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Forlanini, protesta dei sindacati e Piano Martelli: ora tocca alla Regione

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Poca sicurezza, fatiscenza e sottoutilizzo, su questo si basa la denuncia di Cgil, Cisl e Uil. Il Municipio apre a un riutilizzo della struttura e Martelli aspetta una risposta al piano che ha elaborato.

Parte tutto da una serie di volantini a firma delle sigle sindacali unite in cui vengono rivolte accuse precise alla Presidente della Regione Lazio, nonché Commissario alla Sanità, Renata Polverini, colpevole, secondo quanto sostenuto dai sindacati, di aver bloccato i lavori di completamento di alcuni padiglioni, incidendo sulla già precaria sicurezza dell’Ospedale, che, specie per quello che riguarda l’area che affaccia su via Portuense, è popolato da “personaggi che mettono a serio rischio l’incolumità dei pazienti e degli operatori”. In effetti i locali un tempo dismessi per l’accorpamento al San Camillo sono il rifugio notturno di tanti senzatetto, prostitute e quanti altri decidano di fare dei padiglioni ospedalieri la loro casa per una notte. E alla protesta sulla sicurezza si aggiunge quella per l’occupazione, infatti viene denunciata la carenza di personale e in particolare si chiede la stabilizzazione dei precari. Enrico Gregorini, Segretario generale e Responsabile Sanità della Cgil per Roma Ovest, non usa mezzi termini e calca la mano sulla questione sicurezza: “L’Ospedale dovrebbe essere chiuso e per questo non è stato inserito nel Piano di Rientro, ma è evidente che il Commissario Martelli è contrario a questa scelta, d’altro canto però non c’è più sicurezza e nessuno si occupa della salvaguardia del Forlanini. Il progetto della vecchia giunta – prosegue Gregorini – prevedeva il totale assorbimento dei reparti all’interno del San Camillo, ma bisogna tenere conto dei lavori che interessano anche quel presidio e che sono prioritari”. Il Segretario quindi attribuisce un valore fondamentale agli interventi sull’Ospedale di via Gianicolense rispetto ai quali però denuncia l’assenza di fondi dalla Regione. In ogni caso è netto: “Si devono assolutamente ultimare i lavori al San Camillo poi, se si troveranno i soldi, intervenire sul Forlanini”. E rincara la dose quando, per sottolineare la gravità della situazione attuale, ci racconta: “I posti letto attivi al Forlanini sono pochissimi rispetto ai 200 che potrebbe offrire, l’Ospedale è sottoutilizzato perché non ha la capacità economica per sostenere i costi di tutti i potenziali pazienti e quelli che ci sono soffrono per il freddo e le condizioni precarie delle strutture deputate ad ospitarli”. Sul versante del lavoro i timori si accentuano e addirittura Gregorini parla di “una situazione che può precipitare da un momento all’altro”, riferendosi in particolar modo ai 29 infermieri con contratto a tempo determinato che rischiano di perdere il lavoro. A tal proposito dice: “Devono restare, quei 29 infermieri sono necessari per le attività di base, a maggior ragione per il blocco delle assunzioni decretato dalla Regione, che incide tantissimo. L’Ospedale – continua – va avanti grazie agli straordinari e grazie all’abnegazione del personale, altri licenziamenti sarebbero letali”. E affianca alla denuncia dei dati: allo stato attuale al Forlanini, per raggiungere il pieno organico, mancano 200 infermieri, 150 ausiliari, 60 tecnici e 48 ostetriche. Per avere delle risposte concrete e tirare le somme incontriamo Massimo Martelli, Primario di Chirurgia Toracica e da luglio Commissario dell’Ospedale Forlanini per la Regione. A lui si deve la stesura del nuovo piano di riassetto dell’ospedale, alla cui base, ci spiega, c’è una convinzione fondamentale: “La Sanità è una cosa pubblica e tale deve rimanere”. L’idea di fondo