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Un Pup non citato è un Pup dimenticato?

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I parcheggi interrati Da Vinci e Fermi non vengono citati in una bozza trasmessa da Roma Capitale. Perché?

Sono i due Pup più caldi nei territori di cui ci occupiamo, quello di via Leonardo da Vinci, nel Municipio VIII e quello di via Enrico Fermi, nel Municipio XI. Entrambi predisposti da tempo, hanno incontrato un destino comune: l’opposizione dei comitati di quartiere e delle istituzioni di prossimità e la conseguente situazione di stallo della cantierizzazione. Oggi se ne torna a parlare in virtù di una bozza di memoriadi giunta redatta dall’Assessore alla Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, che teoricamente non sarebbe dovuta uscire dagli uffici amministrativi, vista la sua incompletezza, ma che invece è divenuta di dominio pubblico. Questa bozza non è altro che un elenco di interventi pubblici e privati prioritari, con iter procedurale più o meno avanzato, in cui è opportuno investire risorse. Con essa viene dato “mandato all’Ufficio Parcheggi di attivare tutte le procedure per il rispetto del crono programma (sia sulle attività di progettazione che di cantierizzazione) da parte degli operatori” come si legge nel documento. Ciò che ha scatenato un putiferio di ipotesi ed interpretazioni è presto detto. In questo fitto elenco non viene citato né il Pup Da Vinci né tantomeno il Pup Fermi. Cosa significa questo?

“Questa bozza, nonostante non citi il Pup da Vinci e il Pup Fermi – spiega Roberta Rovelli, Presidente del Comitato No Pup – si chiude con una frase orribile, ovvero che per i restanti interventi del Piano Parcheggi proseguirà il normale iter tecnico-amministrativo. Anche se sembra che non si facciano più in realtà si tratta di una bozza e non di un documento ufficiale. Siamo comunque nella massima allerta per capire se ci sarà un risvolto”.

In particolare, sul Pup Da Vinci, c’erano state delle evoluzioni che vi avevamo illustrato nello scorso numero e che sono ben sintetizzati dalle parole di Simone Foglio, Consigliere Pdl al Municipio VIII: “L’ex Sindaco Alemanno, aveva approvato una delibera che modificava il progetto iniziale del Pup, cambiamenti frutto delle richieste dell’ex Cdq Leonardo da Vinci, che riguardavano la messa in sicurezza della palizzata, la modifica della rampa d’accesso e il ripristino della doppia carreggiata”. Dunque il progetto era stato modificato seguendo le direttive del vecchio comitato, ma da allora tutto è rimasto fermo ed ora la palla passa al costruttore che, come aggiunge Roberta Rovelli: “Fino a qualche giorno fa non aveva ancora portato i documenti per la convenzione. Questo mi lascia sperare da una parte che stia rescindendo, ma dall’altra non possiamo saperlo con certezza”.

Il fatto che il Pup da Vinci, come anche quello di via Enrico Fermi, non siano stati citati in questo documento potrebbe plausibilmente far credere che l’iter procedurale di entrambi è talmente avanzato che non era necessario porli all’interno dell’elenco. Supposizione avvalorata anche dalla sibillina frase di chiusura ricordata dalla Presidente del Comitato No Pup. Si trova concorde su questo anche Paola Angelucci, Assessore ai Lavori Pubblici al Municipio VIII: “Non bisogna cantare vittoria perché i Pup seguono vari livelli di iter amministrativi, quindi bisogna essere cauti. Noi, comunque, ci batteremo perché vengano realizzati meno Pup possibili nel territorio perché sono uno strumento ormai obsoleto”.

