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Una “Notte Verde” per fermare e spostare l’I-60

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i60luglio2013

Visti i primi mezzi pesanti nell’area, i cittadini si mobilitano organizzando un evento per sensibilizzare e chiedere lo spostamento dell’edificazione: petizione e raccolta firme on line

Periodicamente si torna a parlare dell’imminenza dell’inizio dei lavori di edificazione dell’I-60, nuovo quartiere di circa 400.000 mc di cemento tra via di Grotta Perfetta e via Ballarin. Questa volta a dare l’allarme sono stati i cittadini che si sono accorti di mezzi pesanti all’opera nell’area: “I lavori potrebbero anche riguardare solamente la preparazione del terreno per l’installazione di nuovi cartelloni – dichiara Giuseppina Granito, portavoce del comitato contro l’edificazione dell’I-60 – In ogni caso siamo felici che i cittadini ci abbiano sommersi di telefonate nel momento in cui si sono accorti del movimento. Questo dimostra come la popolazione della zona sia unita e pronta a contrastare l’opera”.

Proprio per continuare la sensibilizzazione, dimostrando che i cittadini non hanno intenzione di abbassare la guardia su questa vicenda, sabato 6 luglio è stata organizzata la ‘Notte Verde’. Qualcosa in più delle Notti Bianche dedite allo svago: “Per dire no ad una edificazione già oggetto di un’interrogazione parlamentare, un esposto in procura, un ricorso al Tar con ben 10 profili di illegittimità sollevati”.

Una manifestazione che, nonostante la pioggia, ha riscosso un discreto successo: “Riteniamo che la sensibilizzazione non sia mai troppa rispetto ad un quartiere che, forse volutamente, si cerca di mantenere all’oscuro di tutto – spiega Giuseppina Granito – Le istituzioni rimangono sorde ai richiami dei cittadini che vogliono conoscere il loro destino, anche negando la documentazione che sarebbe loro dovere rendere nota”. Il riferimento è alle numerose richieste di accesso agli atti sull’edificazione fatte dai cittadini del comitato e prontamente disattese dagli uffici preposti, su cui sono intervenuti anche i neo-eletti consiglieri del Movimento 5 Stelle al Municipio VIII: “Siamo in contatto costante con cittadini che certamente vedono in noi un punto di riferimento all’interno del Municipio, soprattutto per la nostra volontà di ricercare la trasparenza nel rapporto fra istituzioni e cittadinanza – ha dichiarato Valentina Vivarelli, Consigliere del Movimento 5 Stelle – Questo soprattutto nel reperimento delle informazioni e della documentazione su interventi come l’I-60. Siamo a conoscenza della cantierizzazione dell’area e delle difficoltà che i comitati stanno incontrando negli accessi agli atti, noi consiglieri municipali del Movimento siamo entrati in contatto con i nostri colleghi dell’Assemblea Capitolina per decidere un’azione mirata e congiunta – conclude – Non escludiamo delle interrogazioni, sia a livello municipale che comunale, in base all’azione che riterremo più efficace”.

Sull’importanza di preservare l’area e di inaugurare una nuova stagione nelle politiche urbanistiche della Capitale, è intervenuto Massimo Cartella, Consigliere Sel al Municipio VIII: “Ritengo che lo stop al consumo di suolo debba essere elemento imprescindibile della nuova amministrazione comunale, così come la trasparenza nei confronti della cittadinanza. Quello che bisogna mettere in atto – seguita Cartella – è una reale inversione di rotta rispetto alla precedente amministrazione. L’I-60 potrebbe divenire uno degli esempi di buona amministrazione del territorio, l’impegno più urgente da prendere è sicuramente quello della revisione di un progetto oramai obsoleto”. Della assoluta necessità di rivedere il progetto sono convinti anche i cittadini del comitato contro l’edificazione. Infatti, in riferimento all’incontro avvenuto con il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci e l’allora candidato Sindaco, Ignazio Marino, ritengono positivo il passo intrapreso dal minisindaco in quell’occasione: “Con una piccola delegazione del comitato abbiamo interloquito con il Sindaco – durante una visita pre-elettorale al centro commerciale I Granai, racconta Giuseppina Granito – chiedendo cosa intendesse fare a fronte della sua sensibilità contro il consumo di suolo. Ci ha assicurato che manterrà questo programma, ma vogliamo capire come. Bisogna entrare nel dettaglio, considerando che questo è purtroppo un accordo di programma già siglato nel 2010, tre giorni prima delle elezioni regionali a firma dell’assessore all’urbanistica Montino”.

I cittadini non si limitano nemmeno a chiedere riscontri, ma propongono loro stessi l’alternativa: “Una previsione di edificazione incompatibile con il territorio, deve essere spostata in zone di nuova edificazione che già sono pronte a ricevere nuove cubature – spiega Granito – Esistono non lontane da questo quadrante, ci sono mezzi pubblici e opere di urbanizzazione. È impensabile rovinare quest’area quando magari tra qualche anno il progetto verrà bloccato perché ci si renderà finalmente conto che è insostenibile – conclude – Il presidente Catarci di fronte al Sindaco ha affermato che il progetto va rivisto. Noi chiediamo un impegno in più, la revisione deve diventare uno spostamento”. Una dichiarazione di natura politica, da parte dell’opposizione municipale, l’abbiamo avuta dal neo Capogruppo Pdl al Municipio VIII, Andrea Baccarelli, che ha voluto porre l’attenzione sul seguito che avranno le promesse fatte dalla sinistra in campagna elettorale: “Non abbiamo mai nascosto il fatto che le procedure dell’edificazione erano in corso e sicuramente vigileremo con la massima attenzione perché l’impatto di quest’opera sia il più contenuto possibile. Allo stesso tempo – conclude Baccarelli – siamo curiosi di vedere se, con il cambio di rotta dell’amministrazione Comunale, la sinistra terrà fede alle promesse fatte”.

Intanto i cittadini del coordinamento Stop i-60 mettono in campo tutta la loro forza per contrastare l’edificazione e questa volta lo fanno attraverso una petizione online (che ha già raggiunto oltre 1500 firme) con l’obiettivo di fare pressione sulla Soprintendenza affinché vincoli l’area archeologica. Oltre ai problemi legati al consumo di suolo e alla mobilità già fortemente congestionata, la nuova iniziativa del comitato è volta alla protezione dei reperti archeologici emersi dagli scavi preliminari: “Nel complesso sono stati rinvenuti una villa con pregevoli mosaici, due tracciati stradali con basoli, un piccolo mausoleo, nonché una necropoli con 694 sepolture e 4 sarcofagi – si legge nel testo della petizione – Tutto questo sta per essere cancellato da un progetto che prevede la costruzione di ben 30 palazzi, tra i 4 e i 7 piani d’altezza”. L’importanza archeologica della zona è sottolineata da una nota del maggio 2009 della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma che ha rilevato il “carattere insediativo archeologico della vasta area” e ha chiesto, con numerose comunicazioni, verifiche di approfondimento. I cittadini continuano la mobilitazione cercando di raggiungere al più presto le 500.000 firme.

(tratto da Urlo n. 107, luglio 2013)

Leonardo Mancini