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Campo rom di via Candoni sempre più fuori controllo

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Roghi e aggressioni sono storie di degrado ormai consolidato

Tratto da Urlo n.128 ottobre 2015

MAGLIANA VECCHIA – Sono recenti, ma non una novità, i vari episodi che si sono succeduti nel campo rom di via Candoni e che hanno accentuato il clima di incertezza e poca sicurezza dei cittadini del quadrante. Dapprima l’episodio di aggressione che ha portato al ferimento grave di un uomo di 57 anni dopo una lite con un 42enne, poi gli interminabili e purtroppo già noti alle cronache, roghi con conseguente dispersione di fumi tossici. Due gli incendi gravi nelle ultime settimane, in una serie interminabile di altri episodi che sembrano ormai, purtroppo, una consuetudine.

Il campo di via Candoni ha molte problematiche: condizioni igieniche scarse, merce rubata, accumulo incondizionato di rifiuti, che ha creato delle vere e proprie discariche a cielo aperto, sovraffollamento e convivenza tra persone di etnie diverse, fra cui spesso nascono tensioni.
Dopo questi ultimi episodi abbiamo chiesto al Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, come è possibile risolvere questa situazione ormai al limite: “I roghi sono all’ordine del giorno e vanno fermati al più presto. Io stesso, la scorsa settimana, ho denunciato, facendo intervenire la Polizia di Stato, un ragazzo che stava alimentando un rogo proprio nel campo”. La chiave, secondo il Presidente, dovrebbe essere insita nella presenza delle istituzioni: “A breve le Forze dell’Ordine interverranno per allontanare i delinquenti dal campo, ma è fondamentale che poi ci sia un ferreo controllo sugli ingressi e sul rispetto della legge e, se non si è in grado di assicurarlo con le normali Forze di Polizia, lo si faccia con misure straordinarie, anche con la presenza limitata ad alcune settimane dei militari, affinché si ristabilisca un clima di rispetto delle norme, perché è inutile spendere decine di migliaia di euro in operazioni che poi vengono vanificate dalla mancanza di un costante presidio. Inoltre – continua il Presidente – è necessario tutelare i cittadini che vivono nei dintorni ma anche quelle centinaia di bambini che crescono in situazioni indegne. Per questo bisogna obbligare, pena la perdita della patria podestà, i genitori a mandare a scuola i figli e a farli vivere in modo dignitoso, non in mezzo a topi e respirando continuamente diossina. Radere al suolo i campi rom, come dice qualche demagogo da due soldi, è ridicolo senza dare alternative, ma è altrettanto ridicolo non prendere il toro per le corna facendo capire a tutti che chiunque infrange la legge non può farla franca”. Il 28 settembre si sono svolte delle operazioni di demolizione di strutture abitative all’interno del settore bosniaco, coadiuvate dalla Polizia Locale e coordinate dal Gabinetto del Sindaco con il supporto della Polizia di Stato. Sono state allontanate alcune persone, identificate, fotosegnalate e alcuni automezzi sono stati sequestrati. “Il settore bosniaco del Campo di Candoni – ha dichiarato Veloccia – è uno dei luoghi dove tali roghi hanno maggiormente luogo, con persone dedite principalmente al commercio illegale del ferro e conseguenti accumuli di materiali, scarti di elettrodomestici, materiali ferrosi e immondizia varia, pronti per essere bruciati. Credo, dunque, sia stato fondamentale intervenire allontanando chi ha violato le regole del Campo e rendendo inagibili i container che utilizzavano come abitazioni”. Emanuela Mino, Presidente del Consiglio del Municipio XII, ha commentato le operazioni nel campo dichiarando che “l’obiettivo finale è la sua definitiva chiusura e il ripristino della condizioni di legalità e sicurezza, così come previsto nella strategia del Sindaco. Solo separando gli onesti dai criminali e mettendo in campo politiche alternative di scolarizzazione per i bambini, formazione al lavoro per i residenti e contrastando e reprimendo con fermezza chi delinque si fa vera integrazione, si riqualificano spazi pubblici, si ridà serenità ai tanti cittadini, ormai davvero esasperati”.

La strada migliore dunque sembra quella del rispetto della legalità e del trovare soluzioni che non necessariamente siano di repressione, almeno non tout court, ma focalizzandosi sulla criminalità e su chi delinque, preservando e tentando la via dell’integrazione per chi lo merita, soprattutto i bambini.

Non è dello stesso parere Valerio Garipoli, Consigliere FdI al Municipio XI, che parla di “situazione insostenibile e senza più alcuna soluzione se non la sua definitiva chiusura. Tutti gli incendi avvenuti negli ultimi tre mesi sono di natura dolosa, dovuti ai soliti cumuli di immondizia, mobili vecchi ed elettrodomestici che hanno generato dei fumi tossici e dell’aria irrespirabile in tutto il quadrante cittadino. Ormai – ha continuato Garipoli – sono molteplici gli interventi della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco che non possono fare altro che constatare i danni e ripristinare un primo stadio di sicurezza cittadina. Questa situazione sta portando all’esasperazione i residenti di Muratella e dell’intero Municipio XI, che sono pronti oramai a scendere in strada per una manifestazione per chiudere il campo nomadi e bonificare l’intera area dal degrado, a tutela della sicurezza e dell’ambiente”. La preoccupazione del Consigliere è direttamente proporzionale a quella dei cittadini che, a quanto pare, hanno visto anche una svalutazione dei loro immobili proprio a causa di questi episodi e, sempre più, serpeggia tra loro l’ipotesi di trasferirsi altrove, onde evitare di vivere in tale situazione. “Inoltre – ha continuato – il degrado genera ulteriore degrado anche nelle aree circostanti, nonostante lo sgombero effettuato il 21 aprile in un’area adiacente al campo nomadi, così come l’insicurezza per gli operatori dell’azienda Atac Spa nella vicina rimessa. A questo bisogna aggiungere le risorse economiche e di unità impegnate dal Gruppo Polizia Locale che dal 15 gennaio monitorano sistematicamente il campo dopo l’aggressione avvenuta al suo interno l’8 gennaio scorso”. L’unica soluzione, secondo Garipoli, è, dunque, “la chiusura del campo”.
In questa situazione difficile e consolidata da troppo tempo è ora che si trovi una soluzione efficace, che permetta ai cittadini di non vedere a repentaglio la loro sicurezza, tranquillità e salute. E la prima strada da percorrere è proprio quella della legalità, nella speranza che si trovi un equilibrio tra due importanti idee: quella della giusta tutela dei residenti e quella dell’integrazione secondo le regole di uno Stato che purtroppo, e di casi se ne sono visti non solo a Roma ma in tutta Italia, è ancora troppo assente su tali questioni.

Serena Savelli

(Foto di repertorio)

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