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Ex Mira Lanza: svanisce un sogno di riqualificazione?

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La valorizzazione dell’area sembrava sul punto di decollare, per poi rimanere a metà.

MARCONI – C’era una volta una città nella città. Laboriosa, industriale, estinta. Si tratta del quadrante compreso tra Ostiense e Marconi che, con alterne fortune, si è cercato di recuperare.

In alcuni casi, come ad esempio per la Centrale Elettrica Montemartini, l’operazione è andata a buon fine. In altri, come negli Ex Mercati Generali, i risultati ancora non si conoscono. Ma c’è una terza via, che è quella di mezzo, degnamente rappresentata dall’ex saponificio Mira Lanza.

Si tratta di un’area molto importante, di circa 6mila metri quadrati, su cui in passato sono stati avanzati numerosi progetti di riqualificazione. Una parte, quella relativa alla Città del Gusto e al Teatro India, è effettivamente stata risistemata ed oggi rappresenta un eccellente esempio di riqualificazione e riutilizzo d’archeologia industriale, al servizio dei cittadini.

Ma delle sale, dei teatri di posa e dei laboratori che dovevano essere destinati all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico, ancora non se ne sa nulla. Sembrava un progetto sul punto di decollare, alcuni anni fa, ma poi è progressivamente stato dimenticato ed ancora oggi, la Silvio D’Amico rimane di stanza ai Parioli, mentre l’ex fabbrica Mira Lanza, è stata riqualificata soltanto a metà.

“Attendiamo tristemente delle novità, ma dall’Amministrazione comunale non abbiamo più ricevuto notizie – spiega Gianni Paris, Presidente del Municipio XV – Si trattava di dare una parte della ex Mira Lanza, poiché l’altra è occupata dal Teatro India, all’Accademia di Arte Drammatica. Questo era l’accordo già concluso 5 anni fa e con l’avvento della nuova Amministrazione comunale, non si è saputo più nulla – rimarca Paris – nel frattempo l’ex fabbrica è stata oggetto di una serie di occupazioni abusive generando un degrado anche preoccupante. Ed è un peccato perché ci troviamo vicini al centro, a poca distanza dalla stazione di Trastevere. E vedere lo stato di abbandono che sta degradando un’area piena di fascino, dispiace, ma è uno dei tanti fatti negativi che hanno caratterizzato l’attuale amministrazione, in questa parte di città. Portarvi l’Accademia d’Arte Drammatica, avrebbe permesso di fare il paio con uno dei teatri più significativi di Roma, il Teatro India, creando un polo culturale importante non solo per il Municipio, ma per tutta quanta la città. Noi abbiamo proceduto alla riqualificazione del lungotevere, che abbiamo voluto dedicare a Vittorio Gassman, facendo un lavoro importantissimo. Infatti, dopo il nostro intervento –prosegue Paris – sono arrivati il Teatro India, la Città del Gusto, l’UCI Cinema, insomma funzioni importanti, però rimane questo neo, questo buco nero su cui noi non abbiamo la possibilità di intervenire. Insomma, c’è davvero di che restarne delusi”. Sulla stessa linea, tesa a rimarcare l’impossibilità d’intervento dell’istituzione territoriale di prossimità, si trova anche il Presidente Commissione Controllo e Garanzia al Municipio XV, Marco Palma (Pdl): “Purtroppo, secondo me, in questa città occorre iniziare letteralmente a copiare, in merito alla realizzazione di determinate opere, ciò che accade negli altri paesi europei. A mio avviso il problema nasce dal fatto che Roma è una grande città, e che se non si paleserà quella stella cometa chiamata decentramento, noi continueremo ad inseguire progetti faraonici che nella realtà non hanno mai retto. Purtroppo il Consorzio Papareschi, nella riqualificazione dell’ex Mira Lanza, rientra nel discorso della mancata stella cometa. C’è una scissione tra il mondo ideale dei progetti e quello reale della sua realizzazione e spesso tra i due mondi – riconosce il Consigliere – c’è una distanza ciclopica. Purtroppo poi a farne le spese sono i cittadini di questi territori, non certo i costruttori. Io ritengo che se quell’opera fosse stata gestita direttamente dal Municipio, con i processi partecipativi necessari a coinvolgere i cittadini, non dico che l’avremmo già completata del tutto, ma per un buon 80% sì”. Ed a proposito dei cittadini, abbiamo chiesto a Caterina Turato, Presidente del Comitato di Quartiere Marconi, cosa ne pensa. “I lavori sembravano iniziati in primavera-estate, ma poi hanno mollato tutto lì. Già con il Ponte della Scienza ci hanno abituati a lavori che prima iniziano e poi si interrompono. Per quanto riguarda l’ex Mira Lanza, come residenti, vorremmo che la zona fosse attrezzata con un parco, un’area verde in un quartiere che ne ha terribilmente bisogno – riconosce la Turato, che poi aggiunge – ci piacerebbe anche che vi venisse realizzato un centro polifunzionale, una casa della cultura, un auditorium fruibile anche dalle associazioni del territorio”. E sui bisogni dei residenti, si è soffermato anche il Consigliere Comunale Dario Nanni (Pd): “Si è persa una grande opportunità, visto che quel quadrante della città ha bisogno di infrastrutture e servizi da dare ai cittadini. Tra l’altro questa dovrebbe essere la strada maestra per il futuro: evitare di costruire nuove cubature e riqualificare, sistemare e riutilizzare quello che già c’è nella nostra città, tra l’altro con un patrimonio architettonico di grandissimo valore – un dato su cui sembra esservi l’accordo di tutti gli interlocutori ascoltati – C’è del rammarico – conclude Nanni – eppure io mi auguro che si tratti di un momento di enpasse ma che si possa riprendere a completare quest’opera, anche in considerazione del fatto che, ricollegandola all’Ostiense, costituirebbe una zona di gran pregio per la nostra città”. Ed a tal proposito, c’è da dire che, nel momento in cui scriviamo, i lavori relativi al Ponte della Scienza stanno terminando. Quindi i due quadranti sono messi in comunicazione e la “città nella città”, riprenderà a vivere, forte di un fascino trasversalmente riconosciuto che sarebbe il caso di continuare a valorizzare.

Fabio Grilli