Anche Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII, riguardo alla bozza di memoria di Giunta, invita a stare con i piedi per terra perché “ogni interpretazione è strumentale. Tra l’altro resta il fatto che il Piano Urbano Parcheggi va cambiato perché è uno strumento non idoneo”. Il Presidente, inoltre, ci dà un’importante novità: “Abbiamo chiesto all’avvocatura di rendere note le condizioni per sciogliere il contratto con la Ascogen che, per quattro anni e mezzo, ha lasciato il cantiere in una situazione di degrado, facendolo diventare una discarica di preservativi e siringhe. Il dipartimento competente di Roma Capitale, sotto nostra pressione – ha continuato Catarci – ha scritto una lettera imperativa al costruttore. Se quest’ultimo non produrrà la documentazione richiesta entro i termini dati la concessione decadrà”. La possibile decadenza della Ascogen però avrebbe due chiavi di lettura: o il Pup da Vinci non si farà più, perché il Comune non avrebbe più penali da pagare rescindendo la concessione, oppure potrebbe cambiare la ditta costruttrice, ma lì il Municipio potrebbe intervenire per bloccare il progetto. Questa sinergia tra dipartimento e Municipio è stata salutata positivamente da Massimo Cartella, Consigliere Sel al Municipio VIII: “Ritengo che il rinnovato clima di partecipazione tra i vari livelli istituzionali permetta in questo momento di auspicare la richiesta trasparenza su di una vicenda che negli anni è diventata tanto importante quanto dimenticata e sottovalutata dalla precedente amministrazione comunale”.

Anche il Pup Fermi è in una situazione di stallo, forse ancor di più del Pup di via Leonardo da Vinci. La delibera di iniziativa popolare presentata dal Comitato No Pup Fermi ormai un anno e mezzo fa che chiede l’annullamento del progetto e la sistemazione dello spartitraffico centrale in modo da creare parcheggi a spina in stile via Giustiniano Imperatore o via Appia Nuova, non è mai stata votata al Comune. Tale delibera ha ricevuto anche parere positivo dalla Commissione mobilità di Roma Capitale il 18 ottobre e, come racconta Riccardo Micheli del suddetto comitato, “entro due settimane doveva essere presentata all’Assemblea Capitolina. Questo non è avvenuto e ad oggi è tutto bloccato. Il 31 ottobre è stata approvata all’unanimità dei presenti la mozione municipale che impegna il Presidente del Municipio XI ad esprimere la netta contrarietà al Pup Fermi. Con il parere positivo della Commissione mobilità prima ed ora con il sostegno del Consiglio municipale per ottenere una data, la strada per la votazione al Consiglio comunale della delibera 38/2012 è completamente spianata e tocca ai capigruppo e ai consiglieri comunali fare un ultimo sforzo per applicare il regolamento e mettere al voto questa nostra proposta”. Un passo importante, questo, anche per Marco Palma, Consigliere Pdl al Municipio XI che ha dichiarato: “Il Campidoglio targato Marino deve prendere atto della mozione approvata in Consiglio municipale ed adottare tutte le necessarie procedure del caso. Se questo non accadrà denuncerò al Prefetto di Roma la gravissima inadempienza perché alla delibera di iniziativa popolare firmata da 6111 persone possa essere data una risposta istituzionale”.

La volontà di non realizzare il Pup Fermi da parte del Municipio XI è chiara e viene posta in evidenza anche dal Presidente Maurizio Veloccia: “Vogliamo che il Comune non permetta la realizzazione di questa opera. Ciò era nelle mie linee programmatiche”. Veloccia vede positivamente la non citazione del Pup nel documento-bozza di Improta: “Essa è indicazione del fatto che le richieste che sono state fatte dal Municipio sono state accolte nel senso che tra i Pup che si ritiene possano essere prioritari non c’è quello di via Enrico Fermi. Il come si chiuderà la vicenda amministrativa è demandato a Roma Capitale che dovrà trovare una soluzione che permetta di non realizzare il parcheggio senza contenziosi con richieste milionarie di risarcimento danni da parte del costruttore”.

Come andrà a finire la vicenda di questi due Pup dalla storia – e forse dal destino – estremamente simile ancora non ci è dato di saperlo. Gli iter amministrativi già avviati da tempo e soprattutto i salati risarcimenti che Roma Capitale sarebbe costretta a pagare qualora revocasse i permessi a costruire sembrano portare a supporre che prima o poi questi verranno realizzati. Saranno i Municipi, soprattutto, a doversi impegnare per guidare il Comune a trovare una soluzione adeguata che comporti il minor esborso possibile e la massima tutela dei nostri quartieri.

Serena Savelli

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