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Anagrafici nel Municipio XI: uffici fuori controllo

Le nuove regole per i pagamenti dei servizi mandano in tilt una situazione già precaria

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Tratto da Urlo n.156 aprile 2018

MUNICIPIO XI – Entro l’estate ci sarà un’importante novità che riguarderà i servizi anagrafici municipali di tutta la Capitale. Da luglio di quest’anno, infatti, non sarà più possibile pagare in contanti, anche per semplici autocertificazioni del valore di 26 centesimi. Fino al 30 aprile saranno consentite entrambe le tipologie di pagamento, dal 1 maggio al 30 giugno si potranno utilizzare i contanti solo per le certificazioni anagrafiche che non superino i tre euro di valore. Dal 1 luglio, invece, per pagare qualsiasi servizio anagrafico bisognerà passare per la modalità POS. Le problematiche derivanti da questo tipo di provvedimento, però, sono state fin dal principio evidenti, in particolare in relazione ai fruitori più anziani dei servizi anagrafici. Ma è stata un’occasione per accendere i riflettori anche sulle condizioni generali degli uffici, che evidenziano una situazione al limite.

LE CONDIZIONI PRECARIE – “Sono anni che mi batto per vedere migliorate le condizioni logistiche, con il riconoscimento del lavoro svolto dagli anagrafici del Municipio XI”, racconta Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio municipale (Fdi), in prima fila sulla questione, evidenziando le problematiche da cui gli uffici sono affetti. “Postazioni inadeguate, open space dove può accadere di tutto, nessuna sicurezza per i lavoratori. Qui ci sono condizioni di stress per i dipendenti superiori ad altre professionalità dell’amministrazione. Inoltre – ha continuato Palma – le sedi anagrafiche sono delle vere e proprie trincee”. Questo perché le strutture sono fatiscenti, le tecnologie arretrate e il personale carente e non formato quando arrivano delle innovazioni nelle procedure, come nel caso dell’erogazione della carta d’identità elettronica. Questo accade in tutti gli uffici anagrafici del Municipio, da via Cardano, nel quartiere Marconi, a Magliana, da Corviale passando per Portuense, fino al Trullo, in cui il problema è stato risolto semplicemente chiudendo lo sportello. “Fili penzolanti, pannelli divisori fatti a mano, proteste degli utenti che spesso aggrediscono verbalmente e minacciano gli operatori – ha continuato Palma – schiacciati dalla maleducazione provocata anche da decisioni dei vertici che non conoscono il lavoro degli sportelli”. A Magliana e a Corviale ci sono stati episodi frequenti d’intervento delle Forze dell’Ordine e in tutte le sedi regna il caos e il disordine assoluto. Ecco perché l’introduzione di procedure più moderne o di servizi più tecnologici fa sorridere: si punta al futuro con i cavi retti dal nastro adesivo e la mano sul telefono pronta a chiamare la Polizia Locale. Un’assurdità, per i cittadini e per i dipendenti. Questi ultimi, proprio per tali motivazioni, hanno persino indetto uno sciopero a metà marzo, in quanto non più in grado di sostenere il grado di stress provocato da condizioni di lavoro così pesanti. In questo quadro si innesta il provvedimento di Roma Capitale: “L’accelerazione all’utilizzo del POS – ha concluso Palma – e la progressiva cancellazione dell’utilizzo del contante, penalizza i non possessori di carte e bancomat come gli anziani o chi non può avere un conto corrente bancario”. Il Vicepresidente del Consiglio del Municipio XI ha esposto la vicenda al Garante della Concorrenza e del Mercato, in quanto il provvedimento del Comune danneggerebbe l’utenza socialmente debole.

DIFFICOLTÀ EVIDENTI – Anche Maurizio Veloccia, Consigliere Pd al Municipio XI, ha evidenziato “una crescente difficoltà nell’erogazione del servizio, dovuta anche, a nostro avviso, a una carenza di operatori (dal momento che non vengono sostituiti quelli che vanno in pensione), quindi il lavoro degli sportelli anagrafici diviene insostenibile per mancanza di personale. Anche le procedure sono molto complesse – ha continuato Veloccia – a partire da quella della carta d’identità elettronica, e adesso si aggiungono, come nel caso del pagamento elettronico obbligatorio, altri fattori che potrebbero creare problemi”. Secondo Veloccia anche alcune conquiste che nel tempo erano state fatte, come il servizio elimina code, “diventano addirittura controproducenti perché il personale non viene formato e non si sensibilizza l’utenza a utilizzare tali servizi correttamente”, come nel caso degli appuntamenti presi e poi non disdetti, che provocano attese di mesi. “Non si va avanti, anzi si torna indietro – ha concluso Veloccia – come nel caso della chiusura degli sportelli del Trullo”.

DALLA PRESIDENZA – Il Presidente del Municipio XI, Mario Torelli, è intervenuto sulla vicenda, spiegando che le nuove pratiche di pagamento elettronico hanno comportato un aggravio di lavoro per gli addetti agli sportelli. “Come tutte le innovazioni – ha dichiarato – anche questa modalità di riscossione dovrà avere un periodo di ‘rodaggio’ per dare modo agli operatori di acquisire dimestichezza con le nuove procedure. Particolare impegno di tempo e di risorse è dovuto alle modalità di rendicontazione dei valori bollati e stampati”. Questi fattori creerebbero delle difficoltà al personale e, di conseguenza, dei rallentamenti. “Anche i servizi informatici – ha concluso il Presidente – hanno bisogno di aggiustamenti, sui quali si sta lavorando per una miglioria. Tutto il personale sta dando il massimo per soddisfare le esigenze degli utenti”.

Nell’ottica di una giusta evoluzione, non si possono lasciare indietro alcuni aspetti fondamentali quali la sicurezza, il decoro e condizioni di lavoro adeguate, oggi, alla luce dei fatti, purtroppo totalmente da rivedere.

Serena Savelli