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Le novità a Marconi, tra voglia di cambiamento e immobilismo

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via enrico fermi

Dalle opere previste su via Fermi al progetto del Parco Papareschi: ecco le novità

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

MARCONI – Nei mesi scorsi vi avevamo parlato di tutti i progetti urbanistici che sono in programma nel quadrante Marconi. Dal “famigerato” Pup Fermi agli appartamenti previsti sulla stessa via, fino alla realizzazione del Parco Papareschi. Facciamo il punto della situazione e vediamo come stanno andando avanti questi interventi.
Il Pup Fermi, un’opera da sempre contestata dai cittadini della zona, sembra da tempo in una fase di immobilità. Anche se pare non si debba più realizzare, le autorizzazioni sono ancora tutte lì, e non c’è stata ancora una revoca formale. I cittadini richiedono a gran voce la votazione in Assemblea capitolina della delibera di iniziativa popolare 38/2012, che porrebbe fine definitivamente alla vicenda. Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI, ci spiega che per loro “il Pup Fermi è un’opera archiviata, nel senso che il Municipio ha già scritto e spiegato che non ritiene quest’opera positiva per il territorio. Dal punto di vista formale l’archiviazione deve essere fatta dal Dipartimento Mobilità attraverso l’espunzione della stessa dall’elenco di quelle previste nel Piano Urbano Parcheggi. Fino a quando non ci sarà tale atto, quindi, non si potrà parlare di archiviazione formale ma, dal punto di vista politico, l’Assessore Improta ci ha più volte confermato la sua contrarietà a quest’opera”. Una soluzione definitiva, però, ci sarebbe: “La nostra delibera popolare – afferma Riccardo Micheli del Comitato NoPup Fermi – è stata calendarizzata dall’Assemblea Capitolina, ma non viene discussa quindi per ora è ancora tutto fermo. Ovviamente si dice che il Pup non verrà realizzato, ma le autorizzazioni ci sono ancora e la votazione della delibera potrebbe mettere fine a questa vicenda”. Micheli, tra l’altro, riflette sul fatto che se il Pup fosse stato “veramente cancellato la nostra delibera sarebbe stata annullata. Invece è ancora lì, in attesa di discussione”. E il ragionamento non fa una piega, effettivamente. Questa situazione di immobilismo viene commentata aspramente dal consigliere del municipio XI Marco Palma (Fi): “Il Consiglio Comunale si sta comportando in modo omertoso e vergognoso. La delibera è calendarizzata da tempo, ma a quanto pare ci sono sempre degli intoppi che non permettono di votarla”. Sul Pup Fermi, quindi, nessuna novità sostanziale e si resta in attesa della formalizzazione dell’effettivo accantonamento dell’opera.
Sempre sulla stessa strada, il complesso che ospita la Città del Gusto, un supermercato e il cinema, dovrebbe essere sostituito da una palazzina di 4 piani adibita a residenziale. Le attività commerciali, dunque, lasceranno spazio a degli appartamenti, privando il quartiere di poli di aggregazione e di alcuni servizi, isolandolo ancor di più. “I lavori non sono stati ancora avviati – ha continuato Veloccia – Il Municipio sta lavorando affinché siano salvaguardati il più possibile i ritorni per il quadrante Marconi, destinando gli oneri concessori prodotti dal privato a progetti per il quartiere volti ad eliminare le tante criticità ancora presenti, come ad esempio il mercato di via Cardano che costituisce un vulnus in termini di degrado e sicurezza per la zona. Non conosciamo le tempistiche che gli imprenditori attueranno, sappiamo però che c’è la volontà dell’Amministrazione di salvaguardare le strutture presenti. Presumibilmente alcune attività verranno trasferite, come la Città del Gusto, ma la nostra speranza e il nostro auspicio è che al posto di questa struttura non vi siano soltanto case. Stiamo lavorando – ha concluso il Presidente – e abbiamo chiesto con forza agli operatori economici di mantenere il più possibile alcuni dei servizi presenti, come il multisala che vogliamo sia ricostruito in questo territorio, ma purtroppo non è potere del Municipio obbligare nessuno