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Marconi: restano fermi i lavori per il Mercato Macaluso

Il Pd municipale attacca l’immobilismo della giunta grillina: “Abbiamo perso 15 mesi”

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MARCONI – Sul mercato Macaluso sembra che il tempo si sia fermato. Delle riqualificazioni tanto attese da residenti e operatori non c’è traccia, mentre in Municipio XI monta la polemica. La struttura mercatale di via Cardano nel quartiere Marconi da anni attende un’importante opera di riqualificazione, da realizzarsi con gli oneri derivanti dall’operazione urbanistica di via Enrico Fermi. I lavori, necessari per togliere i box e la piazza dal degrado che li attanaglia, sarebbero dovuti iniziare da tempo, ma qualcosa si è bloccato.

IL PROGETTO – A riaccendere i riflettori su questa vicenda è il gruppo del Pd in Municipio XI, con il consigliere Maurizio Veloccia, già minisindaco di questo territorio: “Ricordiamo che la riqualificazione del mercato, che si trova in condizioni pietose da un punto di vista igienico-sanitario, è un progetto approvato e finanziato nella scorsa consiliatura dalla giunta Veloccia che nel novembre 2015 stanziò un milione di euro, approvò il progetto di riqualificazione, condividendone la caratteristiche con operatori e cittadini, ed avviò la gara che si concluse ad aprile 2016 con l’aggiudicazione dei lavori”. Poi come tutti sanno la situazione politica nella Capitale è mutata e dei lavori sul mercato Macaluso non si è più parlato.

LO STOP – Questa mancanza di informazioni, ma soprattutto di interventi fattivi, è stata denunciata in una nota da tutto il gruppo dei Dem: “Con il nuovo corso “grillino” si è persa completamente traccia del progetto di riqualificazione, nonostante le enormi insistenze del PD affinché l’opera fosse al più presto avviata, tale progetto è scomparso anche dal sito del Municipio”. Nel settembre del 2016 venne anche ascoltato l’assessore municipale ai Lavori Pubblici il quale, stando a quanto riferito dagli esponenti del Pd, avrebbe assicurato da lì a pochi giorni l’avvio del progetto esecutivo e l’inizio dei lavori.

LE PROSSIME SCADENZE – Lo scontro su questa è ripreso la scorsa settimana dopo la riunione della commissione municipale Lavori Pubblici: “Dopo ben 10 mesi – scrivono dal PD – abbiamo appreso che il contratto ancora non è firmato, da qui il mancato avvio dei lavori. L’assessore ha affermato che entro il 15 settembre sarà firmato il contratto ed avviata la progettazione esecutiva. Insomma – aggiungono – anche se volessimo credere all’assessore, abbiamo perso 15 mesi durante i quali il M5S al governo del Municipio ha dimenticato questa opera immediatamente cantierabile lasciandola nei cassetti”.

LA QUESTIONE DEI FONDI – Nonostante il ritardo nell’avvio delle opere di riqualificazione venga considerato un fatto gravissimo, quello che gli esponenti Dem hanno definito una ‘beffa’ è il fatto che “questi enormi ritardi hanno fatto sì che i ribassi della gara consistenti in più di 450mila euro non essendo stato utilizzati, sono stati persi dal Municipio – aggiungono dal Pd – Con quei soldi si sarebbero potuti effettuare ulteriori interventi di riqualificazione del quadrante Marconi, a partire da Via Enrico Fermi, dalle potature delle alberature, alla manutenzione stradale o dei giardini pubblici”. Tali fondi, a quanto spiegato dal gruppo Pd, non essendo stati impiegati sarebbero tornati nelle casse del Comune.

IL PARERE DELLA SOVRINTENDENZA – La replica a quanto dichiarato dagli esponenti del Pd viene affidata ad una nota firmata dal consigliere del M5s, Gianluca Martone. Il penta-stellato ha infatti spiegato come alla base dei ritardi ci sia la necessità di ottenere un parere della sovrintendenza: “In commissione è emerso che gli uffici tecnici hanno fatto tutto quello che c’era da fare e per questo li ringrazio – afferma Martone – C’è un cronoprogramma abbastanza chiaro che dovrebbe vedere il completamento dei lavori in 15 mesi. Tuttavia c’è come sempre l’incognita della sovrintendenza che dovrà esprimere parere vincolante e non c’è un limite di tempo nel quale l’organo statale è tenuto ad esprimersi”. Sarebbe quindi questo passaggio tutto amministrativo a tenere sotto scacco le opere di riqualificazione. “Faccio un appello alla sovrintendenza – conclude Martone – affinchè non trascuri questo mercato che i cittadini aspettano da troppo tempo”.

LeMa

(Foto di repertorio)

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