il danno – specifichiamo presunto – da radiazioni elettromagnetiche che hanno già prodotto nella zona una percentuale altissima di tumori, già accertati attraverso la raccolta delle cartelle cliniche e che risultano di numero assolutamente superiori alla media delle altre zone”. Inoltre, aggiungono i cittadini: “Non trascurabile è anche il degrado urbano e paesaggistico a svantaggio soprattutto del Parco dell’Appia al cui accesso è stata destinata un’entrata proprio a pochi metri di distanza dalla Cabina. Infine la copertura verrebbe ad eliminare anche il rumore prodotto dagli attuali trasformatori”.

NESSUNA RISPOSTA – A due mesi dall’invio di questa lettera abbiamo voluto ascoltare il CdQ per capire se ci siano stati riscontri da parte delle istituzioni interessate dalla vicenda, oppure una risposta alla richiesta di colloquio con il Sindaco: “L’unica risposta che abbiamo avuto è la ricevuta di ritorno della nostra raccomandata all’Assessorato all’Ambiente, mentre quella di Marino non ci è nemmeno tornata – ci racconta Orazio De Lellis, presidente del Comitato – Il Presidente del Municipio – Andrea Catarci Ndr. – ha scritto nuovamente ad Acea per sollecitarli a procedere, ma anche da loro nessuna risposta. Al momento siamo fermi alle posizioni della commissione ambiente”.

NUOVE MANIFESTAZIONI – Nonostante la situazione sembra immobile i cittadini non demordono, ed è ancora dal CdQ che promettono nuove azioni per riaccendere i riflettori sulla vicenda della centrale di Piazza Lante: “Nei prossimi giorni scenderemo nuovamente in piazza per farci sentire da tutti i responsabili di questa situazione”.

Leonardo Mancini