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Magliana, in fiamme la scuola Claudio Graziosi di via Greve

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scuola magliana

Evacuati gli alunni e insegnanti dell’istituto dopo lo scoppio di un incendio, nessun ferito

IL CASO – Questa mattina un incendio è divampato all’interno della scuola materna ed elementare di via Greve a Magliana. Gli alunni e gli insegnanti sono stati fatti uscire in maniera ordinata e l’istituto è stato evacuato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Villa Bonelli e i vigili del fuoco. L’episodio non ha provocato feriti, solo una delle persone presenti ha ricevuto assistenza dopo aver inalato del fumo. Le cause dell’incendio sono ancora da definire. Sulla scuola sono in corso accertamenti ma le attività scolastiche potranno riprendere già da lunedì prossimo.

MASINI – VELOCCIA – “L’incendio che si è sviluppato nella scuola Claudio Graziosi di via Greve ha interessato un locale del terzo piano, inutilizzato. Siamo arrivati ad intervento dei Vigili del Fuoco ancora in corso”, si legge in una nota dell’Assessore alla Scuola, Paolo Masini, e del presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, che seguitano: “L’evacuazione dei 400 alunni dell’istituto è scattata subito e ha funzionato alla perfezione, grazie alla competenza della dirigente scolastica e degli insegnanti e grazie al fatto che l’ultimo test era stato effettuato appena tre mesi fa. I tecnici del Municipio sono già al lavoro per il ripristino degli impianti e per consentire la riapertura della scuola già da lunedì. Resteranno interdette quattro classi del secondo piano per attendere che l’acqua utilizzata nell’intervento defluisca e per le successive verifiche di stabilità, mentre sono in corso le indagini per stabilire la natura di questo incendio. Per i bimbi e le maestre solo un po’ di spavento, ma fortunatamente nulla di più”, concludono Masini e il Veloccia al termine del sopralluogo.

LE REAZIONI – “Siamo stanchi di vedere sempre Magliana al centro delle cronache di incuria e negligenza da parte delle Istituzioni”, dichiarano in una nota congiunta Augusto Santori, esponente di DifendiAMO ROMA e Claudio Cocciatelli, del Comitato Magliana Viva, che seguitano: “Vogliamo rappresentare tutta la rabbia delle mamme di questo quadrante della città per l’ennesimo accaduto che si registra nelle nostre scuole. Dopo i furti alla Sciascia e i diversi incendi che hanno caratterizzato la Quartararo, ora ecco che divampa un incendio in una scuola nel cuore di Magliana. Non comprendiamo come possano avvenire ancora dei cortocircuiti in una città come Roma, poteva essere una strage e vogliamo ringraziare pubblicamente tutti gli operatori impegnati sul posto che hanno evitato il peggio.” Le istituzioni devono dare risposte chiare, seguitano i due rappresentanti che concludono la loro dichiarazione affermando: “Non possiamo tollerare il ripetersi di questi eventi, è ora che in questa città gli amministratori inizino a prendersi le responsabilità di ciò che accade. Non vogliamo vedere solo inaugurazioni e mere attività propagandistiche, esigiamo anche di vedere amministratori che paghino di quanto accade quotidianamente in città. E a maggior ragione nelle scuole.”
Sulla questione si è espresso anche il consigliere Regionale Fabrizio Santori che accusa l’Amministrazione di scarsa attenzione: “I bambini e le famiglie non possono continuare a subire le negligenze di questa Amministrazione. I sopralluoghi servono a ben poco se non si provvede a una metodologia di lavoro che renda ordinari e rigorosi gli atti di manutenzione delle scuole. Le famiglie pagano tasse salate, rette dei nidi, delle mense e del trasporto scolastico sono in costante aumento, la manutenzione straordinaria non esiste nonostante gli annunci, i furti si ripetono quotidianamente e, ora, dobbiamo assistere anche a incendi che scoppiano improvvisi mentre i bambini sono in aula. Farò seguito a quanto annunciato dal consigliere del Municipio XI Marco Palma e presenterò degli atti specifici sulla questione degli incendi a Magliana. Sui furti pronto a breve un dossier sul grado di insicurezza delle scuole”.

Anna Paola Tortora

(foto da La Repubblica)