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Maurizio Veloccia: trasparenza, partecipazione e condivisione

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Tra progetti per la mobilità e il rilancio della cultura sul territorio, il neo Presidente del Municipio XI tocca diversi punti: rifiuti e nomadi le situazioni più delicate

Quali gli interventi per migliorare la mobilità sul territorio municipale?

Ci sono due piani di intervento: quello delle grandi infrastrutture per la mobilità, da troppo tempo accantonate e che invece costituiscono delle soluzioni strategiche imprescindibili, e poi soluzioni legate al rafforzamento del trasporto pubblico ed alla mobilità alternativa.
Due le priorità strategiche: Ponte dei Congressi per collegare l’EUR e la via del Mare, risolvendo in maniera pressoché definitiva lo snodo Viadotto della Magliana–Roma Fiumicino– via Newton, e trasporto su ferro a Marconi mediante il prolungamento del tram 8 fino alla metro Marconi per decongestionare uno dei quartieri più inquinati e trafficati di Roma.
Sul piano della mobilità alternativa dobbiamo investire sul Piano della Ciclabilità soprattutto sull’asse del Tevere fino al GRA, mentre il trasporto pubblico deve essere fortemente potenziato nella periferia e nei nuovi quartieri, che ancora oggi sono tagliati fuori dal circuito di mobilità cittadino.

Come intende ampliare i servizi culturali e sociali offerti dal territorio?

In questi anni abbiamo sofferto il completo azzeramento dei fondi per la cultura ed una consistente riduzione dei fondi sociali. Spero che si intervenga su questo fronte: cultura in periferia significa non solo curare “l’anima e lo spirito”, ma anche far vivere luoghi troppo spesso bui ed insicuri. Da parte nostra intendiamo creare una rete sempre più estesa ed integrata tra luoghi di produzione culturale, scuole, realtà associative per costruire una stagione culturale municipale, che abbia un rilievo non solo locale e possa attrarre anche investimenti privati. Sul sociale difenderemo strenuamente i servizi in essere, e ci poggeremo sempre più sul ruolo insostituibile del volontariato sociale, soprattutto per prevenire il disagio ed intercettare al meglio i bisogni del territorio.

Quali processi partecipativi intende attivare tra la cittadinanza e il Municipio?

Dobbiamo agire su tre piani. Primo: trasparenza totale dell’amministrazione per acquisire quella credibilità che troppo spesso le istituzioni hanno perso, e quindi “openmunicipio”, con codice etico degli eletti, opendata, streaming delle sedute, anagrafe pubblica. Secondo: consulte della partecipazione, in ogni quartiere, per mettere intorno ad uno stesso tavolo tutte le realtà territoriali per confrontarsi con l’amministrazione sullo sviluppo urbano del territorio. Terzo: forum dell’adozione urbana poiché ciò che chiedo ai cittadini in cambio della disponibilità dell’amministrazione a “scegliere insieme” come governare il Municipio è che ci aiutino a preservare i beni comuni: giardini, aree giochi, spazi pubblici da curare e su cui vigilare contro atti di vandalismo ed incuria.

Quali i primi interventi sul decoro, in particolare sulla cartellonistica, da portare al territorio municipale?

Mezzi umani e risorse economiche per garantire una costante attenzione al tema del decoro non ci sono. Questa è la verità. Serve, come detto prima, l’aiuto dei cittadini nel segnalare, ma anche nel monitorare, nel vigilare e nel curare gli spazi comuni. Serve una nuova cultura che va trasmessa per far capire che un atto vandalico dalla scritta sui muri al non raccogliere una deiezione canina, è un danno che si fa a tutti. Poi serve maggiore interazione con l’amministrazione e qui mi impegno ad avviare un canale unico e certo di comunicazione tra cittadini e Municipio per le segnalazioni di degrado urbano assicurando sempre la presa in carico del problema.

Con la nuova proroga e il nuovo sito di stoccaggio da definire, non cessa la paura per Monti dell’Ortaccio. Quali azioni devono essere messe in campo per evitare ulteriori problemi e avviare la zona alla normalizzazione?

La nostra posizione è ben chiara sull’argomento in questione. Mai una nuova discarica laddove da 30 anni esiste Malagrotta. È una questione di dignità umana: non possono pagare sempre gli stessi cittadini il peso ambientale di una gestione sbagliata del ciclo dei rifiuti. Monti dell’Ortaccio, tra l’altro, era stato acquisito a patrimonio pubblico proprio dal Municipio a seguito degli abusi commessi dalla Co.la.ri. Il mio sogno è che lì, così come sulla discarica di Malagrotta, nasca un parco pubblico per rendere evidente che si è invertita la tendenza e che la Valle Galeria possa tornare ad essere un luogo dove si può vivere non più immersi nei rifiuti. Oltre a questo bisogna poi intervenire sul ciclo complessivo dei rifiuti, per evitare a regime di dover conferire grandi quantitativi di scarti in discarica. La raccolta differenziata, a valle di un virtuoso circuito che punti su riduzione, recupero e riuso, è la soluzione da intraprendere al più presto. Su questo incalzeremo AMA per avviare subito dopo l’estate, così come condiviso, la raccolta differenziata nel nostro Municipio.

Come intende affrontare la questione dell’emergenza nomadi?

La strategia del “dagli al nomade” non funziona, così come i periodici e costosi sgomberi che si risolvono nel semplice spostamento dei rom da un cavalcavia ad un argine del Tevere. Dobbiamo intervenire in forma integrata: intanto colpire chi delinque, chi vive di espedienti e fuori dalla legalità mentre dobbiamo aiutare fortemente chi vuole integrarsi, lavorando e mandando i propri bambini a scuola. Dobbiamo poi recuperare gli spazi dismessi affinché non siano occupati abusivamente: dagli argini del Tevere, come stiamo facendo a Magliana recuperando la golena a parco pubblico, agli stabili pubblici abbandonati. Ed infine dobbiamo ridare ai campi nomadi il loro significato originale: innescare un processo di turnover all’interno dei villaggi attrezzati, che poggi su criteri di premialità in modo da poter rendere i campi dei luoghi effettivamente di dimora temporanea e riducendo così sensibilmente anche gli accampamenti irregolari che continuano a susseguirsi nella città.

Anna Paola Tortora