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EUR o Corviale? Seguita la polemica

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Giorgia Meloni propone un sondaggio sull’abbattimento tra architettura fascista e socialista

EUR O CORVIALE? – Proseguono le polemiche in merito alle affermazioni della Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, sulla possibilità di cancellare la scritta ‘DUX’ dall’obelisco del Foro Italico. Nei giorni scorsi non si sono risparmiati gli attacchi, le provocazioni e i ragionamenti su memoria, storia e revisionismo. Nel fine settimana la discussione si è spostata dal Foro Italico ad altri esempi di architettura razionalista, in particolare con l’onorevole Giorgia Meloni che, dalla sua pagina Facebbok, ha provocatoriamente posto un sondaggio: “Tu cosa butteresti giù?”, l’Eur definito come ‘architettura fascista’, oppure il Serpentone di Corviale indicato come ‘architettura socialista’.

UNA PROVOCAZIONE – “Chi gestisce la pagina Facebook dell’onorevole Giorgia Meloni ha decisamente preso una cantonata – dichiara Alberto Belloni, Presidente del gruppo consiliare di SEL in Municipio XI – Aprire un sondaggio per chiedere alla rete, in maniera provocatoria, cosa buttare giù vuol dire non rispettare la nostra città e il patrimonio storico, artistico e culturale che custodisce”. Belloni prosegue spiegando l’importanza di Corviale per il territorio municipale e per la città di Roma: “Corviale ospita oltre 1300 famiglie, decine di realtà associative che investono tutte le loro energie nel sociale, nello sport e nella cultura, il DSM, gli uffici del Municipio e l’XI Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale: pensare che una realtà così ricca e variegata possa essere tirata nell’agone di un confronto sbagliato tra quelle che vengono definite architetture fasciste e socialiste, è profondamente inappropriato”.

I PROGETTI SULLA STRUTTURA – Il Capogruppo Belloni non manca di ricordare poi come l’intera struttura del ‘Serpentone’ sia “destinatario di un importante progetto internazionale di riqualificazione urbana, su cui la Regione Lazio ha investito circa 20 milioni di euro e su cui l’Ater e Roma Capitale lavorano da tempo, sollecitati dai tantissimi cittadini che vivono attivamente il quartiere. La nostra amministrazione – conclude – non può permettersi di trascurare o denigrare una struttura così importante per il territorio, per questo mi aspetto che il collega Garipoli di Fratelli d’Italia prenda al più presto le distanze da questa dichiarazione della sua presidente nazionale”.

LA REPLICA – Arriva immediata la replica del Capogruppo municipale di FDI-AN, Valerio Garipoli che, dopo essere stato tirato in ballo nella vicenda, spiega: “Come volevasi dimostrare la provocazione di Giorgia Meloni su Corviale ha sortito i suoi effetti soprattutto nella sinistra del Municipio XI riaccendendo i riflettori sul “Serpentone” di Corviale. In risposta alla sterile polemica del Capogruppo di Sel – continua Garipoli – sosteniamo e ribadiamo la battaglia con i cittadini di Corviale chiedendo la demolizione e la ricostruzione del quartiere stesso (attraverso una sostituzione edilizia) così come in altre parti della Città da Tor Bella Monaca al Laurentino. L’attuale modello urbanistico a Corviale è fallimentare, un progetto sbagliato che necessita di una trasformazione di destinazione d’uso con la ricollocazione delle famiglie stesse nel medesimo quadrante territoriale aumentando e riqualificando gli alloggi popolari esistenti con l’obiettivo di creare un quartiere a misura di cittadino”.

RILANCIARE IL CONFRONTO – Garipoli legge quindi la ‘provocazione’ di Giorgia Meloni come occasione per ‘riaccendere i riflettori’ e sottolineare l’attenzione del suo gruppo nei confronti dei problemi del quadrante: “Da sempre poi – ribadisce Garipoli – siamo al fianco dei cittadini del quartiere di Corviale attraverso molteplici azioni come la difesa del mercato a km 0 Farmer’s Market, il monitoraggio sulle strutture dei plessi scolastici del quartiere, il sostegno all’incubatore d’impresa (Incipit) per il rilancio economico ed occupazionale del quartiere ed il supporto ad associazioni di volontariato come avvenuto di recente nella materia del riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni (LIS). Siamo soddisfatti quindi – conclude – di aver rilanciato attraverso la nostra provocazione una prospettiva di cambiamento ed un tavolo di confronto contrastando di fatto l’emblema dell’idea di edilizia popolare della sinistra e del degrado imposto alle nostre periferie. Un insulto alla città eterna e alla sua storia”.

LM