vede la divisione del nosocomio in tre blocchi ben distinti, ognuno con una sua funzione specifica e tutti concepiti in una logica di risparmio che però vada incontro alle esigenze dei cittadini. Infatti il progetto prevede di circoscrivere l’ospedale propriamente inteso (reparti e sale operatorie) e la direzione nella prima sezione dell’edificio, il che, come ci spiega Martelli, “consentirebbe una contrazione della spesa perché la struttura ospedaliera corrisponderebbe a 1\3 del totale e dunque i consumi a 1\3 di quelli attuali”. Nei padiglioni mediani della parte centrale del complesso andrebbero predisposte le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) per un totale di 300 posti letto. Le Rsa sono strutture deputate ad ospitare malati in fase post-operatoria o riabilitativa, sub cronici e soprattutto anziani, che non necessitano di un’assistenza ospedaliera e richiedono di conseguenza costi minori. “Un posto letto di una Rsa – ci spiega Martelli – costa 150 euro al giorno a fronte del costo medio di un posto letto di un ospedale, che si attesta sugli 800 euro e quindi, in linea di massima, corrisponde ad un risparmio annuale di 150.000 euro. Inoltre consentono un alleggerimento per gli ospedali, occupandosi soprattutto di pazienti anziani e dunque andando incontro ad una tendenza che vede l’età media della popolazione salire e quindi aumentare i ricoveri nella fascia di età oltre i sessant’anni”. Nella terza parte dell’area di 20 ettari su cui attualmente insiste il Forlanini, quella che dà su via Portuense, l’idea di Martelli è di far convergere i sei poliambulatori sparsi nelle vicinanze dell’ospedale e quindi di competenza dell’Asl Roma D. Il Commissario afferma: “Attualmente i poliambulatori comportano una spesa solo per gli affitti di oltre due milioni di euro, noi offriamo la possibilità di sfruttare le strutture dell’ospedale per un canone di locazione di un euro all’anno. Inoltre Il più lontano dei poliambulatori è a 2 km e raggrupparli significherebbe anche facilitare certe operazioni per i cittadini, che potrebbero contare su un unico punto di riferimento per i loro accertamenti”. In più, per andare incontro alla richiesta di maggiore sicurezza, si è pensato di inserire una caserma dei carabinieri in una palazzina e, ragionando secondo criteri di economicità, destinare uno stabile a una sede dell’Inail. Anche sul fronte dell’occupazione Martelli si dice impegnato a trovare una soluzione ma ammonisce: “Abbiamo già rinnovato alcuni contratti tuttavia ci troviamo a fare i conti con un debito della Regione di 1 miliardo e 600 milioni euro e con un deficit attuale dell’ospedale di 150 milioni”. Il Commissario ironizza e parla del suo piano come di “una proposta rivoluzionaria”, sta di fatto però che questo disegno piace anche all’Amministrazione locale. Abbiamo sentito Vincenzo Guido (Federazione della Sinistra), Presidente della Commissione Politiche Sociali e Servizi alla Persona del Municipio XVI (quello sul cui territorio rientra il Forlanini), che guarda con favore al progetto: “Penso che quella elaborata da Martelli sia la proposta migliore, perché ha una funzione socio-sanitaria, prendendo in considerazione le nuove esigenze che si sono create, su tutte l’età media della popolazione più alta, e salvaguarda la vocazione sociale di un presidio così importante per il territorio”. Il Piano è stato consegnato alla Regione ed è al vaglio dei tecnici, quindi è necessario attendere, ma il fatto che ci sia convergenza su un unico progetto certamente rappresenta un buon punto di partenza per coinvolgere la popolazione, che potrebbe trarre diversi benefici da questo nuovo assetto, e consentire all’Amministrazione regionale di agire in fretta, superando l’impasse attuale che grava inequivocabilmente sul Forlanini.

Stefano Cangiano