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Cooperative sociali, un esempio di buona amministrazione

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Dal Municipio XV al Comune di Roma si discute delle cooperative sociali.

Una mozione in difesa delle cooperative sociali che da oltre 15 anni si occupano della manutenzione del verde pubblico è stata approvata dal Consiglio del XV Municipio.
Il sistema che finora ha coinvolto le cooperative ha permesso di dare occupazione a categorie svantaggiate (Legge 381/91) e ad altre persone fragili o disagiate.  Ora questi lavoratori, circa 400, rischiano di perdere il lavoro per l’incertezza dei rinnovi contrattuali da parte del Servizio Giardini per il 2010.

La Giunta comunale, con la memoria del 14 ottobre scorso ha stabilito, infatti, nuove regole per affidare la manutenzione del verde pubblico, decidendo di limitare la partecipazione delle cooperative integrate alle gare d’appalto con  una riserva del 5 per cento.
In questi quindici anni il positivo esperimento di coinvolgimento delle cooperative sociali nella manutenzione dei giardini romani ha permesso di affidare loro la manutenzione del verde per oltre il 50 per cento delle risorse disponibili. Grazie a questi progetti le cooperative sociali sono cresciute, diventando un punto di riferimento stabile per chi aveva problemi di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro.
“La crisi economica attuale – si legge nella mozione del XV – rischia di fare altre vittime (ragazze madri, invalidi fisici, psichici, ex degenti di istituti psichiatrici, disabili, migranti etc.), che sono riuscite ad avere un’autonomia di vita solo grazie ai progetti di reinserimento sociale realizzate da queste cooperative. Il Municipio XV esprime così la propria contrarietà alla memoria di giunta comunale ritenendola illegittima sul piano formale poiché non è stata predisposta una Deliberazione da sottoporre ai consigli municipali, e modificativa del Regolamento del Decentramento Amministrativo”.
”Esprimo la mia solidarietà – dichiara il presidente del XV Municipio, Gianni Paris –  ai quattrocento lavoratori colpiti dal provvedimento che hanno manifestato in Campidoglio. Chiedo al Sindaco Alemanno di mantenere una riserva esplicita del 60 per cento dell’importo complessivo degli affidamenti dei futuri appalti verso le cooperative sociali. Penso soprattutto agli appalti di manutenzione del verde pubblico, affinché sia dato seguito ad una realtà più che consolidata nella città e sia riconosciuta attenzione ai lavoratori con serie difficoltà di inserimento nell’ambiente lavorativo. Sarebbe poi un modo per dare seguito al regolamento di decentramento amministrativo che riconosce valore alle buone pratiche di amministrazione”.

”Non possiamo accettare che un’esperienza consolidata di oltre un decennio di lavoro, di integrazione sociale, e di attenzione verso categorie svantaggiate di lavoratori venga cancellata per ignavia o peggio per favorire il ‘mercato’ laddove non e’ strettamente necessario”. Lo dichiara Umberto Marroni, capogruppo del Pd in Campidoglio, sulla questione delle cooperative sociali.
“Soprattutto – aggiunge – non possiamo permettere un danno a categorie di cittadini e lavoratori che al contrario vanno sostenuti. Continueremo questa battaglia a fianco e in difesa dei piu’ deboli affinche’ venga corretto un bando sbagliato e socialmente iniquo”

Replica Ugo Cassone, Vice Presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Roma:
«Ricordiamo all’onorevole Umberto Marroni che la scorsa estate il sindaco Alemanno ha fatto propria la legge 381 che riserva il 5% dei servizi del Comune di Roma, e delle aziende collegate, alle cooperative sociali. Un vero e proprio evento, giudicato storico anche da coloro che oggi manifestano, dopo quasi venti anni di vuoto da parte delle giunte di sinistra. Nel bando in questione alla data odierna, non il 5, bensì il 12% viene riservato alla cooperazione sociale. E, al contempo, è presente la clausola del’obbligatorietà, per chiunque si aggiudichi la gara, di riassumere i lavoratori. Compresi coloro che rientrano nelle categorie maggiormente svantaggiate. Ricordiamo, infine, a chi oggi finge di dimenticare, che il caos lasciato dalla sinistra, che per anni non ha regolamentato il settore né indetto bandi, ha generato la condizione attuale cui l’amministrazione sta ponendo rimedio».

Marzia Lazzerini