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Marconi: aperto il dibattito sul corridoio della mobilità

La corsia protetta al centro delle carreggiate è oggetto di studio. Cittadini e commercianti chiedono partecipazione

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MARCONI – Non è la prima volta che viale Marconi viene interessato dalla proposta di una corsia preferenziale protetta. Presente nelle linee programmatiche di tutte le ultime amministrazioni municipali, il “corridoio della mobilità” è pensato per facilitare il collegamento tra la stazione Trastevere e la fermata metro Marconi. A riaccendere l’attenzione sulla questione è stato il Presidente della Commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefàno, che vuole riportare allo studio il progetto. Cogliendo quest’occasione i cittadini del Comitato di Quartiere Marconi (per ora un gruppo Facebook, ma presto un vero CdQ) hanno voluto interpellare i residenti per capire cosa preferirebbero viaggiasse sulla preferenziale. “Al sondaggio lanciato hanno risposto più di 300 persone – ci spiega Salvatore Serra del CdQ – e il tram è stato un facile vincitore. Questo perché quando si parla di mobilità la richiesta dei cittadini non può che cadere su un mezzo veloce ed ecologico”.

LA COMMISSIONE – I risultati del sondaggio sono stati consegnati all’Amministrazione, che in Municipio ha anche tenuto una Commissione per discutere di quest’idea: “Ho dovuto, purtroppo, assistere alla imbarazzante conta dei posti auto che verrebbero persi (si tratta tra l’altro di posti auto illegali, contro il codice della strada e il regolamento viario, ndr) – ha spiegato Stefàno in relazione alla riunione dell’11 novembre – Abbiamo veramente un grande lavoro da fare davanti a noi. Purtroppo in molti ancora non si rendono conto del divario enorme che ci separa, ormai, anche dalle altre città italiane e del poco tempo che abbiamo a disposizione per colmarlo”.

PARCHEGGI E ALBERATURE – Il dibattito innescato dal sondaggio online ha avuto il merito di coinvolgere i residenti in un discorso più ampio, legato alla mobilità a tutto tondo: “Si è parlato della possibilità di un migliore raccordo con Ostiense – spiega Serra del CdQ – del Ponte di Ferro insufficiente e di quello pedonale della Scienza inutilizzato”. Ma a farla da padrona è stata la possibilità che, con la preferenziale posta al centro delle due carreggiate, si perdano posti auto, ad oggi utilizzati in spregio al codice della strada: “Si deve capire che questa situazione non può essere tollerata in eterno – seguita Salvatore Serra – I problemi di parcheggio rimangono in ogni caso. Però la preferenziale non può essere un intervento spot: deve essere supportata da un trasporto pubblico efficiente”. Con più persone che utilizzano i mezzi pubblici la necessità di posti auto potrebbe diminuire, anche se le difficoltà per le vie limitrofe aumenterebbero sensibilmente. Altro tema rilevato è la preoccupazione per le alberature presenti tra le carreggiate. Al momento, non essendoci un vero progetto, non possiamo sapere se e quante di esse dovranno essere rimosse. Ma da molte parti si sono già alzate voci in loro difesa. Certo è che le criticità avanzate dai cittadini non sono da sottovalutare: una corsia preferenziale deve essere motivata con un forte sviluppo della mobilità e del trasporto pubblico. L’intervento non può essere conveniente qualora sulla corsia passi soltanto un filobus oppure un autobus ogni venti minuti.

DAI COMMERCIANTI – Su questa vicenda non si può dimenticare di sentire i commercianti, elemento centrale della vita del quadrante: “Sulla corsia preferenziale non abbiamo una preclusione in partenza. La nostra è una realtà commerciale grande – spiega il Presidente del Consorzio Arvalia, Giovanni Battista – più di 200 aziende attive e un indotto di migliaia di famiglie. Sulle questioni del nostro territorio ci siamo sempre stati e abbiamo sempre partecipato con approccio costruttivo per il bene degli abitanti. Per noi però contribuire non significa prendere per buona una soluzione ‘suggerita’, o peggio ancora calata dall’alto. Spererei – conclude il Presidente – che anche questa volta, per un progetto non certamente nuovo, vi siano le condizioni per partecipare a pieno titolo a tutte le fasi della discussione e progettazione”.  Una posizione condivisa anche dai residenti che, come spiegato dal CdQ, aspettano “un’assemblea pubblica sul futuro progetto. È importante che tutte le criticità rilevate si affrontino assieme”.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.142 gennaio 2017