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Chi gestirà il Parco del Tevere della Magliana?

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Parco del Tevere 138 2

L’area verde oggi versa nel degrado e ci si interroga sulle responsabilità

Tratto da Urlo n.138 settembre 2016

MAGLIANA – C’era una volta il Parco del Tevere della Magliana, un paradisiaco spazio verde di ben 9,5 ettari. Inaugurato nel 2014, ma con un iter di realizzazione iniziato nel 2008, è stato finanziato dalla Regione Lazio per trasformare una parte dell’area golenale di Magliana in area verde. 3,5 ettari, in particolare, sono stati risistemati con interventi importanti: costruzione di aree attrezzate per sport e spettacoli, aree dedicate ai cani, attenzione alla flora acquatica e l’installazione di alcune sculture degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Inoltre il Parco del Tevere è attraversato da una splendida pista ciclabile che è stata risistemata e oggi può essere fruita da tutti.

Ma oggi si rischia di dimenticare tutto quello che è stato il Parco nel suo primo anno e mezzo di vita, perché lo scenario che si presenta è desolante. L’erba è alta, altissima, già sfalciata da alcune associazioni che se ne stanno occupando, ma l’estensione dell’area non permette un intervento del genere efficace e duraturo nel tempo. Sono le Istituzioni che dovrebbero occuparsene perché non si tratta di una piazza o di un parchetto di quartiere, ma di un’enorme zona verde che prima era dignitosa e vivibile e ora è nuovamente ricaduta nel degrado. In un quartiere, tra l’altro, dove ricordiamo che la sicurezza è sempre sul filo del rasoio e dove sono frequenti gli insediamenti abusivi.

La domanda a questo punto è: perché un bene così importante e riuscito nella sua realizzazione è stato lasciato all’incuria, nonostante fosse fortemente voluto dai cittadini, oltre ad essere motivo di orgoglio per la precedente amministrazione municipale? Secondo quanto reso noto sulla pagina Facebook del Presidente del Municipio XI, Mario Torelli, il Parco è stato finanziato “con fondi della Regione Lazio dedicati ai ‘quartieri svantaggiati’ che erano stati assegnati al Dipartimento delle Periferie del Comune di Roma e che sono poi stati trasferiti al Municipio XI come ente di prossimità. Nei mesi di febbraio-marzo 2015 è stato avviato l’iter di Concessione duratura del Parco dalla Regione al Municipio”, operazione mai conclusa, per questo l’area verde è stata restituita alla Regione Lazio. “A causa di ritardi nell’iter di concessione duratura da parte della Regione – continua la nota – l’uscente amministrazione municipale non ha potuto fare un nuovo bando o prorogare la gestione in vigore e non ha potuto avviare alcun contratto di manutenzione. Allo stesso tempo l’attuale amministrazione, appena insediatasi, non ha responsabilità in merito alla gestione del Parco stesso perché questo, ad oggi, è stato restituito alla Regione”. Questa, dunque, sarebbe la ragione per cui nessuno si sta occupando dell’area e i cittadini, gli unici che ad oggi mostrano attenzione per il Parco, chiedono a gran voce che l’iter di resa in carico venga ripreso. E con esso le operazioni di manutenzione e pulizia.

L’ultimo grande intervento è stato fatto qualche settimana fa grazie ad alcune realtà territoriali come l’Associazione Aeduca, la Lampada dei desideri, i ragazzi del CAM, il gruppo di cittadini Arvalia e altre persone che hanno abbracciato la causa. Alla giornata è intervenuto anche il Presidente Torelli a cui i cittadini hanno richiesto un intervento tempestivo. “Avere un Parco è importante per la cittadinanza, figuriamoci per il sottoscritto – ha dichiarato in una nota il minisindaco, subito dopo quell’occasione – ma più importante è che coloro che se ne fanno carico abbiano le risorse per mantenerlo e gestirlo negli anni. A quanto sembra, e a onor di smentita, pare che nemmeno il mio predecessore sapesse davvero, quando l’ha inaugurato, come e dove reperire i soldi per i prossimi 19 anni (si parla di più di 40mila euro ogni anno da destinare a bilancio)”. Interpellato a più di un mese da quella data, e con l’erba che continua a crescere inarrestabile, il Presidente ha nuovamente espresso l’importanza del Parco del Tevere: “Questa Amministrazione non intende perdere una delle pochissime aree verdi attrezzate in uso ai cittadini del quartiere Magliana e auspica di estendere questo tipo di progettualità anche ad altre zone del nostro municipio. Abbiamo chiesto un tavolo di confronto con i responsabili regionali e comunali al fine di concertare soluzioni di lunga durata per la gestione del Parco Tevere e di nuove aree nelle zone golenali”. Per il momento però non si parla di ripresa di quell’iter di “passaggio di consegne” iniziato dalla precedente amministrazione, e questo preoccupa Maurizio Veloccia, Consigliere Pd ed ex Presidente municipale, che volle fortemente l’opera durante la sua amministrazione: “Parlare di area in carico alla Regione è fuorviante poiché il Municipio ha assunto la responsabilità politica e amministrativa dell’area. L’artificio burocratico di riconsegnarla al demanio fluviale regionale significa soltanto scrollarsi una responsabilità di dosso e rigettare nell’incuria l’argine del Tevere che ritornerà ad essere terra di nessuno, pieno di canne e di accampamenti abusivi. La Regione – ha continuato Veloccia – non gestisce parchi, al massimo deve garantire la pulizia degli argini. Proprio per questo chiedemmo la concessione come Municipio e l’iter da perfezionare è semplice: basta coordinarsi con i referenti della Direzione Regionale Ambiente e farsi consegnare l’area in concessione ventennale, ma purtroppo il ‘nuovo’ Municipio pare voglia fare il contrario: cedere l’area per non assumersene la gestione, ma questo è un atto che va contro la Magliana e i suoi cittadini”.

Anche Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, non vorrebbe rivedere il Parco del Tevere nuovamente catapultato nell’abbandono, ed è concorde sul dire che non si debba trasformare in un’occasione sprecata: “Sarebbe un calcio alle uniche opportunità di verde che hanno i quartieri come Magliana e Marconi – ha dichiarato – La vicenda della gestione delle aree a ridosso del fiume deve rappresentare una crociata da parte del Municipio che, allo stato dei fatti, appare distratto, ma non so da cosa. Del resto l’abbandono e il degrado produce incuria, erba alta, rischio incendi e occupazioni da parte di senza fissa dimora, con roghi tossici e inquinamento del fiume. Occorre valorizzare questi spazi. A nord di Roma ci sono realtà bellissime mentre a sud del Ponte di Ferro il destino è quello della mediocrità e dell’abbandono. L’insicurezza – conclude Palma – è la conseguenza di tutto questo e la collaborazione dei cittadini può risultare importante ma non può essere un alibi per l’amministrazione”.

Sono sempre più le realtà associative e i singoli cittadini che mettono a disposizione la loro forza di volontà per ripulire i propri quartieri, arrivando dove le amministrazioni, purtroppo, non sono puntualmente presenti. Ma il Parco del Tevere è un’area troppo grande, su cui va effettuato un piano a lungo termine con cospicui investimenti. E qualcuno deve prendersene carico, senza rimpalli.

Serena Savelli