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Al Quadrante Valli resta tutto fermo (tranne il suolo)

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Ancora nessun accenno alle opere di bonifica che sanerebbero parte del dissesto idrogeologico

Tratto da Urlo n.121 gennaio 2015

VILLA BONELLI – Ancora nessuna novità sul cosiddetto “Quadrante Valli”, ovvero quella zona compresa tra via Giannetto Valli, viale Prospero Colonna, via Alberto Mancini e via dei Grottoni, innestata tra via Portuense e via della Magliana, nota per avere forti problematiche di dissesto idrogeologico. La zona, residenziale, comprende decine di abitazioni che nel tempo hanno subito danni sostanziali, che hanno altresì aggravato le paure e le incertezze degli abitanti. Nel sottosuolo, infatti, esistono grotte e canali che hanno spesso provocato crolli di mura, crepe, smottamenti del terreno, voragini e quant’altro. Una situazione consolidata che però poteva essere risolta. Con il D.g.r. n. 329 del 2010, il cosiddetto Decreto Ventotene, erano infatti stati stanziati 3,5 milioni di euro per delle opere di bonifica dell’area che sicuramente non avrebbero risolto l’intero problema (erano stati stimati, infatti, 10 milioni di euro necessari), ma avrebbero aiutato a consolidare alcune delle situazioni più gravi, come quelle sussistenti a via Giannetto Valli, la strada più colpita dal dissesto. Queste erano anche le intenzioni dell’ex Commissario di Governo della Regione Lazio, Vincenzo Maria Santoro, che deteneva la “cassa” comprendente anche i fondi destinati al Quadrante Valli. Ma da molto tempo la situazione è ferma e i finanziamenti stanziati sembrano essere rimasti congelati. In passato, inoltre, c’era un’altra questione che, da più parti istituzionali, si è ritenuta assurda viste le condizioni della zona. Parliamo dell’articolo 11 del Programma di Recupero Urbano di Magliana, della legge nazionale 493/1993, che prevedeva alcuni interventi urbanistici nell’area, tra cui la costruzione di due palazzine e il prolungamento di via Prospero Colonna. Un ossimoro, considerando l’instabilità del terreno che causa danni anche agli edifici già esistenti. E infatti si era detto e ripetuto, dal Municipio alla Regione, che, fino a quando non si fossero effettuate delle opere di bonifica, l’articolo 11 doveva necessariamente cadere nel dimenticatoio. 

Oggi, quindi, tutto resta fermo: fondi, opere di bonifica, edificazioni. Abbiamo chiesto cosa sta succedendo al Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia: “Il Municipio ha, in diverse occasioni, sollecitato la gestione commissariale affinché si avviasse l’intervento di mitigazione del rischio idrogeologico. È del tutto evidente che la reiterata assenza di fondi (che, complessivamente, mette a repentaglio una serie di interventi di messa in sicurezza del territorio) non può continuare. A tal proposito negli scorsi mesi è stato istituito un tavolo interdipartimentale tra i dipartimenti SIMU, Urbanistica e Ambiente con la presenza dei Municipi di Roma interessati, per individuare le zone particolarmente a rischio e ottenere finanziamenti certi per la messa in sicurezza. Voglio ribadire – ha concluso il Presidente – che fino a quando non avverrà tutto questo, ulteriori previsioni edificatorie nell’area non possono considerarsi attuabili”.
La gestione commissariale dei fondi attualmente non è più di Vincenzo Maria Santoro, ma di Bruno Placidi, direttore della Direzione Ambiente regionale, come ha spiegato Fabrizio Santori, Consigliere alla Regione Lazio: “Alla recente Commissione ambiente a cui ho partecipato mi è stato detto che è avvenuto il passaggio di consegne e della documentazione. La Direzione Ambiente ha preso in mano il tutto un mese fa, e in questo lasso di tempo sono state visionate le carte per poter dare inizio ad un intervento”. Il dissesto idrogeologico, tra l’altro, è un problema comune a molte zone di Roma e del Lazio: “Ho sollevato la questione sia in Commissione che con un esposto circa 3 mesi fa – ha dichiarato Santori – Gli interventi stanno subendo dei gravissimi ritardi e per questo ho chiesto di accelerare il percorso e di dare delle risposte in tempi brevi. Ho richiesto, inoltre, una relazione dettagliata su quanti fondi sono disponibili, su come sono stati ripartiti e sui vari iter di ogni singolo intervento da effettuare. Mi è stato detto che, a partire da gennaio, si sarebbe provveduto ad attivare un percorso rapido per le operazioni necessarie”. E per quanto riguarda il fantomatico articolo 11 del Pru Magliana, ovvero la possibilità di edificare sul Quadrante Valli? “La situazione descritta dall’articolo è ancora in piedi – ha continuato F. Santori – ma nell’esposto ho precisato che, fino a quando non verranno forniti dei chiarimenti sulla situazione idrogeologica dell’area, diffiderò qualsiasi atto che riconosca la realizzazione di interventi urbanistici e costruzioni sul territorio”.
La situazione, dunque, resta allarmante e il fatto che ancora sia in piedi, benché non operativa, l’idea di poter costruire su dei terreni instabili, non è rassicurante. “Tempo fa noi del Movimento 5 Stelle – ha dichiarato Alessio Marini, Consigliere municipale – abbiamo fatto una riunione che comprendeva tutta la città di Roma proprio per parlare del dissesto idrogeologico, un problema reale su molte zone della Capitale. Sul Quadrante Valli ancora è tutto fermo e il problema è davvero serio. Ci sono corsi d’acqua sotterranei e la natura del suolo, fatto di tufo e argilla, fa sì che gli smottamenti siano continui e la vicinanza all’ansa del Tevere non aiuta. Bonificare, inoltre, cosa significa? Cambiare la natura del terreno? Questo non è possibile e l’esperienza dovrebbe insegnare che in zone con tali problematiche non si deve più costruire”.
Ora, ciò che preme sapere, è se questi fondi verranno davvero utilizzati in modo celere per sanare le problematiche del territorio. I residenti del Quadrante Valli hanno atteso a sufficienza e ormai sono passati quasi cinque anni dal famoso (ormai mitologico) decreto Ventotene. Un tempo davvero lungo che potrebbe giustificare, forse, la realizzazione di opere di bonifica, non il loro studio e ideazione. Gennaio è in corso, una promessa è stata fatta. E noi continueremo a monitorare la situazione per vedere se, realmente, ciò che è stato detto verrà finalmente realizzato.

Serena Savelli