a mantenere queste strutture. La nostra è, più che altro, una moral suasion”. Sull’intervento si apre quindi una nuova questione, quella degli oneri concessori. Fondi che potrebbero andare a migliorare alcune aree del quadrante con interventi mirati. Perché non pensare ad una riqualificazione proprio di via Enrico Fermi? È la domanda che Riccardo Micheli si pone: “Per via Fermi chiediamo che gli oneri concessori derivanti dal Piano Casa vengano investiti nel rifacimento delle strade, dei marciapiedi e per la piantumazione di nuovi alberi. Invece si vorrebbero far convergere gli 800mila euro già versati, su un totale di 2,5 mln, nella riqualificazione del mercato o in lavori su alcune scuole, ma sono progetti vaghi. Via Fermi invece ha delle problematiche reali e da risolvere a breve, ma ci è stato detto che ciò fa parte della manutenzione ordinaria che poi, puntualmente, non viene fatta”. Marco Palma mostra preoccupazione per la costruzione di nuovi appartamenti, che porteranno ad una “riduzione di servizi, perché la logica del mattone viene seguita indiscriminatamente a scapito del buon senso” e pone anch’egli l’attenzione sull’utilizzo degli oneri concessori, per cui “ho richiesto con un emendamento il loro direzionamento, anche in parte, verso la riqualificazione della strada, ma esso è stato bocciato senza spiegazione. Questa maggioranza non si cura delle esigenze dei cittadini, che quell’opera la subiranno senza avere nulla in cambio”.
Ci spostiamo ora verso il Parco Papareschi, previsto sull’omonimo tratto di Tevere, su cui esiste un progetto avveniristico a cui un processo partecipativo sta apportando delle modifiche. All’interno di questo spazio doveva essere costruita la nuova Casa dello Studente, essendo l’area di Laziodisu (quindi di competenza regionale). “Il percorso di partecipazione può dirsi concluso – afferma Veloccia – e si stanno avviando le opere di caratterizzazione dei terreni, affinché si possa definitivamente consegnare il progetto esecutivo e si possa dare avvio, quanto prima, agli interventi. Il nostro obiettivo è strappare quella parte di Marconi al degrado e poter costruire una prima risposta in termini di verde pubblico per i quartieri. Senz’altro, se non ci fosse la volontà da parte di Laziodisu di realizzare la Casa dello Studente, il Municipio sarebbe assolutamente favorevole ad estendere le dimensioni del Parco”. Dicevamo, gli oneri concessori giocano una partita importante anche qui. Il perché ci viene spiegato da Riccardo Micheli: “Al di là del Ponte di Ferro si stanno realizzando degli appartamenti, che in principio dovevano essere degli uffici. Qui c’è un fattore interessante, ovvero l’investimento da parte del costruttore di 1 mln e 800mila euro di oneri concessori nella realizzazione della “striscia” di 3mila mq del Parco Papareschi”. Poi Micheli ci dà una notizia: “La Casa dello Studente non verrà realizzata perché sopra il terreno c’è il vincolo della Sovrintendenza, sono stati trovati dei reperti archeologici e l’area è ricca di falde acquifere. Quello che auspichiamo – aggiunge – è che lo studentato venga trasferito in uno degli stabili dell’ex Miralanza. Per il Parco noi desideriamo qualcosa di più semplice e funzionale, rispetto al progetto attualmente esistente, che sia facile da mantenere e salvaguardare”. Per Marco Palma l’idea che non venga realizzata la Casa dello Studente è una speranza netta: “Spero che non venga costruita perché il parco che si andrebbe a realizzare, costosissimo tra l’altro, sarebbe solo un piccolo appezzamento di terra. Inoltre ci sono delle verifiche che vanno fatte”, gli studi sul dissesto idrogeologico da cui il quadrante, in molti punti, è colpito: “Questo è un discorso che va fatto anche per il Piano Casa Fermi, visto che nel nuovo complesso si vorrebbero realizzare anche dei box sotterranei. Ho chiesto ai dipartimenti competenti di fare delle verifiche per non incorrere in questo rischio”, conclude Palma.
Non possiamo che attendere il momento in cui, quel grande patchwork di idee che oggi è Marconi, prenda una forma compiuta. Speriamo non a discapito dei cittadini.

Serena Savelli