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L’ex Caserma Donato si apre alla partecipazione

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Avviato l’iter per progettare la trasformazione della struttura assieme ai cittadini

Tratto da Urlo n.124 aprile 2015

TRULLO – Si apre una nuova fase della progettazione partecipata sulle caserme dismesse. Questa volta l’impegno dei cittadini si concentrerà sulla Caserma Donato in via del Trullo. Parliamo di circa 16 ettari ed una volumetria esistente di circa 141mila mc. Sono questi i numeri della ex caserma che nel prossimo futuro potrebbe avere nuova vita. Dopo la firma del protocollo con il Ministero della Difesa, avvenuta il 7 agosto scorso, era stato l’Assessore capitolino alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, a spiegare l’importanza di questi interventi di rigenerazione: “Con il protocollo firmato dal Sindaco Marino, continuiamo la nostra rivoluzione urbanistica. Per i nostri progetti di rigenerazione urbana abbiamo oggi altre sei caserme a Roma e tutte dentro il Grande Raccordo Anulare, nella città consolidata, alcune anche in pieno centro storico – seguitava Caudo – È nostra volontà incentivare il settore edilizio cittadino, ma solo riqualificando l’esistente, senza consumare nuovo suolo”. Successivamente, nel novembre scorso, sempre Caudo aveva ricordato l’impegno ad attivarsi sulla ex Caserma del Trullo: “Il Protocollo d’intesa prevede che nei prossimi 100 giorni da oggi (28 novembre, ndr) si stabiliscano le future destinazioni d’uso della Caserma Donato in via del Trullo e della Caserma Ruffo in via Tiburtina alle quali stiamo già lavorando con gli uffici del Dipartimento di programmazione e attuazione urbanistica, le istituzioni che hanno sottoscritto il protocollo e i Municipi interessati”. La notevole estensione territoriale dell’area la rende ideale per un processo di trasformazione: “L’ambito interessa un’area pianeggiante e di notevole estensione territoriale – si legge sul sito del Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale – compresa ad Ovest dal Monte delle Capre, ad Est dal parco Valle dei Casali (Monte Trullo), a Nord dalla borgata storica del Trullo ed a Sud dalla ferrovia Roma-Pisa”.
A dare notizia dell’avvio dell’iter di partecipazione è stato nelle scorse settimane il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia. Il minisindaco ha specificato che il Dipartimento urbanistica vorrebbe ottenere per l’estate un progetto preliminare, un passaggio in Municipio e il procedimento di partecipazione, così come previsto dal Piano Regolatore. Questi passaggi saranno portati avanti in contemporanea all’approvazione preliminare del Campidoglio: “Ciononostante, la nostra idea è riuscire da subito a capire quali funzioni debba avere questo nuovo assetto urbanistico, perlomeno per quanto riguarda le funzionalità pubbliche – spiega Veloccia – Deve essere chiaro, infatti, che la ristrutturazione della ex Caserma non sarà effettuata da Roma Capitale, ma questa farà un bando per i privati che, in cambio, dovranno restituire delle opere pubbliche al territorio che saranno decise insieme agli stessi cittadini”. Il coinvolgimento è già iniziato con un’assemblea promossa dal Circolo Pd del Trullo il 10 marzo. A raccontarci quanto emerso nell’incontro è Angela Monticelli del direttivo del Circolo: “Molti gli interventi di cittadini, dei commercianti, delle associazioni presenti sul territorio, dei rappresentanti politici e anche del parroco. Con questi interventi sono emerse anche tantissime priorità molto sentite dal territorio”. Tra queste il secco No a nuove speculazioni edilizie e la speranza che si privilegino gli utilizzi di carattere pubblico. Spazi verdi destinati non solo ai bambini, il coinvolgimento delle associazioni “realmente esistenti e operanti nella zona” e spazi per gli artigiani, favorendo così l’occupazione non solo per i giovani. Si punta anche ad una lista di disoccupati del territorio che, in questa trasformazione, potrebbero trovare sbocchi lavorativi. Le richieste comprendono poi sportelli della Asl, un consultorio, e punti di sostegno nella lotta alle dipendenze di ogni natura (alcool, tossicodipendenza ma anche ludopatia). Il percorso è già iniziato e, a quanto affermato dal Municipio, sta ottenendo già dei risultati “come la disponibilità dei Carabinieri di tenere un presidio e del Ministero dei Beni culturali, che vi trasferirà una parte del suo Archivio, che noi abbiamo già chiesto di aprire al territorio, attraverso la costruzione di una biblioteca e di spazi di aggregazione – seguita il minisindaco Veloccia – Come Municipio stiamo lavorando per ottenere anche altro”. Ad esempio la congiunzione della ex Caserma con i lotti e con la parte residenziale del Trullo per costruire un unico quadrante. “Vogliamo, inoltre, sfruttare gli spazi aperti per costruire piazze e luoghi di incontro, per realizzare un accesso al Parco di Monte Cucco e altre funzioni da definire insieme ai cittadini. Ciò avverrà attraverso un percorso che prenderà il via già nelle prossime settimane in cui coinvolgeremo comitati, associazioni, partiti e chiunque voglia dare il suo contributo”.
L’apertura di questo spazio di partecipazione nei confronti della cittadinanza è un’esperienza notevole, ma che può comunque presentare ostacoli e imprevisti. Come ci racconta Marco Campitelli del Comitato DifendiAmo Roma, non è la prima volta che l’attenzione dell’amministrazione Capitolina si concentra sul Trullo, “da quando si voleva riqualificare totalmente negli anni ‘90, fino a far rimanere solo parole e a dimenticarsi di questo quadrante di Roma. Il colpo di grazia è stato la chiusura dell’unica Caserma dei Carabinieri per motivi di fondi, un punto di riferimento per tutta la zona”. Per Campitelli l’assenza delle Forze di Polizia è stato elemento centrale dei disagi nell’area: “Si è inasprita la microcriminalità. Adesso il riferimento è Ponte Galeria e via della Magliana Nuova, con la Polizia soltanto a piazzale della Radio. Si è lasciata una parte di territorio totalmente scoperta. Già con Alemanno erano state fatte delle promesse, poi disattese per motivi di fondi”. Sul processo partecipativo Campitelli ha un’unica preoccupazione: “Speriamo che non si assegnino questi spazi alle solite associazioni. Leggiamo favorevolmente il processo da aprire con la cittadinanza – conclude – C’è tanta voglia di partecipare, soprattutto in quartieri dove manca tutto”. Nei prossimi mesi continueremo a seguire l’evoluzione di questo progetto, con i passaggi in Municipio, il processo partecipativo e l’approvazione della Delibera in Consiglio Comunale. La speranza rimane quella espressa dalla cittadinanza: si dia spazio al pubblico, lasciando fuori dalla caserma la speculazione privata.

Leonardo Mancini