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Marconi, Piano casa Fermi: i lavori proseguono

La costruzione del nuovo complesso procede, ma non si parla più della Asl

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MARCONI – A via Enrico Fermi, com’è noto, sorgeranno delle raffinate palazzine residenziali che verranno ultimate nel giro di tre anni. I lavori procedono speditamente e ad oggi resta solo lo scheletro della struttura che un tempo ospitava il Gambero Rosso.

IL PRESIDIO ASL – “I lavori del Piano casa Fermi stanno andando avanti – ha dichiarato Maurizio Veloccia, Consigliere Pd ed ex Presidente del Municipio XI – il problema è che la parte pubblica è del tutto immobile”. Prima dell’inizio degli interventi, quando il complesso era ancora aperto, al suo interno c’era una ASL che i residenti rivorrebbero nell’area. “Noi avevamo siglato un accordo di massima tra il presidio e la proprietà perché potesse ritornare in quei locali. Ovviamente ora che si stanno facendo i lavori sarebbe necessario che quell’accordo venisse ufficializzato e formalizzato, ma per questo serve un lavoro da parte del Municipio al fine di garantire i servizi essenziali per i cittadini”. Solo l’ente di prossimità, secondo Veloccia, può fare pressione perché la ASL torni a via Enrico Fermi. “Purtroppo il Municipio è del tutto fermo da questo punto di vista – ha incalzato Veloccia – e quindi il rischio che ci sia un’ulteriore perdita di servizi per il territorio è molto concreto”. Non si hanno certezze dunque, ma forse sarebbe il caso di verificare se quell’accordo, che sarebbe stato effettuato qualche tempo fa dalla passata amministrazione, possa essere formalizzato.

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO – Altro punto su cui ci si sta interrogando è il possibile rischio idrogeologico a cui l’area potrebbe essere soggetta. La stessa problematica, tra l’altro, che motivò la ferma opposizione dei residenti al parcheggio interrato che doveva sorgere sulla strada (progetto che, ad oggi, sembra accantonato). “In questo momento si sta scavando per realizzare i parcheggi – ha raccontato Riccardo Micheli, Presidente del Comitato NoPup Fermi – ma è stata trovata una falda acquifera, la stessa che venne rilevata dai sondaggi idrogeologici realizzati dalla società incaricata di costruire il Pup”. Anche Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio municipale, è intervenuto su questo punto: “Sono in attesa di conoscere gli esiti di una mia nota del 2014, relativa al rischio idrogeologico presente nel quadrante interessato, per quanto relativo alla realizzazione dei garage del medesimo Piano casa. Se tale rischio era elevato per il Pup non può non esserlo per questa realtà che peraltro è a ridosso del fiume”.

ASSENZA DI SERVIZI – Ciò che è stato più lamentato nella realizzazione del Piano casa è l’aver tolto al quartiere dei servizi, rendendolo più isolato e senza punti di aggregazione. “Quella che era iniziata come una vera riqualificazione dell’area di Marconi, grazie alla presenza di un cinema, del Gambero Rosso, di un supermercato e della ASL – ricordano Fabrizio Santori e Daniele Catalano, rispettivamente Consigliere regionale e municipale per Fdi – si sta trasformando in una nuova serie di appartamenti senza considerare la futura mancanza di parcheggi, servizi e centri di aggregazione. Mentre ci troviamo con un cantiere che sta lavorando con grande velocità per concludere prima possibile i lavori – hanno continuato – i cittadini vivono con l’idea che il loro territorio venga utilizzato solo per il raggiungimento di un profitto e non per il miglioramento della qualità della vita del quadrante”. E sulla questione della ASL ricordano: “Le varie amministrazioni, dal Municipio alla Regione Lazio, latitano e non si fanno carico di questa situazione, non aprendo dei tavoli di dibattito e confronto con tutti i soggetti interessati, al fine di trovare un comune accordo con la cittadinanza e delle soluzioni che possano consentire al quartiere di rinascere”.

Serena Savelli

Tratto da Urlo n.144 marzo 2017

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