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Marconi: sfuma il sogno del Parco Papareschi?

In attesa della stima dei costi di bonifica, spunta l’ipotesi di realizzare un parcheggio

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Tratto da Urlo n.168 Maggio 2019

MARCONI – Si è chiusa qualche settimana fa la Conferenza di Servizi che ha avuto come oggetto la realizzazione del Parco Papareschi. È stata confermata la presenza di agenti inquinanti nei terreni e la necessità di operazioni di bonifica, attualmente al vaglio dei Dipartimenti comunali competenti che ne dovranno stimare i costi.

IL PARCO – Il parco rappresenta un’opera molto attesa dalla cittadinanza e dovrebbe essere realizzata grazie agli oneri concessori, derivanti dalla costruzione (già ultimata da tempo) di alcune palazzine vicine al Ponte di Ferro, fatte dalla società Roma Docks, ammontanti a 1 milione e 300mila euro.
Il problema che sta minacciando la fattibilità dell’opera è il forte inquinamento dei terreni, dovuto probabilmente alla sussistenza in passato dell’ex saponificio Mira Lanza, che chiuse i battenti nel 1957. Sarà quindi necessaria una capillare bonifica per poter mettere in sicurezza questi spazi e renderli fruibili, destinandoli finalmente alla realizzazione di un parco pubblico, come da programma. Quest’ultima fase, però, ha un costo non ancora stimato: esso verrà scalato dal tesoretto degli oneri concessori succitato, al netto della spesa di 150mila euro già sostenuta per le analisi dei terreni.

LA CONFERENZA DI SERVIZI – Giacomo Giujusa, Assessore ai Lavori Pubblici e all’Ambiente municipale prima che il Municipio XI venisse commissariato, ha spiegato le ultime evoluzioni della vicenda: “È stato richiesto di mettere in sicurezza le aree delimitandole per la presenza di inquinanti. Questo procedimento deve essere effettuato dagli uffici preposti: ora è il Dipartimento PAU (Programmazione e Attuazione Urbanistica, ndr) che si dovrà occupare del tutto”. Per quanto riguarda la situazione delle operazioni di bonifica, si tratta di una “progettazione ancora aperta. Non si sa a quanto ammonteranno i costi e, una volta calcolati, si faranno i conti con gli oneri concessori a disposizione”. Realizzato il piano di bonifica sarà molto probabile che il parco assuma una nuova conformazione, anche “in relazione ai soldi che rimarranno – ha continuato l’ex Assessore – Si farà in modo di dare ai cittadini un buon parco, mettendoci i fondi che servono per realizzarlo. L’amministrazione ha dei tempi dilatati ma non si faranno le semplificazioni del passato. Il Comune ha acquisito un’area industriale, inquinata, e non ha avuto vantaggi a farlo. Quando ci sono di mezzo operazioni di bonifica i tempi non sono mai brevi e il percorso è spesso difficile”, ha concluso Giujusa.

IL PARCHEGGIO – Vista la notizia della presenza importante di inquinanti, qualche tempo fa, prima della caduta del Municipio XI, la Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Manuela Simoneschi, aveva paventato l’ipotesi di realizzare un parcheggio su quell’area. “La mia non è stata una proposta – ha dichiarato – ho solo detto che, laddove per motivi di grave inquinamento ambientale non fosse possibile realizzare un parco, sempre previa assemblea pubblica con i cittadini del quartiere, si potrebbe pensare a tale ipotesi, data anche l’imminente realizzazione della preferenziale su viale Marconi, visto che molti abitanti lamentano la mancanza di parcheggi pubblici. Questo, piuttosto che lasciare l’area in uno stato di completo abbandono”. Per Giujusa quella del parcheggio era un’idea politica che andrebbe poi opportunamente vagliata dagli uffici. “Esiste un dislivello tra Marconi e le aree golenali e qui si potrebbe inserire un parcheggio interrato coperto poi da una ‘crosta’ di parco – ha dichiarato – Avere delle aree di parcheggio potrebbe essere importante per la densità di residenze del quartiere. Questo tipo di opera non è detto che non si possa inserire nel progetto, ma non è neanche certo che sia compatibile con esso. Saranno gli uffici a valutarne la fattibilità, se essa è anche funzionale a una sigillatura degli inquinanti. Alla base di tutto – ha concluso – ci sono sempre le operazioni di messa in sicurezza e di bonifica”.

DALLE OPPOSIZIONI – Il tutto, insomma, è ancora abbastanza fermo e in attesa di nuovi sviluppi. “Dopo la chiusura della Conferenza di Servizi – ha dichiarato Daniele Catalano, ex Capogruppo Lega al Municipio XI – e dopo i rilievi da parte di Arpa, non abbiamo più avuto notizie da parte dell’amministrazione grillina, la quale anche in questa occasione si dimostra inadeguata a governare Roma. I cittadini sono delusi da queste continue mancanze, visto che soprattutto sulle tematiche ambientali nel 2016 il M5S aveva investito molto in campagna elettorale”. Secondo Marco Palma, ex Vicepresidente del Consiglio del Municipio XI (Fdi), era scontato che ci fosse la presenza di inquinanti nel terreno, visti gli utilizzi industriali che ne sono stati fatti in passato. “L’operazione del parco, a questo punto, diventa sempre più complessa ma l’ipotesi di un parcheggio non mi sembra originalissima – ha dichiarato – Questo quartiere ha trovato solo l’appetibilità dei costruttori, e non di coloro che al servizio della democrazia e della cittadinanza avrebbero dovuto creare le condizioni per realizzare uno spazio verde di Marconi”.

LA NECESSITÀ DI VERDE – Alla luce delle ultime considerazioni, che vedono le operazioni di bonifica poter far lievitare notevolmente i costi, ci si chiede se il Parco Papareschi vedrà veramente la luce oppure no. “Il terreno è molto inquinato, si parla di mercurio sia a livello superficiale sia nel sottosuolo – ha dichiarato Mirko Marsella, esponente di Articolo 1 – I costi di bonifica potrebbero essere quindi più alti degli oneri concessori a disposizione. Per Roma Docks la bonifica non sarà un problema, ma è ovvio che poi per i costi di realizzazione del parco, qualora i fondi non fossero sufficienti, ci dovrà pensare l’amministrazione. Questa è un’opera molto importante perché di verde nel quadrante non ce n’è abbastanza – ha continuato Marsella – Perciò l’ipotesi del parcheggio sarebbe uno scempio. Se riteniamo davvero che essa sia fondamentale per il quadrante, allora ci deve essere un impegno da parte del Comune di completarla anche se gli oneri non saranno sufficienti”. Bisognerà attendere la stima dei costi di bonifica del Dipartimento PAU per poter capire se il Parco Papareschi avrà bisogno di un intervento economico ulteriore, o se basterà una riprogettazione per vedere finalmente venire alla luce un’opera attesa da troppo tempo.

Serena Savelli