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Monte Stallonara: proseguono i lavori per il Piano di Zona

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monte stallonara 2014

Mentre i lavori vanno avanti emergono altre questioni da risolvere urgentemente

 

Eccoci di nuovo a parlare di Monte Stallonara e della situazione del Piano di Zona dove negli anni non sono mancati problemi e intoppi. Poco meno di un anno fa sono iniziati i lavori per le opere di urbanizzazione primaria sul PdZ B50, nonostante i vari problemi che nel corso del tempo hanno interessato l’area, tra gli ultimi i mancati pagamenti dei Sal da parte di alcune cooperative e i lavori per la rete idrica, ad oggi fermi prima per un blocco dei fondi, in attesa che Acea decreti la ditta vincitrice della gara d’appalto.

Attualmente i lavori proseguono ma sussistono delle questioni, che possiamo definire intoppi pratici e burocratici, che se non risolti a lungo andare potrebbero rappresentare una minaccia per il felice e rapido epilogo dell’intricata vicenda. Stiamo parlando, ad esempio, dell’autorizzazione del Genio Civile per la costruzione di un ponte in cemento armato previsto dal Progetto Esecutivo. Nell’ultimo mese poi a mettersi di traverso si è aggiunta anche la questione del sito previsto dal progetto esecutivo per lo scolo delle acque chiare: il fosso deputato a questa importante funzione è stato dichiarato inadeguato dal Consorzio di Bonifica in seguito ad un’ispezione. La motivazione risiede nel fatto che il fosso anni fa venne interrato da un privato mentre per essere a norma questo dovrebbe essere scoperto. Oggi, dopo l’accertamento dell’infrazione da parte del Municipio, l’Isveur si sta adoperando per stilare un progetto per il ripristino del sito; il documento dovrà dimostrare che i lavori renderanno il luogo adatto e sufficientemente capiente. La domanda a questo punto è: con quali soldi verranno fatti questi lavori? Centoventimila euro, la cifra necessaria per i lavori secondo le stime del dipartimento tecnico del Municipio, fondi, sostiene il suo presidente Maurizio Veloccia, di cui l’ente territoriale è sprovvisto e per l’individuazione dei quali tre sono le vie percorribili: “La prima è che Roma Capitale destini al Municipio fondi ulteriori per un intervento in danno, la seconda è accedere ad un fondo regionale per l’abusivismo oppure agire per somma urgenza, strada percorribile solo se Roma Capitale riscontrasse la presenza di un reale pericolo per l’incolumità pubblica”. “Mi domando come siano state fatte le gare di appalto e condotte le ricerche degli enti preposti. È stato dato il via per costruire delle case, la gente ha speso dei soldi ma non si aveva ancora idea di dove fare le fogne, di quale fosse la situazione del fosso. Chi pagherà tutto questo? Per ora a subire sono solo i cittadini”, dichiara Marco Campitelli, portavoce del movimento Primavera Nazionale nel Municipio XI. Della questione ha parlato anche Monica Polidori che si dichiara ormai esausta di una lotta condotta contro quelli che la Polidori definisce mulini a vento. Nonostante questo la presidente del Comitato di Quartiere che da oltre tre anni lotta per portare la situazione del Piano di Zona all’attenzione di chi di dovere, si dice fiduciosa nelle istituzioni, dal Comune nelle persone del presidente della Commissione Lavori Pubblici, Dario Nanni (Pd), all’ex presidente della stessa, Giovanni Quarzo (Pdl) al Municipio nella figura del suo presidente Maurizio Veloccia fino all’Isveur stesso, che, conclude la Polidori, si sta dimostrando molto vicino alla cittadinanza.

(pubblicato su Urlo n. 112 – febbraio 2014)

Anna Paola Tortora