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Mira Lanza: negli stabili dell’ex saponificio si sogna la riqualificazione

Dal Municipio arriva la proposta di un percorso di progettazione partecipata

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Tratto da Urlo n.155 marzo 2018

 MARCONI – Gli stabili dell’ex Mira Lanza, che fino al 1957 ospitarono il noto saponificio, sono dei pregevoli edifici abbandonati innestati nel quartiere Marconi, tra via Tirone e Lungotevere Vittorio Gassman. Inconfondibili con la loro architettura particolare e il rivestimento in mattoncino, gli stabili industriali sono stati spesso, negli anni, oggetto di idee di riqualificazione, cadute perlopiù nel dimenticatoio. L’unico edificio riutilizzato, infatti, fu quello che oggi ospita il Teatro India. Nei restanti spazi, deturpati dall’incuria, dai rifiuti, dagli incendi e dalle occupazioni abusive, nulla si è mosso. Addirittura, qualche tempo fa, ci fu la realizzazione di un museo, per provocazione, gestito da rom, con opere dell’artista francese Seth. Una situazione, dunque, fuori da ogni regola e controllo, sovrastata da quella che poteva essere un’occasione di rilancio di quei relitti abbandonati.

LA PROPOSTA DEL MUNICIPIO – Il 16 febbraio scorso si è svolta una Commissione urbanistica al Municipio XI in cui si è dibattuto a lungo delle sorti dell’area industriale. Questo in un momento in cui, col vicino Piano Casa di via Enrico Fermi, molti dei servizi del quartiere (il cinema, la Asl, il supermercato, per citarne alcuni) sono venuti meno per far spazio ad altre abitazioni. Durante l’incontro l’Assessore alle Politiche dell’Urbanistica municipale, Luca Mellina, ha illustrato l’ipotesi di una progettazione partecipata da far partire a breve, con lo scopo di riprendere in mano definitivamente le sorti dell’ex Mira Lanza. “Gli edifici sono di grande pregio – ha dichiarato Mellina – e si è pensato di fare un concorso di progettazione riservato a un gruppo di tecnici, per stilare un piano di recupero della struttura. Di essa si potrebbero utilizzare gli involucri, visto che alcuni piani, solai e coperture sono crollati. Dunque si potrebbe tenere ciò che è rimasto e costruire utilizzando un linguaggio architettonico moderno”. L’ipotesi è quella di una partecipazione che veda protagonisti anche i cittadini e i comitati, che potrebbero mettere in evidenza le esigenze del quadrante. “Questa struttura – ha continuato Mellina – dovrà contenere servizi e non residenze, anche per ripagare i cittadini delle mancanze relative al Piano Casa di via Fermi, compensando le perdite da esso venute”. Come dicevamo, sul Mira Lanza di progetti se ne sono fatti tanti nel tempo, mai portati a termine. Uno dei più interessanti e sentiti dalla cittadinanza era sicuramente la realizzazione di un asilo nido. È ancora contemplabile? “Quest’opera era prevista all’interno di uno degli stabili rimasti in piedi ma essendo su due piani la conformazione dell’edificio non è molto indicata per realizzare questo tipo di servizio, soprattutto nel caso di emergenza e di evacuazione dello stesso. Ma all’interno del progetto di restauro e di recupero si potrebbe pensare comunque a come realizzare questa ipotesi, visto che è un’esigenza fortemente sentita”. Oltre ai servizi, durante la Commissione si è parlato anche di una vocazione museale o di spettacolo del complesso, magari con dei teatri di posa. Nel breve termine, in ogni caso, bisognerebbe risolvere il problema della pericolosità degli edifici, pericolanti e pieni di spazzatura, ospitanti insediamenti abusivi e degrado. Anche perché, a detta dell’Assessore, il progetto porterà via un bel po’ di tempo, anche se la prima bozza di bando, che darebbe il via al percorso partecipato, potrebbe essere addirittura pronta in un mese e mezzo. “Il Municipio – ha spiegato l’Assessore – si occuperà di stilare un bando di gara che porterà a decretare il miglior progetto. Il vincitore, oltre a ottenere una piccola ricompensa economica, avrà l’incarico di redigere la progettazione esecutiva e definitiva”. Come si finanzierà l’opera? “Con degli avanzi di cassa che Roma Capitale destinerà ai progetti dei Municipi, o con gli oneri concessori provenienti da opere nel quadrante”, ha concluso Mellina. È ovviamente ancora tutto da vedere, si ha però la concreta necessità di avere un progetto di massima per stimare i tempi e i costi di un’opera che rilancerebbe una porzione di quadrante di grande importanza storica, ma lasciata al suo destino da più di mezzo secolo.

SCETTICISMO DALLE OPPOSIZIONI – Dall’opposizione si sono levate opinioni mosse soprattutto da un imperante scetticismo. “L’iniziativa lanciata dall’Assessore Mellina nasce senza alcun tipo di prospettiva e speranza – ha dichiarato Maurizio Veloccia, Consigliere municipale Pd – Ci è stato chiesto cosa avremmo voluto vedere realizzato all’interno degli stabili, senza tenere in considerazione progetti precedenti, dati, vincoli e informazioni su di essi. Un approccio, direi, assolutamente inadeguato, che non dà alcuna prospettiva completa e di recupero sugli edifici Mira Lanza”. Secondo Veloccia questa iniziativa è stata realizzata solo “per gettare del fumo negli occhi dei cittadini e per nascondere i gravi ritardi su tutto il fronte della riqualificazione del quadrante Marconi”. Anche per Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio municipale (Fdi), l’idea che è stata lanciata è “abbastanza farraginosa. Solo il degrado e l’inquinamento continuano ad essere protagonisti di quei luoghi, il tutto accompagnato da occupazioni e incendi che non fanno altro che cancellare ogni forma di sviluppo”. Eppure ci sarebbero tanti spunti da poter prendere in considerazione, ricorda Palma: “Sogno un grande progetto che possa vedere protagonista il mondo della cultura e della formazione, con una parte imprenditoriale di nuove imprese tecnologiche e di ricerca, il ripristino dei servizi socio assistenziali e di prossimità, come il poliambulatorio Asl”.

Solo il tempo ci dirà se il complesso dell’ex Mira Lanza potrà finalmente tornare ad avere una funzione, oltre quella di essere testimone di un passato ormai trascorso, che ha lasciato il passo, purtroppo, solo a un abbandono oramai non più accettabile.

Serena Savelli