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Magliana: continuano gli sgomberi di insediamenti abusivi di nomadi

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Ora più che mai necessarie le espulsioni, sostiene la destra. Piano di accoglienza e opportunità di lavoro per i nomadi secondo la sinistra

MAGLIANA – Continuano le operazioni di sgombero dei nomadi dalle occupazioni abusive di edifici e aree. Molti gli interventi nel mese scorso: il 10 ottobre la Polizia di Roma Capitale ha provveduto allo sgombero di un insediamento di 83 persone senza fissa dimora da un immobile occupato sito in via della Magliana 400. Di queste, 36 sono state denunciate e a 35 è stato offerta ospitalità presso i centri di assistenza, però rifiutata; l’immobile liberato sarà “restituito al legittimo proprietario, verrà bonificato e messo in sicurezza” ha dichiarato in seguito all’operazione Giorgio Ciardi, delegato del Sindaco alle politiche della Sicurezza. “Un passo importante – ha commentato Augusto Santori, Consigliere Pdl del Municipio XV – Crediamo però che occorra non dare tregua ai nomadi in questo quadrante della città, considerato che esistono ancora sacche importanti di illegalità e degrado causate dalle loro abitudini. Lo stato attuale di Magliana è ancora fortemente preoccupante, i rapporti tra cittadinanza e nomadi restano tesi ed è necessario un intervento forte e duraturo su tutto il territorio. L’operazione odierna e quelle condotte nei giorni scorsi fanno ben sperare, ma non risolvono il problema che potrebbe riproporsi già nelle prossime ore”. Il 17 ottobre un’altra operazione ha portato alla liberazione dall’occupazione abusiva di altre zone. L’intervento si è concentrato sugli insediamenti di via Palaia, delle aree della Riserva Naturale della Valle dei Casali, della collina dell’Imbrecciato e di via Santorre di Santarosa. Trovati 34 nomadi di nazionalità romena, nessuno dei quali ha accettato l’assistenza sociale offerta. Ciò, secondo Santori, dimostra di fatto “la mancanza concreta di volontà da parte dei quei rom nel volersi integrare e di essere assistiti realmente”. Il moltiplicarsi degli sgomberi all’interno del territorio del Municipio XV dimostra, sempre secondo Santori, l’interesse dell’amministrazione per la tematica e per il quadrante della città: “Auspichiamo entro breve nuovi interventi”. Ecco infatti il 18 ottobre, un nuovo sgombero delle strutture della ex Mira Lanza, precisamente in via Pierantoni (zona Marconi). Lo stabile sgomberato, dimora di 15 persone, è stato successivamente messo in sicurezza. Del giorno successivo è una nuova operazione nella zona di Borgata Petrelli dove è stato sgomberato un insediamento abusivo di 20 cittadini romeni nei pressi della ferrovia. Infine un blitz del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri si è concentrato sui campi siti tra via del Cappellaccio e la via del Mare il 25 ottobre scorso: sul luogo sono stati apposti sigilli e sono state effettuate verifiche nei confronti degli sfasciacarrozze situati nei pressi della Magliana. “Nell’ultimo mese – dichiara Fabrizio Santori, Presidente Commissione sicurezza Roma Capitale – abbiamo fatto molti interventi nella città, alcuni con buoni risultati, altri sono già stati programmati in diverse altre zone. L’amministrazione chiede fortemente al Ministero dell’Interno di rendere operativa la norma sulle espulsioni contro tutti i senza lavoro che stanziano abusivamente e senza permesso sul territorio capitolino vivendo di stenti”. Finché non sarà operativo questo modus operandi, conclude Fabrizio Santori, ci si ritroverà solo a rincorrere persone che non fanno altro che spostarsi. Riferendosi alle numerose operazioni del mese passato, Gemma Azuni, Consigliere comunale Sel e membro della Commissione Politiche Sociali commenta: “Che non si vantino dell’abbattimento delle baracche e della pulizia delle aree, l’emergenza rom non è stata affrontata in modo strutturale mediante azioni fondamentali per governare tutta la questione”. I nomadi, secondo Azuni, vengono sgomberati ma non si fa nulla affinché il problema venga cancellato, non vengono offerte alternative alle persone che si trovano a rifiutare l’assistenza poiché essa, rivolta solo alle donne e ai bambini, presuppone la divisione della famiglie. Devono essere fornite loro possibilità di lavoro: “Io stessa ho incontrato giovani donne con bambini che chiedono di lavorare”. Differenti le soluzioni offerte dal Pdl: in primis norme antirovistaggio e maggiore severità nei confronti di tutti coloro che vivono grazie al commercio illecito di ferro, che si procurano i materiali deturpando la città, ed espulsioni necessarie per chi delinque.


Anna Paola Tortora